Il piano energetico europeo contro la Russia

Il piano energetico europeo contro la Russia

L'obiettivo del piano RepowerEu è coprire il fabbisogno con le rinnovabili al 45% entro il 2030 tagliando del 5% la domanda di gas e petrolio. Un investimento di 300 miliardi di euro e pannelli solari su tutti gli edifici entro il 2029

piano energetico europeo contro russia

Ursula von der Leyen

AGI - La Commissione europea propone "un obbligo legale graduale di installare pannelli solari su nuovi edifici pubblici e commerciali e nuovi edifici residenziali". È quanto propone Bruxelles nel pacchetto RePowerEu per aumentare l'obiettivo di energie rinnovabili al 2030 dal 40% al 45%. Nel dettaglio, l'obbligo prevede la copertura solare per gli edifici commerciali e pubblici entro il 2025 e per i nuovi edifici residenziali entro il 2029". 

RepowerEU, il piano contro le minacce di Mosca

Alzare l’asticella del fabbisogno energetico coperto dalle rinnovabili al 45% entro il 2030, aumentando dal 9% al 13% l'obiettivo vincolante di efficienza e tagliando del 5% la domanda di gas e petrolio con misure di risparmio, compresa la temperatura di condizionatori e termosifoni.

Il tutto accompagnato dalla diversificazione delle importazioni per rimpiazzare l’energia che oggi arriva dalla Russia. La Commissione europea ha presentato il piano RepowerEU in risposta alle perturbazioni del mercato dell'energia causate dall’invasione russa dell’Ucraina.

Per far fronte alla doppia urgenza di porre fine alla dipendenza dell'Ue dai combustibili fossili russi e affrontare la crisi climatica, Bruxelles propone di trasformare il sistema energetico europeo. Di qui i nuovi obiettivi stabiliti dal RepowerEU di risparmio energetico, diversificazione dell'approvvigionamento e l'introduzione accelerata delle rinnovabili per sostituire i combustibili fossili

Nello specifico, la Commissione propone di rafforzare le misure a lungo termine con un aumento dal 9% al 13% dell'obiettivo vincolante di efficienza energetica nell'ambito del pacchetto Fit for 55 per l’attuazione del Green Deal europeo.

Bruxelles ha inoltre adottato una comunicazione per incentivare i cambiamenti comportamentali che nel breve periodo potrebbero ridurre la domanda di gas e petrolio del 5%. Si incoraggiano inoltre gli Stati membri ad avviare campagne di comunicazione specifiche da dedicare alle famiglie e all’industria.

Per diversificare le forniture dalla Russia, la Commissione europea vuole utilizzare la nuova piattaforma energetica dell’Ue per consentire acquisti comuni volontari di gas, gas naturale liquefatto e idrogeno mettendo in comune la domanda Ue e ottimizzando l'uso delle infrastrutture.  Come passo successivo, replicando il modello del programma comune di acquisto di vaccini, la Commissione valuterà lo sviluppo di un "meccanismo di acquisto congiunto" che negozierà e contrarrà gli acquisti di gas per conto degli Stati membri partecipanti.

Contro le minacce russe riveste primaria importanza la proposta di aumentare l'obiettivo per il 2030 sulle energie rinnovabili dal 40% al 45% nell'ambito del pacchetto Fit for 55. Un traguardo da raggiungere raddoppiando la capacità energetica fotovoltaica entro il 2025 e installando pannelli solari per 600 GW entro il 2030. Di qui “l'obbligo legale graduale” di installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici e commerciali entro il 2025 e nuovi edifici residenziali entro il 2029.

Il piano mira anche a raddoppiare il tasso di diffusione delle pompe di calore e misure per integrare l'energia geotermica e solare termica nei sistemi di teleriscaldamento. Il RepowerEU include anche una raccomandazione per contrastare la lentezza del procedimenti di autorizzazioni per i grandi progetti sull’energia rinnovabile e un emendamento mirato alla direttiva sulle energie rinnovabili per riconoscere le fonti verdi come un interesse pubblico prioritario.

Il piano fissa inoltre un obiettivo di 10 milioni di tonnellate di produzione nazionale di idrogeno rinnovabile e 10 milioni di tonnellate di importazioni della fonte pulita entro il 2030 per sostituire gas naturale, carbone e petrolio nelle industrie e nei settori dei trasporti difficili da decarbonizzare. Per accelerare i progetti sull’idrogeno verranno inoltre stanziati 200 milioni di euro per la ricerca.

Il RepowerEU include anche una serie di azioni per ridurre il consumo di combustibili fossili nell'industria e nei trasporti. Misure che dovrebbero garantire di risparmiare fino a 35 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2030, oltre a quanto già previsto dalle proposte sul Fit for 55. La Commissione presenterà dunque un pacchetto per la sostenibilità del trasporto merci e valuterà un'iniziativa legislativa per aumentare la quota di veicoli a emissioni zero nelle flotte di auto pubbliche e aziendali. Interventi che chiederanno finanziamenti per 210 miliardi di euro da qui al 2027.

I soldi arriveranno dalle risorse non utilizzate del Next Generation EU, dei fondi di coesione e della Politica agricola comune. Oltre ad attingere ai 225 miliardi di euro di prestiti ancora non richiesti nell'ambito del Recovery fund, gli Stati potranno contare su una dotazione finanziaria extra del Recovery da 20 miliardi di euro in sovvenzioni ricavate dalle vendite del sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’Ue (Ets).

Altre risorse arriveranno dalla politica di coesione, sia in forma diretta (con fino a 100 miliardi di euro in energie rinnovabili, idrogeno e infrastrutture) che tramite e una deviazione di 26,9 miliardi di euro che potrebbero essere resi disponibili in trasferimenti volontari al Recovery fund dai singoli Stati membri.

Lo stesso meccanismo di passaggio delle risorse può essere applicato a 7,5 miliardi di euro della Politica agricola comune (Pac). La Commissione inoltre raddoppierà il finanziamento disponibile per l'invito su larga scala 2022 del Fondo per l'innovazione questo autunno portandolo a circa 3 miliardi di euro.