AGI - Sono ore di estrema incertezza in Venezuela. Dopo la cattura del presidente Nicolás Maduro in seguito a un'azione delle forze speciali Usa a Caracas, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avvertito che "non permetterà ad altri di riprendere da dove lui ha lasciato". Washington sembra quindi orientata a forzare un cambio di regime e mettere al potere una figura dell'opposizione, come Maria Corina Machado, premio Nobel per la pace.
Per il momento, però, l'attenzione si concentra sulle tre principali figure del regime rimaste in campo e candidate alla successione.
Delcy Rodríguez
È la vicepresidente esecutiva, considerata il volto moderato del chavismo, che spetta, secondo la Costituzione, la guida del potere esecutivo in assenza del presidente. Ex ministro degli Esteri, Rodríguez ha mantenuto negli anni contatti con diverse cancellerie occidentali, nonostante le sanzioni le impediscano, ad esempio, l'ingresso nell'area Schengen. Fece in proposito scalpore, nel 2020, l'incontro (illegale) all'aeroporto di Madrid tra Rodríguez, il ministro dei Trasporti spagnolo José Luis Ábalos e il suo braccio destro, Koldo García, ovvero le due figure al centro dei casi di corruzione che hanno investito il governo socialista di Pedro Sánchez. Rodríguez, secondo diverse fonti, si troverebbe ora a Mosca, da dove ha chiesto agli Stati Uniti di fornire prove che Maduro sia ancora vivo. Il maggior punto debole della vicepresidente è l'assenza di sostegno tra le forze armate.
Diosdado Cabello
Una delle figure più potenti del Paese, il ministro dell'Interno e della Giustizia è ritenuto il vero braccio destro di Maduro e, come il suo presidente, è accusato dagli Usa di essere coinvolto nell'organizzazione di narcotrafficanti Cartel de los Soles. È Cabello che ha in mano le chiavi della macchina della repressione del dissenso: oltre a controllare direttamente le forze di sicurezza e parte dell'intelligence vanta anche forti legami con l'esercito. Sul capo del ministro pende una taglia di 10 milioni di dollari che sarebbe stata aumentata di recente a 25 milioni. Alleato di vecchia data dell'ex presidente Hugo Chávez, Cabello è apparso oggi tra la folla poco dopo la fine dei bombardamenti per rassicurare la popolazione.
Vladimir Padrino López
Il ministro della Difesa è stato il primo esponente del governo venezuelano a rivolgersi alla nazione dopo l'operazione statunitense. Se Washington non forzerà un cambio di regime nei prossimi giorni, López è sicuramente la figura che ha maggior voce in capitolo sulla successione a Maduro, dato il suo fermo controllo delle forze armate. Non è però chiaro se il ministro utilizzerebbe questo potere a suo vantaggio o per sostenere un'altra personalità, considerato il vasto spazio di manovra che la legge marziale gli consentirebbe.