agi live
West non comprerà più la piattaforma Parler. L’operazione è saltata

West non comprerà più la piattaforma Parler. L’operazione è saltata

Il rapper e stilista statunitense avrebbe subito pesanti perdite dopo la rescissione di contratti commerciali con grandi brand che non hanno apprezzato i commenti antisemiti. 

west non comprera piattaforma parler operazione saltata

© ZUMAPRESS.com / AGF
- La piattaforma social Parler

AGI - È saltato l’accordo per l’acquisizione della piattaforma social Parler da parte del rapper e stilista statunitense Kanye West, noto anche per l’abitudine a commenti cospirazionisti, suprematisti e antisemiti (in ragione della quale era stato bannato da Twitter e Instagram, poi riabilitato sul social dell’uccellino e ora di nuovo bloccato).

Un passaggio “concordato reciprocamente" ha fatto sapere Parlement Technologies, la società madre del servizio, senza però entrare nei dettagli. Tra le ipotesi che si fanno sui perché la trattativa sia saltata, c’è il peggioramento dello stato patrimoniale del rapper. I commenti antisemiti sono costati infatti a West la risoluzione di rilevanti accordi commerciali, tra cui quelli con Adidas, Gap, Balenciaca, Creative Artists Agency, Foot Locker, Vogue e Anna Wintour.

west non comprera piattaforma parler operazione saltata
©  Afp
Kanye West


La compagnia, che aveva dato notizia dell’operazione il 18 ottobre, non aveva comunicato i termini dell’accordo e si aspettava che l’affare si concludesse entro l’anno. Una mossa che “cambierà il mondo e il modo in cui il mondo pensa alla libertà di parola” aveva detto a proposito il ceo George Farmer.

L’intenzione di West (2 miliardi il suo patrimonio stimato, secondo Forbes) di prendere il controllo del servizio di social media che si autodefinisce una piattaforma per la libertà di parola (vicino ad ambienti di destra) lo aveva avvicinato a Elon Musk, che proprio in quei giorni muoveva le pedine per prendersi Twitter: due figure di spicco al vertice di due piattaforme social, guidati dalla medesima idea “assolutista” sulla libertà di dire.

West aveva chiarito: "In un mondo in cui le opinioni conservatrici sono considerate controverse, dobbiamo assicurarci di avere il diritto di esprimerci liberamente”.

Dopo il ban dell’8 ottobre (aveva 31,4 milioni di follower), West era tornato su Twitter (“Adoro il primo emendamento!” aveva scritto sul social), ma appena giovedì scorso il suo account è stato nuovamente sospeso.

Dopo essere apparso in un podcast e aver elogiato Hitler, aveva infatti pubblicato l'immagine di una svastica all'interno della Stella di David. Nel frattempo, West aveva fatto parlare di sé anche per l’ipotesi di una candidatura alla Casa Bianca nel 2014 (era in corsa anche nel 2020, prese 60 mila voti, lo 0,4%).

Aveva anche incontrato l'ex presidente Donald Trump a Mar-a-Lago, proponendogli la vicepresidenza.