La ricetta inglese: imparare a convivere con il virus e imporre restrizioni come ultima risorsa

La ricetta inglese: imparare a convivere con il virus e imporre restrizioni come ultima risorsa

Il ministro della Salute britannico: i confinamenti hanno un costo enorme e la pandemia è "ancora lontana dall'essere terminata". In Francia da lunedì mascherina obbligatoria dai 6 anni a eccezione delle attività sportive e artistiche

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© JUSTIN TALLIS / AFP 
- Londra

AGI - Le restrizioni alla libertà personale "devono essere assolutamente l'ultima risorsa" e nel 2022 i cittadini del Regno Unito dovranno "convivere" con il nuovo coronavirus. Lo ha affermato il ministro della Sanità britannico, Sajid Javid, in un intervento pubblicato dal 'Daily Mail'.

"Da quando, sei mesi fa, ho assunto questo ruolo, ho preso piena coscienza degli enormi costi dei confinamenti in termini sanitari, sociali ed economici", ha proseguito il ministro, avvertendo che la pandemia è "ancora lontana dall'essere terminata" e che, alla luce dei dati record sui contagi, sarà "inevitabile assistere ancora a un elevato incremento" dei ricoveri nel corso del mese appena iniziato.

In Francia mascherina obbligatoria

Da lunedì 3 gennaio in Francia anche i bambini a partire dai 6 anni saranno obbligati a indossare la mascherina nel loughi pubblici, con la sola eccezione della pratica di attività sportive e artistiche. Come informa la stampa francese, diversamente dalle altre misure contenute nel decreto pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale, questa non era stata preannunciata dal governo. L'abbassamento dell'età per l'obbligo di mascherina (prima era di 11 anni) riguarda i mezzi di trasporto pubblico, i mercati e le strutture che accolgono il pubblico.

In Austria vaccinazione obbligatoria dal 1 febbraio

 In Austria non c’è nessun ripensamento da parte del ministro della Salute, Wolfgang Mueckstein (Verdi) che conferma: “vaccinazione obbligatoria dall’1 febbraio”. In precedenza, il ministro per gli affari costituzionali, Karoline Edtstadler (OeVP) aveva rallentato circa l’obbligatorietà a partire dal mese prossimo e aveva suggerito un possibile “ripensamento”. Mueckstein ha poi aggiunto che “gli ultimi mesi non sono stati facile per il Paese e le persone”.