AGI - Ora che si è cristallizzato il bilancio delle vittime, 40, e dei feriti, 116, cresce l'ansia di avere delle risposte dalla magistratura sulle ragioni che hanno portato alla strage dei ragazzi arrivati da tutto il mondo per festeggiare il capodanno nel locale 'Le Constellation' e sono finiti in una torcia impazzita a 700 gradi. E mentre la Radio Svizzera Tedesca svela che i gestori volevano ampliare il pub dal primo gennaio 2026 eliminando un'uscita, l'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, si fa portavoce di questa urgenza di "verità e giustizia" parlando a Sion poco prima del volo per l'Italia dei 5 ragazzi tornati in Italia in una bara bianca.
Cornado ha affermato che "in Italia Jacques Moretti e Jessica Maric sarebbero stati arrestati perché è troppo grave quello che è successo". "Nel rispetto dell'autonomia della magistratura - ha poi approfondito in un secondo momento all'AGI - ho parlato della possibilità dell'arresto. Per le famiglie non è importante che gli indagati vadano in carcere ma che vengano accertate le responsabilità. Ho chiesto al presidente del Cantone Vallese e al ministro che venga fatto tutto quello che serve e, in effetti, gli accertamenti stanno proseguendo a tutto campo e sono già state sentite molte persone".
Le indagini e i presupposti per l'arresto
Ieri la procuratrice Beatrice Pilloud aveva comunicato invece che non ci sono i presupposti per l'arresto, cioè i pericoli di fuga, inquinamento probatorio e reiterazione del reato, anche in presenza di ipotesi pesanti come omicidio, lesioni e incendio, a titolo colposo, circostanza quest'ultima, che anche in Italia non fa scattare di solito l'arresto. La procuratrice ha chiarito che l'indagine "verterà in particolare sull'analisi dei documenti ottenuti dal Comune, sulla conformità dei lavori realizzati dai gestori, sui materiali utilizzati, sulle vie di fuga, sui mezzi di estinzione e sul rispetto delle norme antincendio".
I punti critici della sicurezza nel locale
È lo stesso ambasciatore a fissare alcuni punti fermi: "Le autorità locali mi hanno riferito che il materiale fonoassorbente sul soffitto era infiammabile. L'uscita di sicurezza, se esisteva, era mal segnalata e in mezzo a quel disastro i ragazzi non l'hanno nemmeno vista". Anche l'assenza di un estintore pare una falla molto probabile. Il tema dei permessi e dei relativi documenti è il cuore dell'indagine e chiama in causa anche il Comune e in particolare il sindaco Nicola Féraud, il primo e finora unico primo cittadino di Crans Montana, da tre mandati alla guida.
Il ruolo del comune e le modifiche strutturali
Cosa avevano rivelato le tre ispezioni svolte in dieci anni? Era davvero, come sostenuto da alcuni media locali, necessario un controllo annuale delle autorità sui dispositivi per prevenire gli incendi? E, ancora: se sono state apportate delle modifiche che hanno reso il pub anche una discoteca c'era bisogno di garantire più sistemi di sicurezza? La Radio Svizzera Tedesca ha svelato che la coppia aveva fatto richiesta alla fine del 2025 di ampliare il locale, una trasformazione che, se realizzata, avrebbe potuto aggravare le conseguenze del rogo perché il piano prevedeva di eliminare l'uscita laterale della veranda, ripresa più volte nei video della serata. Féraud è stato sentito come testimone e per domani ha convocato una conferenza stampa in Comune durante la quale probabilmente si difenderà dai sospetti sul suo conto. Nei giorni scorsi aveva dichiarato alla testata 'Blick' che la sua amministrazione "non ha adottato un approccio permissivo nella gestione del bar". In ogni caso le carte sulla 'storia' del 'Le Constellation' sono state consegnate alla Polizia.