Pechino rafforza la sicurezza nelle città dove cresce la protesta anti lockdown

Pechino rafforza la sicurezza nelle città dove cresce la protesta anti lockdown

Sotto particolare osservazione è la zona di Urumqi Road, a Shanghai, dove si sono verificate le proteste più forti e dove sono risuonati slogan contro il presidente Xi Jinping. Ci sarebbero stati arresti nelle ultime ore, almeno quattro

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© Noel CELIS / AFP
- Proteste contro i lockdown in Cina

AGI - La Cina ha rafforzato la presenza di forze dell'ordine nelle città per contrastare il ritorno delle proteste anti-lockdown che hanno scandito il fine settimana in molte località cinesi, innescate dalle vittime di un incendio in un edificio residenziale di Urumqi, nello Xinjiang. Sulle strade di Pechino e Shanghai sono aumentati agenti e mezzi della polizia, nell'eventualità di nuove manifestazioni su larga scala che tuttavia non sono avvenute.

Sono aumentati intanto anche i controlli: i manifestanti che erano scesi per le strade nel fine settimana hanno ricevuto chiamate dalla polizia che chiedeva informazioni circa i loro spostamenti negli ultimi giorni. Sotto particolare osservazione è la zona di Urumqi Road, a Shanghai, dove si sono verificate le proteste più forti e dove sono risuonati slogan contro il presidente Xi Jinping.

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© Koki Kataoka / Yomiuri / The Yomiuri Shimbun via AFP

 
Le proteste contro i lockdown in Cina

Già da ieri la zona è stata transennata, ed è stato rimosso il cartello con il nome della strada (Wulumuqi, in cinese); ai bar della zona è stato chiesto di chiudere entro le 22, ufficialmente per misure legate al controllo del Covid.

Ci sarebbero stati arresti nelle ultime ore, almeno quattro, e una delle persone fermate sarebbe stata rilasciata. Alcune manifestazioni minori si sono tenute ugualmente, come a Hangzhou, dove si sarebbe verificato un arresto, e a Hong Kong, dove gli studenti della Chinese University si sono radunati per ricordare le vittime dell'incendio di Urumqi, collegato alle politiche anti-Covid. I manifestanti chiedono la fine dei lockdown e dei tamponi di massa, ovvero la fine della rigida politica dello zero Covid in vigore nel Paese.

Le più diffuse proteste degli ultimi decenni in Cina sono sotto osservazione da parte della comunità internazionale, a cominciare dal presidente Usa, Joe Biden, e dalle Nazioni Unite che ieri hanno sollecitato Pechino a rispettare il diritto dei manifestanti a protestare pacificamente con dei fogli bianchi, divenuti il simbolo.

Intanto, i media statali tacciono sulle proteste, e pur difendendo la linea di zero Covid contestata dai manifestanti, cercano di smussare i toni: un editoriale dell'agenzia Xinhua riconosce che la pandemia ha avuto un impatto sulla vita dei cittadini e sottolinea che "tutte le località e i dipartimenti devono essere più pazienti e alleviare le emozioni delle persone".