Gli 007 Usa scaricano Kiev sull'attentato a Dugina

Gli 007 Usa scaricano Kiev sull'attentato a Dugina

La comunità di intelligence americana ha denunciato il governo ucraino per l'uccisione della figlia dell'ideologo Alexandr Dugin

Dugina 007 Usa scaricano Kiev

© EVGENII BUGUBAEV / ANADOLU AGENCY / ANADOLU AGENCY VIA AFP
- Daria Dugina

AGI - L'intelligence statunitense ha denunciato, per mezzo di un articolo pubblicato dal New York Times, il coinvolgimento di parti del governo ucraino nell'uccisione della figlia del filosofo nazionalista russo, Aleksandr Dugin, Daria Dugina, avvenuta ad agosto nei pressi di Mosca. Gli 007 americani hanno inoltre sottolineato che "non hanno preso parte all'attentato, né fornendo informazioni né altre forme di assistenza".

Hanno anche detto che gli Usa non erano a conoscenza dell'operazione in anticipo e si sarebbero opposti all'omicidio se fossero stati consultati. In seguito, i funzionari americani hanno ammonito gli ucraini per quanto accaduto.

Per quale motivo? Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, spera che "non sia un tentativo dei colleghi americani, avendo alcune informazioni, di sollevarsi dalla responsabilità di preparativi per futuri atti terroristici in cui lo Stato ucraino e il regime ucraino possono impegnarsi". Per il momento non vi è stato alcun commento da parte della Casa Bianca. E un funzionario ucraino ha detto alla Cnn che le scoperte degli 007 americani non sono state discusse durante un incontro a Istanbul, all'inizio di questa settimana, tra il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan, e il capo di stato staff di Zelensky, Andriy Yermak. Non è chiaro se la questione sia stata sollevata più recentemente dal presidente Joe Biden in una telefonata con Zelensky martedì.

Ad agosto Oleksii Danylov, segretario del Consiglio di sicurezza nazionale ucraino, aveva immediatamente negato l'accusa: "Non abbiamo nulla a che fare con l'omicidio di questa signora - questo è il lavoro dei servizi speciali russi". Negli stessi giorni Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha anche affermato che l'accusa russa rifletteva il "mondo immaginario" in cui opera il governo russo.

"Gli Stati Uniti - si legge nel pezzo del New York Times - si preoccupano che tali attacchi, sebbene di alto valore simbolico, possano avere un impatto diretto sul campo di battaglia e possano indurre Mosca a compiere altri attacchi contro alti funzionari ucraini". Inoltre, si legge, "i funzionari americani hanno espresso il proprio disappunto per la mancanza di trasparenza dell'Ucraina sui suoi piani militari e segreti, specialmente sul suolo russo".