AGI - La chiamano “l’isola più aliena della Terra”, e non è solo un’esagerazione da social. Socotra, arcipelago nello Yemen sospeso nel Mar Arabico tra il Corno d’Africa e la penisola arabica è uno dei posti più strani e fragili del pianeta: alberi a ombrello che sembrano usciti da un set di fantascienza, spiagge bianche senza costruzioni, grotte, lagune turchesi e un patrimonio naturale unico al mondo.
Qui sono rimasti bloccati centinaia di turisti, tra cui un'ottantina di italiani perché i loro voli di rientro sono stati cancellati in seguito all'escalation della violenza tra fazioni armate rivali.
L'arcipelago patrimonio dell'Unesco
L'arcipelago è iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale Unesco dal 2008. Un laboratorio naturale pieno di specie che non esistono altrove, Socotra è diventata una meta per chi cerca natura estrema e biodiversità rara. I numeri spiegano il mito: l’arcipelago ospita 825 specie di piante e circa il 37% è endemico, cioè non cresce in nessun altro luogo del mondo.
Tra i simboli c’è la Dracaena cinnabari, la “dragon blood tree”, famosa per la chioma a ombrello e la resina rossa (da cui il nome “sangue di drago”). Questa combinazione di isolamento geografico, paesaggi irreali e specie endemiche ha trasformato Socotra in una sorta di “Galapagos dell’Oceano Indiano”, definizione entrata stabilmente nella narrativa turistica e scientifica.
Meta turistica nonostante la guerra
Per anni Socotra è rimasta fuori dalle rotte, anche per via della guerra in Yemen e di collegamenti aerei limitati. Negli ultimi tempi però l’attenzione internazionale è risalita: foto e video virali hanno alimentato la domanda di viaggi, mentre alcune nuove connessioni aeree con il Golfo hanno reso l’isola più raggiungibile per pacchetti organizzati.
Il risultato è un turismo ancora lontano dai grandi numeri delle mete di massa, ma abbastanza intenso da incidere su un ecosistema delicatissimo: proprio l’Unesco segnala tra le minacce potenziali il turismo non sostenibile (insieme alle specie invasive), chiedendo monitoraggio e gestione attenta.
I rischi del viaggio
Socotra appartiene allo Yemen e molte diplomazie continuano a sconsigliare il viaggio nel Paese “inclusa Socotra” per conflitto armato, terrorismo e rapimenti. A questo si aggiunge un fattore pratico spesso sottovalutato: la vulnerabilità dei collegamenti.
Turisti bloccati
Di recente l’ambasciata Usa ha segnalato interruzioni dei voli commerciali verso l’isola, con possibili blocchi e difficoltà a partire o rientrare e oggi 400 turisti - tra cui un'ottantina di italiani - sono bloccati per la chiusura dello spazio aereo in seguito agli scontri tra fazioni rivali.
Infrastrutture e servizi limitati
Sull’isola l’offerta sanitaria è di base e l’infrastruttura è essenziale: chi viaggia deve mettere in conto distanze, piste, campeggi e servizi limitati. In caso di emergenza seria, la criticità è la distanza e l’eventuale evacuazione.
La stagione dei monsoni
Socotra è esposta a una stagione di monsoni con piogge e soprattutto venti forti: in alcuni periodi mare e attività acquatiche diventano rischiosi e gli spostamenti complicati.