AGI - Per ora, l'operazione Maduro non ha avuto ricadute negative sul consenso di Donald Trump. I sostenitori del presidente statunitense hanno infatti in gran parte elogiato la cattura di Nicolas Maduro definendola una vittoria rapida e indolore, sebbene diversi analisti politici statunitensi avvertano che il sostegno potrebbe diminuire se l'operazione si dovesse protrarre e riecheggiasse interventi stranieri passati, come quelli in Afghanistan o in Iraq.
Solamente una manciata di figure conservatrici ha criticato l'attacco al Venezuela e la detenzione di Maduro come un tradimento della promessa "America First" fatta da Trump di evitare coinvolgimenti stranieri. Marjorie Taylor Greene e Candace Owens hanno espresso forte dissenso, definendo l'arresto un tradimento della promessa fatta dal tycoon durante la campagna presidenziale del 2024 di evitare conflitti all'estero. "Questo è lo stesso manuale di Washington di cui siamo così stanchi e che non serve al popolo americano," ha detto Greene. Anche i democratici hanno ampiamente criticato le azioni dell'amministrazione Trump in Venezuela definendole "poco sagge e potenzialmente illegali, in quanto eseguite senza l'approvazione del Congresso". Il leader del partito al Senato, Chuck Schumer, ha detto che Trump rischia di trascinare gli Stati Uniti "in un'altra costosa guerra estera".
Il sostegno della base Maga e degli alleati repubblicani
Mentre la maggior parte degli alleati repubblicani del presidente si è allineata, per ora, la base Maga sembra disposta ad applaudire – o almeno non contestare – la rimozione di Maduro, non vedendo il rischio di un'escalation in un pantano durato anni come le guerre a Kabul e Baghdad. L'ex stratega di Trump e voce di spicco nel movimento Make America Great Again, Steve Bannon, ha elogiato il raid come "audace e brillante" nel suo podcast poche ore dopo l'operazione.
L'attivista di destra Laura Loomer ha sostenuto sui social media che gli Stati Uniti devono sfruttare le vaste riserve petrolifere del Venezuela piuttosto che permettere ad avversari come Iran, Cina, Russia e Cuba di beneficiarne e finanziare attacchi contro l'Occidente. "È troppo recente perché ci sia una significativa opposizione da parte dei Maga", ha spiegato a Reuters Joshua Wilson, professore di scienze politiche all'Università di Denver. "Ci sono molte domande su come evolveranno le cose, e quindi questo potrebbe diventare un altro test della capacità di Trump di inquadrare gli eventi e controllare la sua base.
Impulso politico e precedenti storici
Sempre a Reuters, Matthew Wilson, professore di scienze politiche alla Southern Methodist University, ha spiegato che "storicamente i presidenti ottengono solo un impulso politico di breve durata dall'azione militare. Ciò significa che il rischio per Trump e i repubblicani è in calo in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, quando il controllo del Congresso è in gioco.
Prima dell'operazione 'Absolute Resolve', l'ultima volta che gli Stati Uniti hanno rimosso il presidente di un paese latinoamericano è stata l'invasione di Panama nel 1989 che ha deposto il dittatore Manuel Noriega. Quella fu la prima di due azioni militari rapide e relativamente riuscite sotto il presidente statunitense George H.W. Bush, che orchestrò anche la Guerra del Golfo del 1991, ma che non impedirono la vittoria di Bill Clinton nel 1992.