Una suora italiana è stata uccisa da terroristi islamici in Mozambico

Una suora italiana è stata uccisa da terroristi islamici in Mozambico

Assalto dei ribelli a Chipene, nel nord del Paese. Illesi due sacerdoti che erano con la vittima, originaria di Vittorio Veneto

Mozambico uccisa suora italiana

© Jinty Jackson / AFP

 
- Ribelli in Mozambico

AGI - Una suora italiana di 83 anni, la missionaria comboniana Suor Maria De Coppi, originaria di Vittorio Veneto, è stata uccisa in un attacco a una missione nel nord del Mozambico. Sono salvi due missionari italiani coinvolti nell'attentato: don Loris Vignandel e don Lorenzo Barro.

Don Loris, era stato parroco di Chions, mentre Don Lorenzo, già parroco di Aviano, prima rettore del seminario è ora vicario generale di Chipene. Dei due non si avevano più notizie da ieri sera. 

"I ribelli hanno assaltato la missione, dando fuoco a tutte le opere parrocchiali. Suor Maria, è stata uccisa durante l'agguato. Tutti i sopravvissuti sono adesso in fuga verso Nacala. Don Lorenzo e don Loris sono vivi! Ringraziamo Dio!", scrive su Facebook il Centro missionario Concordia-Pordenone. 

L'attacco è avvenuto nella città di Chipene. Due suore sono riuscite a sfuggire all'attacco terroristico, riferisce un comunicato della segreteria generale dei missionari comboniani.

Eleonora Reboldi, italiana e Angeles Lopez Hernandez, spagnola, “sono riuscite a scappare e nascondersi nella foresta, insieme ad un gruppo di ragazze” continua la nota. Dei missionari presenti a Chipene sono rimaste solo le due suore, ma si sta cercando di farle evacuare il prima possibile, spiega il comunicato.

L'attacco è stato sferrato alle 21 di martedì sera. Dopo essere entrati nella casa abitata dalle suore, i terroristi hanno “distrutto e incendiato la chiesa, la casa delle sorelle, l’ospedale e le macchine della missione”.

Suor Maria era nata l 23 novembre 1939 a Santa Lucia di Piave ed era stata ordinata a Verona il 29 settembre 1960. La sua prima missione era stata in Portogallo dal settembre 1962 e l'8 luglio dell'anno dopo era partita per il Mozambico dove era torata nel novembre del 1997 e nell'ottobre del 2005.

"Le consorelle di suor Maria si sono messe in viaggio per raggiungere Chipene e prelevare il suo corpo per seppellirlo in un'altra missione" ha detto all'Agenzia Fides monsignor Inacio Saure, arcivescovo di Nampula. Sugli autori dell'assalto, monsignor Suare è cauto: "Non siamo sicuri che siano terroristi islamici anche se è molto probabile che siano stati loro". 

La provincia di Nampula assieme a quella di Cabo Delgado è vittima dell'instabilità causata dalla presenza di gruppi terroristici che si richiamano allo Stato Islamico. Mentre a Cabo Delgado si sono concentrati le operazioni dei militari del Rwanda e di altre nazioni giunti a dare manforte ai soldati mozambicani, la provincia di Nampula ha visto negli ultimi mesi una recrudescenza degli attacchi jihadisti.

L'attentato in Mozambico è avvenuto nella missione di Chipene, dove operano sacerdoti e volontari della diocesi di Concordia-Pordenone. L'ufficio Missionario di Concordia Pordenone fa sapere che le strutture della parrocchia sono state date alle fiamme.

La parrocchia di Chipene accoglie centinaia di persone che scappano dalla guerriglia tra mercenari rwandesi e i gruppi terroristici islamici. Don Lorenzo Barro, 58 anni, si trova nella missione in Mozambico da 6 anni, nel 2018 è arrivato anche don Loris Vignandel, che ha 45 anni. Si avvalgono di cinque suore comboniane: Angeles e Paula spagnole, Maria (morta oggi nell'attentato) e Eleonora italiane, Sandrine del Togo. 

 

"In realtà - dice monsignor Saure - i gruppi jihadisti continuano a operare anche a Cabo Delgado, ma nella nostra provincia gli assalti hanno costretto la popolazione a fuggire. Non sappiamo quante persone hanno cercato rifugio nella foresta. È un dramma terribile e ancora difficile da quantificare".

"Dal 1963 suor Maria portava aiuto, sostegno, amore, dedizione alle popolazioni del Mozambico. È terribile, inaccettabile, dolorosissimo sapere che proprio lì, proprio mentre compiva la sua missione di pace e carità, è stata brutalmente assassinata". Con queste parole, il presidente della Regione Veneto esprime il suo "immenso cordoglio" per la morte di Suor Maria.

"Il primo pensiero - prosegue il Governatore - va alla sua famiglia, a tutti coloro (e sono tanti) che le hanno voluto bene, alle suore Comboniane di cui faceva parte, alla comunità di Vittorio Veneto, da cui era partita tanti anni fa per seguire la sua vocazione missionaria. La meravigliosa vita di bontà e altruismo di suor Maria - conclude Zaia - è finita con un terribile orrore, il che rende la sua figura ancora più grande, indimenticabile".