L'Oms ha dichiarato lo stato di massima allerta per il vaiolo delle scimmie

L'Oms ha dichiarato lo stato di massima allerta per il vaiolo delle scimmie

Per l'Organizzazione è un'emergenza di salute pubblica di portata mondiale. Il rischio è soprattutto alto in Europa mentre nel resto del mondo è "moderato"

Oms dichiara stato massima allerta vaiolo scimmie

© Joao Luiz Bulcao / Hans Lucas / Hans Lucas via AFP

 
- Vaiolo delle scimmie
 

AGI - L'Organizzazione mondiale della Salute ha deciso di lanciare il suo più alto livello di allerta per cercare di frenare la fiammata di contagi di vaiolo delle scimmie, che ha già fatto registrare più di 16.000 casi (cinque dei quali mortali) in 75 paesi, molti dei quali in Europa, dove la malattia non era endemica.

Ad annunciare la decisione in conferenza stampa il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nonostante il parere contrario del comitato di emergenza per la malattia, composto da 15 esperti (lo stesso Tedros ha rivelato che nove di loro erano contrari e sei a favore). In Italia al momento sono 407 i casi registrati. Il 17 giugno erano 71. 

Con questa, sono tre le emergenze sanitarie internazionali in vigore nel mondo, dopo quella dichiarata da fine gennaio 2020 per il Covid e quella attivata dal 2017 da gravi focolai di poliomielite in paesi come Pakistan, Afghanistan o Nigeria.

Tedros ha spiegato che la decisione tiene però conto di fattori come il rapido aumento dei casi (da giugno sono quintuplicati) e la sua presenza in Paesi in cui la malattia non era mai stata rilevata prima.

In tal senso, Tedros ha anche annunciato che il rischio di contagio in Europa, dove è stato rilevato l'80% dei casi, viene portato da livello 'moderato' ad 'alto'.

Resta invece 'moderato' nel resto delle regioni del pianeta, compresa l'Africa centrale e occidentale, dove la malattie è endemica e dove si sono registrati i decessi.

La dichiarazione di emergenza internazionale, ha indicato il capo dell'Oms, contiene raccomandazioni di diverso tipo ai Paesi a seconda che abbiano o meno rilevato casi, o se ci siano già fonti di trasmissione locale.

Per i Paesi con casi recenti e trasmissione locale tra esseri umani, l'emergenza internazionale richiede "una risposta coordinata per fermare la trasmissione tra gruppi vulnerabili", ha affermato Tedros.

Il direttore generale dell'Oms chiede inoltre di aumentare la tracciabilità, le misure di prevenzione della salute pubblica, rafforzare la gestione dell'epidemia nelle cliniche e negli ospedali e "accelerare le indagini su vaccini, terapie e altri strumenti".

Tedros ha sottolineato che, nonostante l'allerta globale, l'epidemia "si concentra soprattutto negli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini e con più partner" (98% dei casi per ora), gruppo per il quale ha chiesto sostegno attraverso campagne di assistenza sanitaria e di informazione sulla malattia.

Questo, ha assicurato, deve essere fatto con metodi che tutelino i diritti umani delle comunita' colpite, poiche', ha affermato, "lo stigma e la discriminazione possono essere pericolosi come qualsiasi virus". L'esperta di vaiolo dell'Oms, Rosamund Lewis, ha aggiunto che il fatto che i casi siano ora concentrati quasi esclusivamente in un unico gruppo puo' aiutare a controllare l'epidemia.

È la settima volta che l'Oms dichiara una emergenza internazionale (meccanismo avviato nel 2005), dopo averlo fatto in precedenza per altri cinque virus: l'influenza A nel 2009, la causa dell'Ebola nel 2014 e nel 2018, che di poliomielite nel 2014, zika nel 2016 e il coronavirus nel 2020.

La decisione è stata annunciata un giorno dopo che l'Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha raccomandato formalmente l'uso del vaccino contro il vaiolo convenzionale Imvanex per prevenire anche il vaiolo delle scimmie.

Il vaiolo delle scimmie, una malattia endemica nell'Africa orientale e centrale, è meno pericoloso del vaiolo convenzionale (eradicato a livello globale 40 anni fa) e di solito si manifesta con una febbre alta che porta rapidamente a eruzioni cutanee, soprattutto sul viso.

"Con gli strumenti di cui disponiamo attualmente, possiamo fermare la sua trasmissione e tenere sotto controllo l'epidemia", ha concluso il direttore generale dell'Oms.