AGI - Il 2022 è l'anno in cui le relazioni tra Italia e Turchia sono riprese a pieno regime. Dopo un timido ma significativo riavvicinamento negli anni del governo Conte, lo scorso luglio un'incontro interministeriale del governo dell'ex premier Mario Draghi ha segnato la fine di un digiuno che durava dal 2012, quando il governo turco fu ospite a Roma. Erano i tempi in cui a Palazzo Chigi siedeva Silvio Berlusconi, che con l'allora premier Recep Tayyip Erdogan costruì un rapporto di fiducia e amicizia, fino a divenire testimone di nozze del figlio del leader turco.
Lo scorso luglio ad Ankara ha avuto luogo un incontro importante, durante il quale sono stati firmati 9 protocolli di intesa. Sviluppo non scontato, considerata l'infelice uscita dell'ex premier italiano Draghi, che ad aprile 2021 definì Erdogan "un dittatore" scatenando una crisi diplomatica. Crisi che non ha avuto ripercussioni per la vitale importanza che i due Paesi rivestono l'uno per l'altro, importanza ribadita a margine dell'incontro di luglio.
L'Italia è il quarto partner commerciale della Turchia
L'Italia è infatti il quarto partner commerciale della Turchia. Una partnership sviluppata sopratutto grazie alle collaborazioni nella produzione di automobili, prodotti chimici, tessili, turismo, infrastrutture, difesa ed energia, che il governo di Ankara è deciso a sviluppare ulteriormente. Turchia e Italia puntano a superare i 30 miliardi di dollari di interscambio commerciale nel 2022, un obiettivo che, secondo quanto auspicato da Erdogan a luglio, "sarà raggiunto senza problemi". Nel 2021 si sono raggiunti i 20 miliardi di dollari, un più 23,6% rispetto all'anno precedente. Il leader turco governa un Paese con cui l'Italia condivide il bacino del Mediterraneo e numerosi interessi economici e commerciali, ma sopratutto un Paese che con la guerra in Ucraina ha prepotentemente rilanciato la propria immagine a livello internazionale e riaffermato la propria centralità in ambito Nato.
La caduta del governo Draghi e la salita al potere dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni avevano sollevato seri dubbi sull'evoluzione dei rapporti tra Turchia e Italia. Fosse stato per Erdogan, al di là dell'incidente del dittatore, il leader turco avrebbe preferito che l'ex premier rimanesse al potere. Troppo recente la visita del governo italiano, appena il 5 luglio scorso, troppo importante aver fatto ripartire a piena velocità i rapporti tra i due Paesi così come importanti sono i 9 protocolli firmati di cui si attende l'attuazione.
In questo senso la vittoria della coalizione di centrodestra formata da Fratelli d'Italia presentava il ritorno al potere di un vecchio amico, Berlusconi, ma anche l'incognita islamofoba del duo Lega-Fratelli d'Italia. Una vera e propria linea rossa per Erdogan, che su questo tema ha ripetutamente polemizzato con il presidente francese Emmanuel Macron.
Erdogan si è espresso positivamente su Meloni
Invece, un pò a sorpresa, a margine di un incontro con il premier Meloni a margine del G20 di Bali di fine novembre, il presidente turco ha dichiarato di voler ravvivare le relazioni tra Turchia e Italia. Nel faccia a faccia con Erdogan sono finiti temi importanti come energia, immigrazione e lo sviluppo dei rapporti nell'ambito della Difesa con il rilancio del programma missilistico Samp-T fermo da anni. Erdogan si è espresso positivamente su Meloni con cui ha avuto un "primo, positivo e risoluto incontro" e ha annunciato di "attendere in Turchia" il governo italiano.
Un auspicio che sembra essere condiviso dal governo italiano, anche perchè contatti telefonici sono andati avanti tra ministri degli Interni e della Difesa dei due Paesi. Il (potentissimo) ministero della Difesa di Ankara ha definito "di primaria importanza" il rapporto di collaborazione tra Turchia e Italia a livello militare e la cooperazione di alto livello nell'industria della Difesa (tra cui lo sviluppo del sistema missilistico Samp-T).
A certificare una certa, inattesa, affinità tra il nuovo governo italiano e il governo turco l'incontro avvenuto a inizio dicembre tra il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, e il vice premier e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani presso l'hotel Parco dei Principi di Roma. Incontro di circa mezz'ora che è servito a parlare degli sviluppi in Ucraina e Siria e della collaborazione tra due Paesi alleati, vicini e partner commerciali che hanno ripreso a collaborare come non avveniva da anni.