Il dramma dei profughi che scappano con i loro animali

Il dramma dei profughi che scappano con i loro animali

C'è chi cerca uno stallo sperando di tornare a 'casa' tra qualche settimana, chi sbarca in un altro paese con il proprio cane o gatto, chi deve fare i conti con la perdita. Cosa fa l'Oipa

animali domestici dramma guerra ucraina 

© Daniel MIHAILESCU / AFP 
-

AGI - Al guinzaglio, in un trasportino o, letteralmente, caricati sulle spalle dei loro proprietari. Ci sono anche loro, cani e gatti domestici, nella fuga dalle bombe che piovono sull'Ucraina e che non risparmiano niente e nessuno. Chi scappa da casa, dalla città lo fa portando dietro l'essenziale: una borsa, qualche medicina, una coperta, un peluche per i più piccoli e gli animali di casa, a tutti gli effetti membri a quattro zampe della famiglia. Perderli significa vivere un altro dramma in una situazione già disperata. Ed è per questo dopo aver perso in un istante tutta la sua famiglia: la moglie Tatiana e i due figli, Alise e Nikita, Sergey si è messo subito a cercare i suoi due cani che erano in un trasportino al momento dell’esplosione. L’uomo ha lanciato un appello sui gruppi social ucraini: "Accanto ai corpi c'era un trasportino verde con i cani. A giudicare dal video, sono sopravvissuti. Se ci sono testimoni o avete informazioni scrivetemi". 

Sono diverse le associazioni che si sono messe in moto per soccorrere gli animali dei profughi e quelli sfollati dai rifugi. Tra queste c'è l'’Oipa International (Organizzazione internazionale protezione animali) sempre in azione ai confini dell’Ucraina.

Cosa fanno e come sostenerle

"Devolviamo il denaro che viene convertito in cibo, medicinali e articoli necessari animali direttamente alle associazioni leghe-membro locali e quelle dei Paesi confinanti", spiega Valentina Bagnato, responsabile delle Relazioni internazionali dell’Oipa. "In Romania siamo attivi con Sava’s Safe Haven, di cui abbiamo già dato aggiornamento la scorsa settimana, e Casa Lui Patrocle. In Polonia al momento supportiamo Viva!Poland e l’associazione Odin".  

Gli aiuti in Romania

I volontari di Sava’s Safe Haven sono sempre al confine e tutti i giorni accolgono i rifugiati che arrivano con i propri animali. Tra i tanti aiuti, quello a una donna con i 12 cani proveniente da Odessa e ora a Bucarest e il salvataggio di un cagnolino di quattro anni circa trovato al confine, nella città d’Isaccea. Fatto visitare da un veterinario, ora sta meglio. È molto docile e cerca adozione.

L’unità mobile riscaldata che hanno acquistato anche grazie a Oipa International è per loro molto importante, poiché gli animali dell’Ucraina che stanno ospitando erano abituati a vivere in casa, al caldo e al sicuro e non randagi.
Alcuni proprietari (spesso uomini single) hanno chiesto di potere avere uno stallo fino alla fine della guerra, mentre altri hanno chiesto di poterli affidare solo per qualche giorno o settimana, finché non abbiano trovato una sistemazione per loro.



Casa Lui Patrocle, con i suoi volontari, fa lunghi turni giornalieri a nord della Romania per dare sostegno e assistenza alle famiglie dall’Ucraina che entrano da Vama Siret. Questa associazione si trova a Suceava, a 40 chilometri di distanza del confine con l’Ucraina. I volontari accolgono quotidianamente i rifugiati con i loro animali fornendo tutto il necessario, dal cibo, ai trasportini (molti arrivano portando i propri animali in braccio o con trasportini di fortuna), cappottini, guinzagli, ciotole, oltre che offrire le prime cure veterinarie, comprese le vaccinazioni, e la compilazione dei passaporti direttamente il loco con il personale veterinario di supporto.

"Teofana, una delle dolcissime volontarie con cui siamo in costante contatto, ci racconta che è sempre molto difficile entrare nel Paese: vi sono controlli continui da parte della polizia locale e non si può sostare per più di due ore", racconta Valentina Bagnato. "Nell’ultima consegna sono state distribuite due tonnellate di cibo che serviranno in parte per il rifugio vicino Chernivtsi, in parte ad altri rifugi bisognosi a Kiev, Odessa e Kharkov. "Di volta in volta, confrontandoci direttamente con l’associazione, continuiamo a fornire l’aiuto più necessario sulla base della carenza di scorte e contribuiamo per portare il cibo all’interno dell’Ucraina".

Gli aiuti in Polonia

L’Oipa International è attiva anche in Polonia, cooperando con le associazioni Viva!Poland (che ha 20 punti accoglienza nella città di Varsavia e ha bisogno sempre di trasportini, kennel, ciotole, lettiere, sabbietta, cibo da donare ai rifugiati con animali, oltre che aiuti per cure veterinarie degli animali) e con l’associazione Odin che si occupa principalmente di trasporti di animali dall’Ucraina all’interno della Polonia con cui stiamo preparando lespedizioni che arriveranno  alle associazioni ucraine all’interno del Paese (Happy Paw, KSPA Lucky Strand, UA Animals.)