La Francia e gli alleati annunciano il ritiro coordinato dal Mali

La Francia e gli alleati annunciano il ritiro coordinato dal Mali

Lo rende noto l'Eliseo dopo la cena di lavoro sul Sahel a cui ha partecipato anche il presidente del Consiglio Mario Draghi. "Le condizioni politiche, operative e legali non sono più soddisfatte" si legge in una dichiarazione congiunta

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Truppe francesi all'Aeroporto di Gao, Mali

AGI - La Francia, i suoi partner europei che operano in Mali e in Canada, hanno annunciato il ritiro coordinato dal Paese, dove sono presenti con l'operazione Barkhane e le forze speciali europee Takuba. "Le condizioni politiche, operative e legali non sono più soddisfatte" e i Paesi, si legge in una dichiarazione congiunta, hanno deciso "il ritiro coordinato" dal Paese africano, pur assicurando la loro "disponibilità  a rimanere impegnati nella regione" del Sahel, dove rimangono le minacce jihadiste. La Francia ha dispiegati circa 4.300 soldati nella regione, circa 2.400 nel solo Mali. 

Il Sahel è una "priorità della strategia di espansione" di Al-Qaeda e dell'Isis, precisa Macron. Nonostante il ritiro delle truppe, il leader dell'Eliseo ha insistito sul "mantenimento dell'impegno nel Sahel con i Paesi vicini".

La prima pagina de Le Figaro

Sguardo proiettato sull'Africa, e in particolare sulla regione del Sahel: la notizia è che ieri Macron ha riunito i Paesi del G5 che partecipano alla forza multinazionale dell'operazione "Barkhana" per mantenere la sicurezza in un'area dove l'islamismo jihadista sta penetrando sotto traccia.

Nel vertice si è discusso proprio del ritiro delle truppe dal Mali, dove un colpo di Stato militare ha bruscamente deteriorato i rapporti con Parigi, e del ridispiegamento nei Paesi confinanti.

"Sahel, la Francia volta pagina sull'operazione Barkhana" titola in apertura 'Le Figaro', che in un editoriale riflette sul significato di una perdita di influenza francese nella regione che è stata una sua area di interessa per oltre un secolo: "Arrivederci Bamako". Anche su 'Le Figaro' ha risalto la relazione della Corte dei conti francese che ha lanciato l'allarme sul debito pubblico.