AGI - "Si chiude questa Porta Santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza": con questa preghiera di ringraziamento, Papa Leone XIV ha chiuso la Porta Santa di San Pietro, ultima tra le Basiliche papali di Roma concludendo ufficialmente il Giubileo della Speranza iniziato il 24 dicembre 2024.
"Come pellegrini di speranza - ha sottolineato il Pontefice - abbiano ricercato la via della vita alla luce della Parola di Dio e della sua misericordia senza limiti". Leone, nella invocazione ha supplicato Dio affinché restino "aperti i tesori della grazia divina", "così che, al termine del nostro pellegrinaggio terreno, possiamo bussare con fiducia alla porta della tua casa e gustare i frutti dell'albero della vita".
Video di Thomas Cardinali
In continuità con la prassi stabilita a partire dal 1975 - e ulteriormente semplificata da san Giovanni Paolo II nel Giubileo del 2000 - il rito, non prevede più la muratura pubblica della porta, ma si articola nella chiusura dei battenti. Il gesto di chiudere personalmente i due grandi battenti di bronzo, sottolinea che il tempo giubilare si conclude, ma che la misericordia di Dio rimane sempre aperta.
La messa dell'Epifania
Dopo la chiusura della Porta Santa, la Santa Messa della solennità dell'Epifania all'interno della Basilica vaticana.
La muratura privata della porta
La muratura vera e propria della porta avverrà solo successivamente, in forma privata, circa dieci giorni dopo, con un rito di "muratura" diretto dall'Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice. I tecnici della Fabbrica di San Pietro - i cosiddetti sampietrini (nelle altre basiliche, i tecnici del Governatorato) - provvederanno a costruire il muro di mattoni all'interno della Basilica per sigillare la Porta Santa.
Contenuto della capsula
All'interno del muro verrà inserita, durante il rito, la tradizionale capsula metallica (capsis), contenente il verbale di chiusura, le monete coniate durante l'anno giubilare e le chiavi della porta.