La Spagna fa il boom di studenti e laureati in psicologia. Ma mancano i posti

La Spagna fa il boom di studenti e laureati in psicologia. Ma mancano i posti

L'ipotesi è che la propensione ad iscriversi a psicologia possa essere un effetto diretto della pandemia da Covid-19

spagna boom laureati psicologia

© MICROGEN IMAGES / SCIENCE PHOTO LI / SMD / AFP 
- Seduta con lo psicologo 

AGI - Non smettono di crescere i nuovi studenti ― da 3.900 nel 2015 a 5.800 nel 2021― e i laureati ― da 7.057 a 9.069, con un incremento di 2.000 ―, il 28% in più, scrive il Paìs. La particolarità è che sono tutti psicologi. Aumentano senza limiti nonostante che per loro non ci siano prospettive di occupazione. Accade in Spagna, dove si stanno moltiplicando le facoltà, con l’obiettivo di “aiutare gli altri, avere gli strumenti per essere una persona migliore e il prestigio della professione nel mondo delle relazioni sociali”.

Insomma, stando al boom sembrerebbe che andare dallo psicologo non sia più uno stigma. Le università hanno risposto positivamente, accogliendo l’inclinazione degli studenti, ma nel mercato del lavoro si è generata una certa frammentazione e una crescita preoccupante per i tassi di disoccupazione a causa dell'elevata concorrenza negli studi. Una competizione che continuerà sicuramente a crescere. Secondo i dati del ministero, dei laureati nel 2015 il 69% degli psicologi era iscritto alla previdenza sociale ancora dopo quattro anni dalla laurea, quando la media generale è del 75,3%.

Si ritiene che la propensione ad iscriversi a psicologia possa essere un effetto diretto della pandemia da Covid-19, che ha reso questo materia uno specialità essenziale quanto necessaria.

Tuttavia, secondo l'ex presidente del Collettivo degli studenti di Psicologia il punto è che è certo “innegabile che il tasso di disoccupazione sia alto, ma affermare che il problema è che c'è un surplus di studenti di Psicologia è un errore. Quello su cui ci si deve concentrare è semmai la scarsità di posti dove praticare”.

Ovvero, in generale, il punto non è che ci siano meno professionisti, ma che ad essi si dia la possibilità di lavorare, perché comunque esiste “un problema di salute mentale molto acuto, con quasi 4.000 suicidi all'anno", ricorda Adriana Villalba, che è il nuovo presidente del Collettivo degli studenti e secondo la quale, essi “accedono alla Psicologia perché vogliono conoscere le patologie e migliorare il comportamento umano. Più del 70% arriva pensando alla clinica, ma poi riparte con un'altra visione”.

Intanto il governo ha stanziato 100 milioni per il suo Piano di salute mentale 2022-2024.