AGI - Centinaia di turisti, di cui un'ottantina italiani, sono bloccati nello Yemen sull'isola di Socotra dopo la chiusura dello spazio aereo nel Paese a causa della recrudescenza della violenza tra fazioni armate rivali.
Il vicegovernatore di Socotra per la cultura e il turismo, Yahya bin Afrar, ha dichiarato all'Afp che ci sono "più di 400 turisti stranieri", aggiungendo che "i loro voli sono stati sospesi". Fonti della Farnesina riferiscono che un'ottantina sono italiani.
Il blocco dei voli e lo stato di emergenza
Un altro funzionario locale ha affermato che tutti i voli stranieri e nazionali sono stati bloccati sull'isola da quando è stato dichiarato lo stato di emergenza alla fine del mese scorso. "Abbiamo ora 416 stranieri bloccati di diverse nazionalità, tra cui più di 60 russi", ha dichiarato il funzionario in forma anonima.
La situazione degli italiani e gli sforzi per il rientro
"Al momento risultano circa 80 italiani bloccati sull'isola di Socotra in diversi hotel/campeggi che viaggiano con diversi tour operator", si apprende da fonti del ministero degli Esteri. "L'Unità di Crisi, in raccordo con la Farnesina, lavora insieme ai tour operator e alla nostra ambasciata a Riad per agevolare il rientro", ha aggiunto la fonte.
La testimonianza di un turista italiano
"Non siamo in pericolo dal punto di vista militare e ci sentiamo al sicuro. Non è successo niente da quel punto di vista, ma ancora non sappiamo quando potremo rientrare". Lo racconta all'Agi un turista italiano, al momento bloccato sull'isola yemenita di Socotra dopo le recenti cancellazioni dei voli dovute al riacutizzarsi delle tensioni nel Paese. "Siamo in contatto con la Farnesina, che ci ha fatto sapere che stanno lavorando per il rientro", ha spiegato il turista che ha preferito parlare a condizione di anonimato.
"Io di base sono in un campeggio e sono rimasto qua. Nell'isola ce ne sono vari. Nella città principale, Hadibu, ci sono un paio di alberghi, ma sono tutti pieni", ha aggiunto descrivendo lo scenario attuale sull'isola e spiegando che le agenzie locali per adesso stanno continuando a gestire la situazione. "Continuano a darci da mangiare e a fornirci i servizi essenziali. Per adesso, almeno la nostra, non ha chiesto un'integrazione di prezzo", ha aggiunto il turista.
Nessun problema per quanto riguarda cibo e acqua quindi, ma i contanti sono già molto difficili da reperire. "Per adesso il problema sui viveri sembra non esserci, ma l'isola non è pienamente autosufficiente e in questo momento non c'è contatto con la terraferma. Chi aveva portato i contanti in eccedenza ha ancora qualche riserva, per gli altri è un problema", ha precisato.
Il primo volo, racconta all'Agi, è stato annullato il 2 gennaio, così come quelli del 4 gennaio e del 5. Anche il volo del 6 gennaio risulta già annullato dalle autorità yemenite. Alcuni gruppi di turisti, spiega, sono comunque in contatto fra loro tramite chat Whatsapp o perchè si trovano nello stesso albergo o nello stesso campeggio. Secondo alcune voci, ha spiegato nel suo racconto il turista, le autorità dell'isola starebbero cercando di riattivare alcuni voli di collegamento con l'Oman o l'Arabia Saudita, ma per adesso non ci sono certezze.
"Anche le altre ambasciate, principalmente localizzate in Arabia Saudita - ha precisato - hanno fatto capire che si stanno facendo alcuni tentativi per muoversi in maniera coordinata a livello europeo". La scoperta della cancellazione del volo per lui è arrivata il 3 di gennaio, quando si trovava nell'isola già dal 29 dicembre. Da quel giorno, nessuna novità di rilievo, se non il continuo rinvio dei voli di volta in volta. "Da lì abbiamo iniziato a cercare di capire come muoversi, ma non è che ci sia molto da fare. Io sono qui con 60-70 persone da vari tour e nazionalità, con varie agenzie locali, e tutti più o meno abbiamo le stesse informazioni. Come dicevo siamo un po' sparsi in giro per l'isola nelle varie sistemazioni che avevamo scelto per le vacanze", ha concluso.