L'addio a Shinzo Abe tra misure di sicurezza e proteste

L'addio a Shinzo Abe tra misure di sicurezza e proteste

A Tokyo i funerali di Stato in memoria dell'ex premier ucciso l'8 luglio scorso

Addio Abe tra misure sicurezza e proteste

Shinzo Abe durante il comizio a Nara prima dell'attentato

AGI - Funerali di Stato tra lutto e polemiche in Giappone per l'ex primo ministro, Shinzo Abe, ucciso in un attentato l'8 luglio scorso. A dare l'ultimo saluto all'ex premier migliaia di persone che hanno lasciato omaggi floreali, ma l'evento è stato anche occasione per forti contestazioni.

Nelle settimane che hanno preceduto la cerimonia sono aumentate le polemiche degli oppositori ai funerali di Stato - i primi per un ex premier negli ultimi 55 anni - e sono aumentate le richieste di cancellare la cerimonia, soprattutto per gli elevati costi (oltre 1,6 miliardi di yen, secondo stime dell'agenzia Kyodo, circa 11 milioni di dollari).

Manifestazioni davanti all'ufficio del primo ministro e davanti al parlamento hanno scandito le polemiche: un uomo si è anche dato fuoco, a inizio settembre, in segno di protesta contro i funerali di Stato.

I resti di Abe, cremato dopo il funerale privato tenutosi a luglio scorso, sono arrivati Al Nippon Budokan Hall, nel centro di Tokyo, tra imponenti misure di sicurezza: circa ventimila agenti sono stati schierati per garantire la sicurezza dell'evento, a cui hanno partecipato più di quattromila persone, tra cui circa 700 ospiti stranieri.

 

 

Tra questi anche la vice presidente Usa, Kamala Harris - che dopo la tappa in Giappone si recherà in Corea del Sud, dove farà visita alla zona demilitarizzata al confine con la Corea del Nord - il primo ministro indiano, Narendra Modi, il primo ministro australiano, Anthony Albanese, il presidente del Comitato Internazionale Olimpico, Thomas Bach, e per l'Italia la ministro dell'università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, e l'ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Alla Budokan Hall era presente anche una delegazione di tre membri di Taiwan, tra cui il rappresentante dell'isola in Giappone, Frank Hsieh, mentre la Cina ha inviato Wan Gang, vice presidente della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese, organo consultivo del parlamento. Fiori, preghiere e 19 spari a salve dal picchetto d'onore hanno porto l'estremo saluto al primo ministro di più lungo corso della storia del Giappone, ma allo stesso tempo divisivo tra i giapponesi, per gli scandali politici in cui è rimasto coinvolto e per l'orientamento fortemente nazionalista.

La vedova di Abe, Akie, avvolta in un kimono nero, ha portato nella sala le ceneri del marito, seguita dal principe ereditario, Akishino. Presenti alla cerimonia anche altri sei membri della famiglia imperiale giapponese, gli ex primi ministri Yoshiro Mori e Junichiro Koizumi, e in prima fila anche il fratello di Abe ed ex ministro della Difesa, Nobuo Kishi. Sia il primo ministro attuale, Fumio Kishida, che il suo predecessore, Yoshihide Suga, hanno pronunciato elogi funebri.

 

 

"Abe Shinzo è stato colui che ha lavorato più duramente di chiunque altro per costruire e mantenere la pace in Giappone, nella regione e nel mondo", ha detto Kishida, "e per mantenere e promuovere un ordine internazionale che tiene in considerazione libertà democrazia, diritti umani e stato di diritto". Suga, ha, invece, parlato a nome degli amici di Abe: l'ex primo ministro è stato, per anni il portavoce di Abe, prima di succedergli, dopo il ritiro dell'ex premier per motivi di salute. Suga ne ha ricordato la determinazione a fare del Giappone un Paese che potesse contribuire al mondo "in tutte le aree" e un Paese che ama la pace. "Hai dovuto prendere decisioni ogni giorno, ma non ti abbiamo mai visto senza un sorriso sul volto", ha aggiunto.

Shinzo Abe venne ucciso l'8 luglio scorso, a Nara, da due colpi di arma da fuoco artigianale sparati da Tetsuya Yamagami, mentre stava sostenendo un candidato del Partito Liberaldemocratico in campagna elettorale. Subito arrestato, il 41enne attentatore ha dichiarato di provare risentimento verso l'ex premier per i suoi legami con la setta del reverendo Moon, la Chiesa dell'Unificazione, a cui la madre aveva donato ingenti somme, finendo sul lastrico: le polemiche sui legami tra membri del Partito Liberal-democratico e la setta di Moon sono state tra i fattori che hanno portato al rimpasto di governo, il mese scorso. A fare le spese dei legami con la setta è stato anche il fratello di Abe, Nobuo Kishi, sostituito al vertice del ministero della Difesa dall'ex ministro Yasukazu Hamada.

Shinzo Abe è stato in carica come primo ministro dal 2012 al 2020, quando si ritirò per motivi di salute, e prima ancora tra il 2006 e il 2007, quando elevò il ministero della Difesa dal livello di semplice agenzia governativa. L'ex premier è noto soprattutto per la politica economica che da lui prende il nome di "Abenomics", che puntava al rilancio del Paese con un'iniziativa macro-economica composta da una politica monetaria espansiva senza precedenti, una forte spesa pubblica e riforme strutturali, che hanno ravvivato l'economia durante il suo primo mandato, perdendo, però, efficacia negli anni a seguire. Il lato più controverso della sua eredità politica riguarda soprattutto il tentativo, non riuscito, di modificare la Costituzione pacifista del Giappone, a cui molti giapponesi si sentono legati. Shinzo Abe rimane una figura tuttora divisiva: secondo un sondaggio compiuto da Tv Asahi solo il 30% degli interpellati era a favore dei funerali di Stato, mentre il 54% di loro si è detto contrario.