AGI - Momenti di alta tensione si sono registrati nella notte a Caracas, dove diversi colpi d'arma da fuoco sono stati esplosi nei pressi del palazzo presidenziale di Miraflores. Secondo quanto riferito da testimoni e fonti della presidenza, la situazione sarebbe attualmente sotto controllo. L'episodio sarebbe scaturito dall'avvistamento di droni non identificati che sorvolavano la sede del potere esecutivo, spingendo le forze di sicurezza e il personale militare del governo ad aprire il fuoco per abbattere i velivoli.
L'incidente segue di poche ore il giuramento di Delcy Rodriguez, vice di Nicolas Maduro, come presidente ad interim del Venezuela. In risposta alla sparatoria, le autorità hanno disposto l'evacuazione immediata dei ministeri e degli edifici governativi situati nel centro della capitale, epicentro degli scontri. Il network colombiano Caracol riferisce che l'emergenza ha imposto la chiusura delle attività commerciali e dei quartieri limitrofi, lasciando residenti e acquirenti temporaneamente bloccati all'interno delle strutture. Lungo le arterie stradali adiacenti a Miraflores, tra cui Avenida Urdaneta, è stato segnalato il dispiegamento di carri armati dell'esercito bolivariano.
Instabilità politica e ipotesi di amnistia
Il quadro di instabilità segue la cattura e l'arresto di Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti, un evento che ha impresso una svolta radicale alla dinamica politica interna. In questo scenario, come riportato dal quotidiano El Pais, si sta facendo strada l'ipotesi di un'amnistia generale. Figure di rilievo internazionale, tra cui presidenti ed ex presidenti, starebbero esercitando pressioni affinché la questione dei detenuti diventi prioritaria nel processo di transizione.
Edmundo Gonzalez e la liberazione dei prigionieri politici
Edmundo Gonzalez, indicato da osservatori e organizzazioni internazionali come il vincitore delle elezioni presidenziali del luglio 2024, è intervenuto affermando che la normalizzazione del Paese potrà avvenire solo con la liberazione di tutti i cittadini privati della libertà per motivi politici. Le organizzazioni non governative stimano la presenza di quasi 1.000 prigionieri politici nelle carceri venezuelane, descritti come ostaggi di un sistema di persecuzione.
I prigionieri politici in Venezuela
Tra i nomi più noti figurano l'analista esperta di questioni militari Rocio San Miguel, arrestata nel febbraio 2024, e gli attivisti Javier Tarazona, Carlos Julio Rojas, Eduardo Torres e Kennedy Tejeda. Risultano detenuti anche esponenti politici come Nicmer Evans e oltre 130 membri del partito di Maria Corina Machado, tra cui i suoi stretti collaboratori Freddy Superlano e Juan Pablo Guanipa. Nelle strutture carcerarie del Paese si trova inoltre, dal novembre 2024, il cooperante italiano Alberto Trentini, operatore della Ong Humanity & Inclusion. L'organizzazione Justice, Encounter, and Forgiveness ha ribadito che il rilascio totale dei prigionieri, sia civili che militari, rappresenta il punto di partenza imprescindibile per l'avvio di un percorso di democratizzazione e transizione in Venezuela.