Sfogliamondo: il G7 allargato a Zelensky

Sfogliamondo: il G7 allargato a Zelensky

Sui quotidiani economici anche il secco e “sprezzante” no dell’Arabia Saudita alla richiesta Usa di rinviare di un mese il taglio della produzione di petrolio

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© Maryna Moiseyenko / AFP -

AGI - Con titoli sul G7 allargato a Zelensky, i maggiori quotidiani americani danno grande spazio all’Ucraina, che però ne trova meno su quelli europei. I giornali del vecchio continente sono più attenti oggi a notizie nazionali. In questo panorama diversificato, si segnalano due esclusive del Wall Street Journal: il secco e “sprezzante” no dell’Arabia Saudita alla richiesta Usa di rinviare di un mese il taglio della produzione di petrolio, e le speculazioni che migliaia di funzionari pubblici americani compiono in Borsa approfittando delle informazioni di cui dispongono per ragioni d’ufficio.

Washington Post

E’ l’Ucraina ad avere il maggiore risalto sulla prima pagina del Washington Post, con una grande fotografia e due titoli, sul G7 che rinnova il sostegno a Kiev e sui civili ucraini pronti a soffrire lunghe privazioni. Resta in fascia alta spazio per una notizia di politica interna, un’analisi di come il comitato di raccolta fondi di Donald Trump ha speso le donazioni ricevute dagli elettori repubblicani.

Il comitato “Save America” che in questi giorni chiede finanziamenti ai cittadini con lo slogan “è imperativa una grande vittoria a novembre”, centrato sulle elezioni di midterm, in effetti più che alla campagna elettorale destina i soldi agli avvocati dell’ex presidente e ad associazioni create da suoi ex collaboratori.

Finora, secondo il Post, il comitato “ha contribuito con circa 8,4 milioni di dollari direttamente alle campagne e ai comitati repubblicani, dedicando 7 milioni di dollari agli avvocati di Trump e altri 2 milioni di dollari alle organizzazioni non profit che impiegano ex membri della sua amministrazione, tra cui l'ex capo dello staff della Casa Bianca Mark Meadows”.

Il giornale specifica che il più grosso assegno staccato da “Save America” negli ultimi 20 mesi è quello da 3 milioni di dollari per l’avvocato Christopher Kise che assiste Trump nelle indagini del Dipartimento di Giustizia sulla sua gestione dei documenti del governo a Mar-a-Lago e sull’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021.

New York Times

Prima pagina del New York Times dominata dall’Ucraina. Il giornale punta sull’impegno degli Usa a dotare Kiev di ulteriori armamenti e sull’appello della Nato perché gli alleati facciano altrettanto. In aggiunta alle armi più moderne di fabbricazione americana, nota il giornale, gli ucraini hanno però “bisogno anche di più armi del tipo russo che le loro truppe sono più abituate a usare”. Un problema, perché “la disponibilità globale di queste armi si va esaurendo”, sottolinea il Nyt, secondo cui Washington e altri Paesi si stanno sforzando di reperire in tutto il mondo fornitori in possesso di queto materiale bellico obsolescente.

Perciò il segretario di Stato Blinken ha compiuto di recente visite in Paesi che dispongono di simili dotazioni militari, come Cambogia, Congo, Ruanda, Messico, Colombia e Perù, finora riluttanti all’invio di armi in Ucraina. Tra gli altri titoli di prima pagina, un approfondimento sulla crescente carenza di posti letto pediatrici negli Usa, perché gli ospedali vanno a caccia di pazienti più redditizi di quanto non siano i bambini.

Wall Street Journal

Gli Usa hanno tentato colloqui in extremis con l’Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo per evitare il taglio della produzione di petrolio deciso dall’Opec+, ma la richiesta americana è stata “sprezzantemente” respinta: è la notizia in esclusiva che il Wall Street Journal valorizza sulla sua prima pagina. Secondo la ricostruzione del Wsj, esponenti dell’amministrazione Biden hanno chiamato le loro controparti dei Paesi arabi per ottenere il rinvio di un mese del taglio della produzione, e “la risposta è stata un sonoro no”. 

Nelle conversazioni, Washington aveva “avvertito i leader sauditi che un taglio sarebbe stato visto come una chiara scelta da parte di Riyadh di schierarsi con la Russia nella guerra in Ucraina e che la mossa avrebbe indebolito il già ridotto sostegno” americano alla monarchia araba. I sauditi hanno ribattuto di credere, invece, che le richieste erano solo “un passo politico dell'amministrazione Biden per evitare cattive notizie in vista delle elezioni di midterm negli Stati Uniti”, visto che “l’altro prezzo della benzina è un tema centrale della campagna elettorale”.

Tesi contestata da Adrienne Watson, una portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americano: “"È categoricamente falso collegare questo alle elezioni negli Stati Uniti. Riguarda l'impatto di questa decisione miope sull'economia globale", ha affermato.

La vicenda ha comunque creato una nuova profonda incrinatura tra gli Usa e l’Arabia Saudita, esplicitata ieri dal portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, John Kirby: Biden, ha detto, sta valutando le relazioni bilaterale “per verificare se sono al punto in cui dovrebbero essere e se servono gli interessi della sicurezza nazionale americana”.  

Tra gli altri titoli, in prima pagina anche un’inchiesta del Wsj da cui risulta che “migliaia di funzionari federali” hanno investito in azioni di società le cui quotazioni di Borsa dipendono anche dalle loro decisioni: oltre 2.600 i casi individuati dal giornale, che tra gli esempi cita un dirigente dell'Agenzia che ha investito in petrolio e gas, uno della Food and drug administration che ha “impropriamente” acquistato titoli di aziende alimentari e farmaceutiche, uno del Dipartimento della Difesa che ha acquistato cinque volte azioni di una società prima che questa si aggiudicasse nuovi appalti dal Pentagono.

Financial Times

Gli Emirati arabi uniti si uniscono ai tessitori della tela diplomatica mirata all’avvio di un negoziato per porre fine alla guerra in Ucraina: lo segnala il Financial Times che mette in prima pagina la notizia dell’incontro di ieri a San Pietroburgo tra il presidente degli Emirati, lo sceicco Mohamed bin Zayed al Nayan, e il presidente russo Vladimir Putin.

Dopo il colloquio, il capo del Cremlino ha detto che gli Emirati possono giocare un ruolo “significativo” nella ricerca di una soluzione al conflitto, e al Nayan ha sottolineato che Putin ha riconosciuto “l’importanza di impegnarsi in un dialogo per ridurre la tensione e arrivare a una soluzione diplomatica”.

Il giornale ricorda che gli Emirati, assieme ad Arabia Saudita e Turchia, il mese scorso hanno condotto con successo la mediazione che ha portato a uno scambio di prigionieri tra Mosca e Kiev. In evidenza anche l’azione dalla Bank of England in difesa della sterlina: effettuata nuova tranche dei programmati acquisti di titoli di stato britannici, ma il governatore Bailey ha avvertito che l’intervento terminerà venerdì e ciò ha allarmato i mercati.

The Times

La delicata situazione finanziaria della Gran Bretagna è il titolo forte della prima pagina del Times, che punta sui rischi per i fondi pensione britannici nel caso di una nuova massiccia ondata di vendite dei titoli di Stato di Londra, i gilt. Un rischio che secondo il giornale è molto concreto dopo che il governatore della Bank of England, Bailey, ha annunciato per venerdì la fine dell’intervento a sostegno del debito pubblico.

E’ perciò prevedibile, scrive il quotidiano, una nuova turbolenza dei mercati come quella che pochi giorni fa aveva portato “sull’orlo del collasso” i fondi a seguito della svalutazione della sterlina e del deprezzamento dei gilt suscitati dal piano di tagli delle tasse in debito varato dal governo Truss. Tra le altre notizie in rilievo, la comunicazione ufficiale della data dell’incoronazione di re Carlo, sabato 6 maggio, e il mutamento di rotta della Truss sulla tassazione degli extraprofitti delle società energetiche, verso cui il governo sembra adesso orientarsi.

Le Monde

La benzina comincia a scarseggiare in Francia a causa degli scioperi dei lavoratori delle società petrolifere, e il governo entra in campo con la minaccia di requisire il carburante nei depositi. E’ il tema di apertura di Le Monde: l’esecutivo “è preoccupato e alza i toni”, dice il titolo.

Il quadro è allarmante: un terzo dei distributori di benzina del Paese è rimasto all’asciutto, da ultimo più nei distretti occidentali, dopo che nel Nord e nell’Ile de France, la regione di Parigi, la penuria si era già pesantemente manifestata. La premier Borne ha convocato una riunione “sulla crisi che sta assumendo contorni drammatici” dopo 10 giorni di sciopero degli addetti alle raffinerie e ai depositi.

Il governo intende accelerare il negoziato tra aziende e lavoratori “e agita la minaccia di requisizioni”. A centro pagina, l’Ucraina, con titolo sulla resistenza della popolazione: “Putin vuole terrorizzarci, ma non abbiamo più paura”.

Le Figaro

Pompe di benzina a secco in apertura anche su Le Figaro, che titola sull’intervento del governo: “Borne decide la prova di forza”. La notizia è che la premier ha annunciato requisizioni di carburante nei depositi “paralizzata dalla Cgt”, il maggior sindacato francese, che da dieci giorni sciopera nelle raffinerie.

Il giornale plaude alla linea dura dell’esecutivo “dopo giorni di tira e molla”, e vede nella vertenza dei lavoratori del settore petrolifero un campanello d’allarme sulla tenuta sociale del Paese: “Quando Emmanuel Macron dice che lo sciopero nelle raffinerie potrebbe farci ‘perdere la testa’, non ha torto. Se durerà, finirà per sconvolgere la società, con il rischio, tanto temuto all'Eliseo, che una vampata tipo gilet gialli incendi il Paese”, scrive il giornale. Tra gli altri temi, le previsioni del Fondo monetario internazionale su una recessione globale nel 2023.

El Pais

Il Fondo monetario internazionale si attende “un grave deterioramento” dell’economia europea e globale l’anno prossimo, e sulle fosche previsioni El Pais apre la sua prima pagina. Sono tre i fattori che spingono verso la recessione, la guerra in Ucraina, l’alta inflazione e il rallentamento della Cina, e “il peggio deve ancora venire”, avverte l’Fmi. Il giornale evidenzia che “la Spagna eviterà la discesa” con un Pil che rimarrà in crescita, anche se inferiore alle stime del governo: 1,2% nelle stime dell’Fmi, 2,1% in quelle dell’esecutivo.

Tra gli altri titoli, il G7 che rinnova appoggio all’Ucraina e condanna la Russia, la Nasa che conferma la deviazione dell’asteroide Dimorfo dopo l’impatto con la sonda Dart e quindi la possibilità di salvare la Terra dall’impatto di un bolide in rotta di collisione col pianeta, e infine un trapianto d’intestino con metodo innovativo eseguito con successo su una neonata in un ospedale di Madrid.

Frankfurter Allgemeine Zeitung

“Vestiti caldo!”: con questo titolo la Frankfurter Allgemeine Zeitung apre sulle misure di risparmio energetico, con attenzione particolare ai comportamenti individuali per ridurre i consumi, perché “in definitiva, la crisi energetica richiede pragmatismo”. 

Il tema di maggior evidenza in prima pagina è però la crescente difficoltà dei Comuni tedeschi a garantire accoglienza ai richiedenti asilo, visto il forte aumento delle domande, che sono oggi il 35,4% in più rispetto allo scorso anno. Ieri si è tenuto un tavolo tra le amministrazioni locali e il ministero dell’Interno e la “situazione è tensa”, scrive la Faz.

Il ministro Nancy Faeser, ha promesso che aumenterà la disponibilità di immobili federali da destinare ad alloggio dei migranti: altri 56 edifici saranno approntati, per un totale di 4.000 posti. Faeser ha però polemizzato ricordando ai Comuni che solo il 68% dei locali federali viene utilizzato. Saranno, inoltre, intensificati i controlli alle frontiere, ha assicurato Faeser. Critica la Faz, secondo cui le misure proposte dal ministro sono “una goccia nell’oceano” e non risolvono il problema di un milione di rifugiati ucraini, destinati ad aumentare in inverno.

China Daily

Il ventesimo congresso del Partito comunista cinese che si aprirà domenica prossima Pechino primeggia tra le altre notizie sul China Daily, che presenta, tra l’altro, un’analisi per spiegare perché “le risposte che la Cina darà ai problemi del nostro tempo”, secondo la linea tracciata da Xi Jinping, “sono nell’interesse di tutto il mondo”.

La società “si trova a un nuovo bivio, perché le questioni geopolitiche e di sicurezza sono sempre più importanti, l'unilateralismo e il protezionismo sono in aumento, la globalizzazione economica soffre di venti contrari e le catene di approvvigionamento e produzione globali sono testimoni di gravi sfide", dicono gli esperti interpellati dal giornale, secondo cui  le idee d Xi sono “una soluzione cinese per affrontare il deficit mondiale in termini di governance, fiducia, pace e sviluppo e servono come parte del contributo della Cina al rafforzamento della cooperazione globale allo sviluppo”.

Al centro della ricetta c’è il multilateralismo che Pechino, secondo il giornale, “pratica sinceramente” mentre i Paesi occidentali lo fanno con “ipocrisia” e “ammantano di multilateralismo le loro mosse unilaterali”.

Quotidiano Del Popolo

In vista dell’ormai imminente congresso nazionale del Pcc, molti dei servizi in primo piano sul People’s Daily, edizione in inglese dell’organo ufficiale del Partito comunista cinese, sono volti a veicolare i successi della Cina sotto la leadership di Xi Jinping. Tra questi, secondo il giornale, la difesa del renminbi, la valuta cinese, che “ha mostrato una vigorosa vitalità e ha guadagnato visibilità globale”.

Circa la metà delle transazioni estere della Cina sono regolate in renminbi, riferisce il giornale, secondo cui “con il tasso di cambio del RMB che diventa più flessibile e le fluttuazioni bidirezionali che stanno diventando la norma, gli attori del mercato hanno una maggiore intenzione di utilizzare il RMB nel commercio e negli investimenti transfrontalieri per ridurre i rischi di disadattamento valutario”.

Sicchè le entrate e i pagamenti transfrontalieri in RMB nei settori non bancari hanno raggiunto circa 3,91 trilioni di dollari da gennaio ad agosto, con un aumento del 15,2% su base annua. Quella cinese “sta inevitabilmente diventando una valuta globale man mano che la Cina si rafforza e approfondisce la sua riforma e apertura”, scrive il giornale, e assicura che “la crescente considerazione internazionale per lo yuan riflette anche la fiducia della comunità internazionale nello sviluppo economico della Cina”.