Quadrante: via i civili da Azovstal con un convoglio Onu

Quadrante: via i civili da Azovstal con un convoglio Onu

Il comandante del Battaglione Azov accusa i russi di aver colpito uno dei mezzi impegnati nell'evacuazione dell'acciaieria

Quadrante civili lasciano Azovstal ma Mosca Resteremo nel Sud

© ALEXEY KUDENKO / SPUTNIK / SPUTNIK VIA AFP
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AGI - Nel 72esimo giorno di guerra in Ucraina la situazione all'acciaieria Azovstal di Mariupol resta al centro dell'attenzione. Il battaglione Azov, asserragliato all'interno dell'immensa struttura, ha accusato le truppe russe di aver colpito con un missile un loro veicolo impegnato nell'evacuazione in corso dei civili ancora presenti nell'acciaieria.

L'esercito russo aveva annunciato un cessate il fuoco di tre giorni a partire da giovedì, proprio per consentire l'uscita dei civili.

Il comandante del Battaglione Azov, che difende l'impianto, ha però affermato che "proseguono pesanti sanguinosi combattimenti", accusando la Russia di violare la sua promessa di cessate il fuoco.

Il presidente Vladimir Putin ha affermato che l'esercito russo è "ancora pronto" a offrire un passaggio sicuro ai civili intrappolati nell'acciaieria. "Per quanto riguarda i militanti rimasti ad Azovstal, le autorità di Kiev devono dare loro l'ordine di deporre le armi", ha ammonito il leader del Cremlino. Secondo Kiev, sono circa 500 i civili evacuati finora.

Secondo l'intelligence militare britannica, il "rinnovato sforzo russo di conquistare Azovstal e completare la cattura di Mariupol è legato probabilmente alle imminenti celebrazioni del 9 maggio, Giorno della Vittoria, e al desiderio di Putin di avere un successo simbolico in Ucraina".

Questi sforzi, però, "sono avvenuti con un costo per la Russia a livello di personale militare, equipaggiamento e munizioni: mentre alla Azovstal prosegue la resistenza ucraina, le perdite russe continueranno ad aumentare e a frustrare i piani operativi nel Donbass meridionale".

Ad ogni modo Mosca ha chiarito che restarà "per sempre" nel sud dell'Ucraina: "Mi rivolgo agli abitanti della regione di Kherson ribadendo che la Russia sarà lì per sempre. Non deve esserci alcun dubbio su questo", ha affermato Andrei Turchak, segretario di Russia Unita, il partito del presidente Putin, e vice presidente del Consiglio federale, la Camera alta del parlamento russo.