La stampa Usa valuta l'impatto dell'Fbi da Trump sul voto di midterm

La stampa Usa valuta l'impatto dell'Fbi da Trump sul voto di midterm

La stampa europea preoccupata da guerra in Ucraina, crisi di Gaza e inflazione

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© GIORGIO VIERA / AFP
- Sostenitori di Trump fuori dal resort di Mar-a-Lago durante la perquisizione dell'Fbi

AGI - L’Fbi perquisisce la casa di Trump a Mar-a-Lago in cerca di documenti che avrebbe sottratto alla Casa Bianca, e la notizia ovviamente campeggia sulle prime pagine dei principali quotidiani americani. La stampa europea, invece, punta di più su inflazione, Gaza e Ucraina.  

Washington Post

La perquisizione dell’Fbi nella sua residenza di Mar-a-Lago segna “un momento storico nel tormentato rapporto di Trump con il Dipartimento di Giustizia, sia dentro che fuori dalla Casa Bianca”: lo sottolinea il Washington Post, che mette in primo piano la notizia, e il suo immediato strascico di polemiche. Perché “l'ex presidente, senza prove, ha accusato i Democratici di usare il sistema giudiziario come arma contro di lui”, e molti repubblicani hanno fatto coro. Ma, in effetti, l’attuale capo dell’Fbi, Christopher Wray, è stato nominato nel 2017 dallo stesso Trump, e “l’indagine è di lunga data”. L’obiettivo è verificare se al momento di lasciare la Casa Bianca Trump abbia portato con sé documenti - alcuni dei quali top secret - invece di inviarli agli archivi nazionali, com’era obbligato a fare per legge. Il quotidiano dedica, poi, un’analisi all’Inflation reduction act, la legge da 369 miliardi di dollari che prevede, tra l’altro per una serie di misure contro il cambiamento climatico. Tra queste, 36 miliardi in dieci per incentivi all’acquisito di auto elettriche che secondo il Post sono di incerta efficacia poiché legati alla produzione di queste vetture che dipende da una serie di fattori molto variabili, quali la disponibilità di semiconduttori, l’approvvigionamento di minerali rari, la stabilità delle forniture di componenti. Spazio in prima pagina anche ai nuovi aiuti militari americani all’Ucraina per un miliardo di dollari, i più consistenti da quando è iniziato il conflitto, e a un reportage dal Myanmar sull’attivista Kyaw Min Yu, noto anche come Ko Jimmy, giustiziato la scorsa settimana dalla dittatura militare assieme ad altri tre oppositori.  

New York Times

“Si allargano le inchieste sulle azioni di Trump prima durante e dopo la sua presidenza”: questo secondo il New York Times indica la perquisizione dell’Fbi ieri nella sua residenza di Mar-a-Lago, in Florida. Gli agenti erano alla ricerca di documenti riservati che Trump avrebbe portato con sé lasciando la Casa Bianca, invece di consegnarli come stabilito dalla legge all’archivio nazionale. In gennaio l’ex presidente aveva restituito 15 casse di documenti nel tentativo di evitare un procedimento, che è stato invece avviato ugualmente a febbraio e ha portato alla perquisizione: una svolta, osserva il Nyt, che giunge “mentre il Dipartimento della Giustizia ha accelerato la separata inchiesta sugli sforzi di Trump per restare in carica dopo la sconfitta elettorale del 2020, e mentre l’ex presidente deve anche affrontare la velocizzazione di un’indagine penale in Georgia e cause civili a New York”. Tra gli altri titoli, l’Ucraina con un servizio sulle fosse comuni e un’analisi su quanto i recenti successi possano segnare concretamente una svolta per la finora sfortunata presidenza di Joe Biden. 

Wall Street Journal

Gli storici non ricordano un caso in cui l'Fbi ha perquisito la casa di un ex presidente e quindi l’operazione di ieri per acquisire documenti nella residenza di Trump a Mar-a-Lago non solo “ha segnato un'escalation delle indagini del Dipartimento di Giustizia” sui suoi ultimi giorni in carica, “agiterà il periodo che precede le elezioni di midterm a novembre”: è l’osservazione del Wall Street Journal , che alla notizia dà il titolo più forte in prima pagina. La perquisizione, rileva il Wsj, “avviene mentre il sostegno all’ex presidente, e in particolare all'idea che possa ricandidarsi nel 2024, è in calo anche all’interno del suo stesso partito. Ma la mossa dell'Fbi è diventata rapidamente un grido di battaglia per molti repubblicani”, e li ha ricompattati attorno a Trump. In rilievo sul quotidiano pure le perdite per 23 miliardi di dollari accusate nel secondo trimestre da SoftBank, uno dei maggiori investitori nel settore delle nuove tecnologie, il cui fondatore e capo, il giapponese Masayoshi Son, ha chiesto scusa per il pessimo risultato: "Quando stavamo realizzando grandi profitti, sono diventato un po' delirante e, guardandomi indietro ora, sono piuttosto imbarazzato e pieno di rimorsi", ha detto Son. Spazio ancora alle esercitazioni militari della Cina attorno a Taiwan, che continuano mentre molti siti web governativi dell’isola subiscono paralizzanti attacchi informatici. 

Financial Times

Il profondo rosso della trimestrale di SoftBank, con una perdita di 23 miliardi di dollari, è la notizia del giorno per il Financial Times, che punta il titolo sui “rimorsi” del fondatore e amministratore delegato della banca di investimenti specializzata nel settore hi-tech, Masayoshi Son, che ha detto di “vergognarsi” per essersi concentrato troppo sui profitti trascurando la strategia. Per rimediare al tonfo, la società attuerà “drastici” tagli dei costi in tutti i suoi rami di attività, e Son ha detto di aver avviato contatti per la cessione del gruppo Fortress Investment, acquisito nel 2017. Ad accrescere le difficoltà di SoftBank, c’è anche il deprezzamento dello yen, che a luglio ha toccato il minimo da 24 anni nel cambio col dollaro, il che è costato all’azienda 820 miliardi di yen nella conversione valutaria. Tra gli altri titoli, le elezioni presidenziali di oggi in Kenya e la fuga dei grandi investitori, come fondi pensione e fondi sovrani, dall’azionario e dal venture capital mentre crescono i timori di una recessione: nei primi sei mesi di quest’anno hanno venduto partecipazioni per 538 miliardi di dollari, quasi il quadruplo dei 196 miliardi dello stesso periodo del 2021.

The Times

Montano tra i Tory le pressioni sull’aspirante leader e premier Liz Truss perché rinunci al suo piano di taglio delle tasse, ritenuto non solo inattuabile in una fase recessiva ma anche politicamente dannoso nel momento in cui gli elettori chiedono aiuti alle famiglie in difficoltà per l’inflazione. Un tema che il Times valorizza da alcuni giorni e che anche oggi regge la prima pagina, con il monito del vice premier Dominic Raab, una delle figure più autorevoli del partito. In un articolo scritto per il Times, Raab afferma che il programma della Truss somiglia “al biglietto di una suicida elettorale”, perché la sforbiciata fiscale finirebbe col peggiorare il livello di vita di milioni di elettori, che pertanto condannerebbero i conservatori “all’impotente oblio” dell’opposizione. L’appello di Raab, che della Truss è un alleato, arriva mentre il suo avversario nella contesa per la leadership, Rishi Sunak, si concentra proprio sui sostegni per attenuare l’impatto del carovita, e promette incrementi dei bonus per le bollette energetiche da lui stesso introdotti a maggio, quando era ministro delle Finanze. In evidenza anche la siccità che affligge la Gran Bretagna, preda di un caldo record: probabile l’estensione fino a ottobre del divieto di irrigare già vigente in alcune zone del Paese.  

Le Monde

“Anche con una tregua, Gaza resta una prigione”: è il titolo dell’editoriale di Le Monde, che pone l’esigenza di una soluzione della questione palestinese. “Il cessate il fuoco tra Israele e la Jihad islamica ha, come sempre, suscitato comunicati stampa concisi” da parte delle cancellerie internazionali e “nulla spiega perché i Paesi che possono affermare di influenzare le autorità israeliane, a cominciare dagli Usa, siano così assenti e rassegnati a un falso status quo”, osserva il giornale, secondo cui “certamente i palestinesi, divisi politicamente e geograficamente, forniscono ogni possibile pretesto al disinteresse internazionale”. Ma, secondo Le Monde, gli alleati di Israele “ormai  mascherano con difficoltà crescente l'inevitabile morte della soluzione dei due Stati, che resta comunque il loro orizzonte diplomatico ufficiale”. Dunque, “i bombardamenti di Gaza dovrebbero servire da campanello d'allarme, poiché un giorno si dovrà pagare il prezzo morale dell'inazione”. L’apertura del giornale è sugli Usa, con “Biden rafforzato dall’approvazione del piano anti inflazione”, la legge da 369 miliardi di dollari votata dal Senato domenica, mentre a centro pagina un ritratto della premier Elisabeth Borne, “la resiliente di Matignon”.  

Le Figaro

Inflazione in apertura su Le Figaro, declinata però in chiave vacanze, con i francesi che adattano le loro ferie agli aumenti dei prezzi e fanno attenzione alle spese, scegliendo destinazioni non troppo lontane e soggiorni più brevi, in vista di un rientro che potrebbe essere difficile. Il clima ricorda gli anni ’70, con i prezzi alle stelle per la crisi petrolifera globale, ma la situazione di oggi è molto differente, nota il giornale, secondo cui i rischi di una recessione sono concreti per il combinato degli effetti della guerra in Ucraina, della tensione su Taiwan, degli alti costi dell’energia. Un quadro in cui, secondo Le Figaro, “senza una maggioranza stabile, Emmanuel Macron e il governo dovranno dare prova di grande immaginazione e abilità per affrontare le turbolenze in vista”, anche perché le casse dello Stato sono vuote. In risalto in prima pagina anche un reportage sulla reggia di Caserta, “il sogno napoletano del pronipote di Luigi XIV.

El Pais

Il partito popolare va all’attacco del piano di risparmio energetico varato dal governo Sanchez, che non molla e ne conferma l’entrata in vigore da domani, senza il rinvio sollecitato dall’opposizione. Questa la notizia di apertura per El Pais. A trascinare i popolari, la presidente della comunità di Madrid, Isabel Diaz Ayuso, che ha annunciato un ricorso alla Corte costituzionale contro le misure per ridurre i consumi elettrici in aderenza alle direttive dell’Ue. Ma su questo tema, ha avvertito il governo, le autonomie locali non hanno competenza. In risalto anche il blocco dell’alta velocità causato in Spagna ieri sulla linea ferroviaria tra Madrid e Barcellona dal furto di 600 metri di cavi elettrici in rame: cinque ore di paralisi, di cui hanno fatto le spese di 12.000 passeggeri. Nel panorama delle notizie internazionali, il quotidiano spagnolo sceglie Gaza, dove “i palestinesi accusano Israele di un massacro” di civili, tra i quali 15 bambini, con i raid aerei contro la jihad islamica. In evidenza anche un’analisi sul “cambiamento di vento” per Biden, che dopo una serie di insuccessi ha incassato in pochi giorni l’uccisione del capo di Al Qaeda in Afghanistan e l’approvazione in Senato della sua legge sul clima.  

Frankfurter Allgemeine Zeitung

La guerra in Ucraina torna in apertura sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung che mette l’accento sulle perdite tra i militari e la popolazione civile e titola “Vittime di Putin”: il numero degli ucraini uccisi in guerra è in costante aumento, e anche se gli invasori russi sono riusciti a fare conquiste decisive “il prezzo che pagano i difensori è alto” e “sempre più persone si lamentano delle perdite nella propria famiglia o nella propria cerchia di amici”. Ma “la società ucraina è unita nel dolore” e ”la volontà di resistere è immutata”. Ampio spazio anche alla decisione dell’Spd di non espellere l’ex cancelliere Gerhard Schroeder, finito davanti alla commissione disciplinare del sottodistretto di Hannover con l’accusa di aver violato la linea del partito mantenendo rapporti con Putin. Critica la Faz: “Schroeder è solo il caso estremo di una politica che trae conclusioni disastrosamente sbagliate dalla situazione e dalla storia della Germania. Chiunque lasci spazio alla guerra di conquista di Mosca sarà presto in realtà solo il governatore locale di Putin”, avverte il giornale. In prima pagina anche la notizia della conclusione dei negoziati di Vienna sul nucleare iraniano: secondo fonti Ue, il testo per un accordo è sul tavolo ed il miglior compromesso possibile. La decisione ora spetta ai governi di Teheran e Washington. 

China Daily

La questione di Taiwan domina anche oggi il notiziario del China Daily, che propone analisi sulle cause della crisi, per ribadire le accuse di Pechino a Nancy Pelosi e agli Usa, e sulla legittimità delle esercitazioni aeronavali che la Cina sta svolgendo attorno all’isola come “giustificata contromisura”, assieme al congelamento della cooperazione con Washington su vari dossier. Con quella che nel suo comunicato stampa la stessa Pelosi “ha definito visita ufficiale” a Taipei, dove peraltro “è giunta su un aereo militare”, Pelosi secondo il giornale “ha violato il principio di una sola Cina” considerato dai cinesi “una linea invalicabile”. E anche se Biden ha assicurato che gli Usa restano fedeli alla politica “una sola Cina”, di fatto la visita di Pelosi “ha rappresentato le ‘forze indipendentiste’ taiwanesi un segnale straordinariamente forte che gli Usa sono dalla loro parte”.  Dunque, adesso “la ripresa della cooperazione dipenderà da come si comporteranno gli Stati Uniti su questioni riguardanti gli interessi fondamentali della Cina, come la questione di Taiwan, e se gli Stati Uniti rispettano la dignità e gli interessi nazionali della Cina”. 

Quotidiano del Popolo

Le accuse di Pechino agli Usa, ma anche all’Australia e al Giappone, di voler “distorcere sminuire” il principio “una sola Cina” fanno titolo su People’s Daily, edizione in inglese dell’organo del Partito comunista cinese, che avverte che simili tentativi sono destinati a fallire, evidenziando le dichiarazioni del ministero degli Esteri cinese. La Repubblica popolare, ha sostenuto il ministero, chiede il rispetto della risoluzione dell’Onu in cui è stato riconosciuto il principio di una sola Cina da cui discende che Taiwan è parte della Cina. Allo stesso tempo, il quotidiano dà spazio a un rapporto pubblicato ieri dalla la Società cinese per gli studi sui diritti umani, che “rivela una serie di crimini commessi dagli Stati Uniti in Medio Oriente e nelle aree circostanti che hanno gravemente violato il diritto internazionale”.