Vaiolo delle scimmie, oltre 80 mila casi registrati ma oggi fa meno paura

Vaiolo delle scimmie, oltre 80 mila casi registrati ma oggi fa meno paura

A oggi, secondo le stime del Pais, il virus è diventato "globale" diffondendosi dall'Africa in Europa e in altri Paesi. Uno degli scenari più probabili, però, è che la malattia diventi endemica, con una bassa incidenza e con piccoli focolai associati a eventi in cui le persone interagiscono con l'infezione

vaiolo scimmie casi futuro focolai

Vaiolo delle scimmie

AGI - Il vaiolo delle scimmie si diffonde fuori dall’Africa e diventa una malattia globale. A oggi il virus ha contagiato più di 81.000 persone, fatto 55 vittime in soli sei mesi in 110 paesi mentre la Spagna, secondo quanto riporta El Pais, accusa “il più alto numero di diagnosi per milione di abitanti nel mondo”.

In ogni caso, si calcola che il numero effettivo dei contagiati sia molto più elevato a causa d’una difettosa o sottostimata segnalazione dovuta alle difficoltà iniziali registrate in molti paesi di estendere l'uso dei test diagnostici e all'esistenza d’una piccola ma significativa quota di asintomatici.

Secondo Santiago Moreno, responsabile malattie infettive presso l'Ospedale Ramón y Cajal di Madrid, “il futuro è nel controllo della malattia. Non ci saranno molti focolai né saranno grandi come quelli degli ultimi mesi. La malattia può anche scomparire da alcune aree per un po', ma finché il virus continua a circolare e ci sono molte persone che non sono immunizzate, riapparirà a causa di casi importati che genereranno nuove catene di trasmissione".

Secondo un portavoce della Comunità di Madrid, una delle aree più colpite al mondo dall'attuale epidemia, il cosiddetto vaiolo delle scimmie però "diverrà malattia endemica, con una bassa incidenza e con piccoli focolai associati a eventi in cui le persone interagiscono con l'infezione e con altre persone suscettibili al virus stesso”.

Finora il gruppo più colpito, con oltre il 90% di casi, è stato fin da subito quello dei giovani che frequentano eventi o luoghi in cui sono frequenti i rapporti con altri uomini e diversi partner. Precisa il quotidiano, che pur non trattandosi di una malattia sessualmente trasmissibile — “anche se questa ipotesi è ancora oggetto di indagine” — il contatto ravvicinato che avviene durante i rapporti sessuali si è rivelato un'efficace via di contagio a causa delle pustole che l'infezione provoca sulla pelle, soprattutto nelle zone vicine all'ano e genitali.

E sebbene nella stragrande maggioranza dei casi la malattia progredisca lievemente nel corso di due o tre settimane con anche febbre, dolori ed eruzioni cutanee, “circa il 4% delle persone colpite deve essere ricoverato in ospedale a causa di complicazioni e dolore intenso”.

La Spagna è il paese al mondo dove la malattia ha avuto il maggior impatto in relazione alla popolazione mentre il trend della malattia “è al ribasso a livello mondiale dal mese di agosto”, quando è stato raggiunto il picco di nuovi contagi (mille al giorno) dopo tre mesi di costante rialzo. Nonostante ciò, il numero di nuovi casi è ancora significativo, 1.696 nella seconda metà di novembre, anche se la situazione è molto diversa a seconda delle zone. Secondo l'Oms, il numero di contagi è attualmente in crescita in una dozzina di paesi, con il Perù in testa.