AGI - Il presidente deposto del Venezuela, Nicolás Maduro, è negli Stati Uniti. Dopo l'operazione lampo delle forze Usa della scorsa notte, Maduro e la moglie Cilia Flores, entrambi incriminati dalla giustizia americana per narcoterrorismo, traffico di droga e uso di armi da guerra sono arrivati in serata a New York.
L'ex presidente venezuelano e la moglie sono atterrati alla base della Guardia Nazionale Aerea Stewart a Newburgh. Maduro è stato scortato fuori dall'aereo circondato da agenti dell'FBI, la coppia è stata poi trasportata in elicottero all'eliporto Westside di Manhattan.
L'arrivo nel carcere di Brooklyn
Il deposto presidente venezuelano, sottoposto a rigide misure di sicurezza, è stato portato prima negli uffici della DEA, poi al Metropolitan Detention Center, la stessa struttura federale a Brooklyn in cui sono stati detenuti il rapper Sean "Diddy" Combs durante il processo dello scorso anno, così come altri prigionieri di alto profilo, tra cui Ghislaine Maxwell, la ex compagna di Jeffrey Epstein. Una folla di persone si è radunata all'esterno della struttura, applaudendo e sventolando bandiere venezuelane. La prossima settimana Maduro dovrà rispondere delle accuse presso un tribunale federale di Manhattan.
Mentre iniziano a delinearsi i dettagli del raid Usa, il New York Times scrive che almeno 80 persone, tra civili e membri delle forze di sicurezza, sono rimaste uccise nell'attacco in Venezuela. Più di 150 aerei statunitensi sono stati inviati per mettere fuori uso le difese aeree venezuelane, in modo che gli elicotteri militari potessero trasportare le forze delle Operazioni Speciali che hanno assaltato il complesso di Maduro alle 2 del mattino ora locale, hanno affermato funzionari statunitensi. L'intera operazione è durata due ore e 20 minuti. Le forze speciali americane hanno catturato Maduro con l'aiuto di una fonte della CIA all'interno del governo venezuelano che aveva monitorato la sua posizione nei giorni scorsi, secondo fonti informate sull'operazione e citate dai media americani.
Lunedì Maduro davanti al giudice
Nicolas Maduro, comparirà lunedì 5 gennaio, a mezzogiorno, davanti a un giudice federale a New York per essere formalmente informato delle accuse a suo carico. Lo ha reso noto il tribunale.
Sarà un magistrato di grandissima esperienza, Alvin Hellerstein, a presiedere il giudizio nei confronti dell'ormai ex presidente venezuelano. A quanto ricorda la stampa israeliana, Hellerstein, 92 anni, ebreo, è uno dei volti più noti nella magistratura federale, con 25 anni passati negli uffici del procuratore di Manhattan, considerato il più importante degli Stati Uniti.
Nato a New York nel 1933, Hellerstein ha conseguito la laurea triennale e la laurea in giurisprudenza alla Columbia University prima di servire nel corpo dell'Avvocatura Generale dell'esercito degli Stati Uniti. Dopo anni di professione privata, nel 1998 è entrato nella magistratura federale nominato dall'allora presidente Bill Clinton. Negli anni ha presieduto importanti casi finanziari, legati al terrorismo e azioni civili di primo piano, incluse cause legate agli attacchi dell'11 settembre.
E' noto per sentenze dettagliate, gestione di tribunali solide e un approccio metodico alle questioni probatorie e procedurali, assicura il sito Matzav. Nel maggio dello scorso anno, Hellerstein è stato tra i giudici che hanno definito illegittimo il tentativo dell'amministrazione Trump di utilizzare l'Alien Enemies Act del 1798 per deportare immigrati venezuelani in El Salvador senza giusto processo. A quanto reso noto dalla Procuratrice generale Pam Bondi, Maduro e la moglie Cilia Flores dovranno rispondere di quattro capi di accusa tra cui cospirazione per narcoterrorismo, cospirazione per importazione di cocaina e possesso di armi automatiche e dispositivi esplosivi
La visione di Trump per il Venezuela
Donald Trump ha dichiarato in una conferenza stampa che gli Stati Uniti "governeranno il Paese" fino a quando non si sarà organizzata una "transizione di potere sicura, appropriata e giudiziosa". "Governeremo il Paese nel modo giusto", ha detto. "Faremo un sacco di soldi", ha aggiunto riferendosi alle vaste riserve petrolifere statali del Venezuela e alla ricostruzione delle infrastrutture energetiche del Paese da parte delle compagnie petrolifere americane e, presumibilmente, della riconquista dei diritti che un tempo detenevano sulle vaste riserve petrolifere venezuelane. I precedenti governi venezuelani "ci hanno rubato il petrolio", ha aggiunto riferendosi alla nazionalizzazione dell'industria petrolifera del paese caraibico. Il futuro del Paese rimane un'incognita. Secondo testimoni diretti, al momento non ci sono ancora segni evidenti di una presenza militare statunitense in Venezuela.
Il futuro politico del Venezuela
Nel frattempo la Corte suprema di giustizia venezuelana ha ordinato che la vicepresidente esecutiva Delcy Rodriguez assuma la carica di presidente ad interim del Paese. La principale leader dell'opposizione, María Corina Machado, chiede che il suo alleato politico, Edmundo González, venga immediatamente riconosciuto come presidente del Venezuela. "Oggi siamo pronti a far rispettare il nostro mandato e a prendere il potere", ha dichiarato la Machado, che lo scorso anno ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Ma Trump ha frenato decisamente su questa ipotesi e ha detto che il segretario di Stato, Marco Rubio, ha parlato già con "la signora Rodriguez che è sostanzialmente disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere il Venezuela di nuovo grande". Secondo Trump, Machado non ha il sostegno o il rispetto necessari per guidare il Paese.