Le barricate in Iran contro il velo, sulle note di Bella Ciao

Le barricate in Iran contro il velo, sulle note di Bella Ciao

Da 80 anni il canto partigiano è al centro di polemiche di ogni tipo. Oggi risuona sugli smartphone dei giovani iraniani che si passano una versione in farsi diventata una sorta di inno delle proteste contro l'obbligo del velo e contro il regime degli ayatollah

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© YouTube - Behin e Samin Bolouri 

AGI -  Da 80 anni 'Bella Ciao' fa parlare di sé: per le polemiche a ogni riccorrenza del 25 Aprile, ma anche, più di recente, per le molteplici versioni che ne sono state fatte. In Spagna è stata resa popolare - anzi pop - dalla fortunata serie tv 'La casa di carta' e pochi giorni fa Laura Pausini ha dovuto spiegare perché non ha voluto intonarla durante un programma tv spagnolo.

Ma oggi risuona sugli smartphone dei giovani iraniani che si passano una versione in farsi diventata una sorta di inno delle proteste contro l'obbligo del velo e contro il regime degli ayatollah. 

"O tutti insieme o anche da sola / bella ciao bella cioa / ci svegliamo al chiaro di luna / noi che resteremo svegli fino all'indomani / alla fine le nostre mani romperanno / in tutto il mondo la catena dell'oppressione" recitano i versi intonati da due giovanissime sorelle: Behin e Samin Bolouri. Due voci e una chitarra: il canto di rivolta ha già fatto più di 40mila visualizzazioni su YouTube e SoundCloud e 80 mila su Spotify. 

Chi sono Behin e Samin Bolouri

Behin, 28 anni, si è laureata costumista teatrale alla Facoltà di Arte e Architettura di Teheran e con la sorella ventenne Samin costituisce un duo pop professionista che da cinque anni si esibisce eseguendo cover di canzoni pop iraniane degli anni '60 e '70, ovvero l'età d'oro della musica pop persiana. Si sono esibite al Teheran Music Nights Festival del 2015 durante il quale hanno cantato anche in italiano.