AGI - Era il 3 gennaio 1990 quando Manuel Antonio Noriega, l'uomo forte di Panama, uscì dalla nunziatura apostolica - la sede diplomatica della Santa Sede - e si consegnò ai militari statunitensi dopo dieci giorni di assedio e negoziati. Una data che ritorna spesso nella storia delle operazioni extraterritoriali condotte dagli americani: dall'eliminazione di Qasem Soleimani alla cattura di Nicola Maduro questa mattina.
Trentasei anni fa si chiudevano di fatto la caccia all'ex generale e l'operazione "Just Cause", l'intervento militare con cui gli Stati Uniti avevano invaso Panama il 20 dicembre 1989 presentandola come un'azione necessaria per proteggere cittadini americani, difendere la sicurezza del Canale e "ristabilire la democrazia" dopo il deterioramento dei rapporti con Noriega.
Faccia d'ananas e la protezione vaticana
'Faccia d'ananas' come era soprannominato il dittatore, era stato già incriminato negli USA nel 1988 per traffico di droga e riciclaggio. L'operazione - condotta con un massiccio dispiegamento di truppe e mezzi - portò rapidamente alla dissoluzione delle forze armate panamensi e all'insediamento del presidente eletto Guillermo Endara, che giurò lo stesso giorno dell'avvio dell'intervento.
Noriega, però, riuscì a sottrarsi alla cattura e trovò rifugio nella nunziatura. In quelle ore nacque uno degli episodi più discussi della vicenda: l'uso di operazioni psicologiche, con altoparlanti e musica ad alto volume attorno all'edificio, poi interrotto dopo le proteste vaticane. Il 3 gennaio arrivò la resa: gli Stati Uniti lo trasferirono a Miami, dove iniziò il capitolo giudiziario. Noriega fu processato negli Stati Uniti e nel 1992 venne condannato per reati legati a traffico di droga, riciclaggio e associazione a delinquere, con una pena iniziale di 40 anni poi ridotta.
Il destino di Noriega dopo la detenzione
La sua storia, però, non finì in un carcere federale: dopo la detenzione americana fu estradato in Francia nel 2010 per un altro procedimento legato al riciclaggio e, successivamente, consegnato a Panama nel 2011 per scontare condanne in patria. Morì a Panama City nel 2017, per le complicazioni legate a un intervento per un tumore al cervello.
Il precedente Noriega e il caso Maduro
Il caso Noriega viene spesso citato come precedente quando gli Stati Uniti rivendicano la possibilità di portare davanti ai propri tribunali leader stranieri accusati di crimini legati al narcotraffico. Nel caso del Venezuela, il Dipartimento di Giustizia americano ha incriminato Nicolas Maduro nel 2020 e il Dipartimento di Stato ha poi aumentato l'offerta di ricompensa "fino a 50 milioni di dollari" per informazioni utili al suo arresto. Le analogie, a grandi linee, sono tre: un leader accusato negli USA di legami con il narcotraffico, la dimensione "extraterritoriale" della risposta americana e l'idea di trasformare un dossier politico in un dossier giudiziario.
Differenze e implicazioni internazionali
Le differenze, però, sono altrettanto nette: Panama nel 1989 era un Paese con una centralità strategica legata al Canale e un equilibrio regionale da piena fine Guerra fredda; il Venezuela di oggi è un nodo geopolitico ed energetico con alleanze e fratture internazionali più complesse. E soprattutto, l'eventuale cattura di un presidente in carica aprirebbe un contenzioso ancora più aspro su sovranità e diritto internazionale rispetto a quello, già durissimo, che seguì "Just Cause". Sul piano giudiziario, inoltre, per il Venezuela resta aperto anche il fronte della Corte penale internazionale che ha autorizzato un'indagine sui presunti crimini contro l'umanità legati alla repressione delle proteste dal 2017, dopo una decisione confermata in appello nel 2024. Proprio fine 2025 il Parlamento venezuelano ha avviato passi per ritirarsi dallo Statuto di Roma, mossa che Caracas ha presentato come difesa dalla "politicizzazione" della Corte.
Noriega e Maduro: due storie a confronto
Se Noriega fu l'esempio, per Washington, di un "uomo forte" trasformato in imputato e poi detenuto per decenni, Maduro è diventato il caso su cui misurare fin dove può spingersi la stessa logica nel XXI secolo. Con una differenza decisiva: nel 1990, a Panama, la storia era già stata scritta. Oggi, invece, è ancora una cronaca in movimento.