Covid, partygate, rivolta dei Tory: Bojo è sulla graticola

Covid, partygate, rivolta dei Tory: Bojo è sulla graticola

La popolarità  del premier britannico è ai minimi da 11 mesi. Di fronte al rapido aumento dei casi della variante Omicron, Johnson ha innalzato il livello di allerta da 3 a 4 e invitato a fare la terza dose . Ma la sua posizione resta complicata

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© PIERRE LARRIEU / HANS LUCAS / AFP 
- Il primo ministro britannico Boris Johnson 

AGI - Un altro scivolone per Boris Johnson: è spuntata una foto che lo mostra partecipare l'anno scorso, in pieno lockdown, a un quiz on-line organizzato per i suoi impiegati: nell'immagine si vede il premier, sotto un ritratto di Margaret Thatcher, affiancato da due collaboratori che fa domande a un 'trivial' natalizio, il classico gioco da tavolo in cui i partecipanti si sfidano rispondendo a domande di cultura generale.

"Fate la terza dose"

Per il premier, la cui popolarità è ai minimi da 11 mesi, decisamente non è un buon momento. Di fronte al rapido aumento dei casi della variante Omicron, domenica il Regno Unito ha alzato il livello di allerta Covid da 3 a 4. E in un discorso alla nazione, l'inquilino di Downing street ha invitato tutta la popolazione a fare la terza dose di vaccino. Johnson ha fatto presente che è in arrivo "un'ondata" di Omicron, che il Paese sta affrontando una "emergenza" e che il richiamo serve a proteggere le "libertà" conquistate in questi mesi.

Bojo metterà in campo l'esercito e ai medici di base è stato detto di annullare gli appuntamenti per dedicare tutte le risorse all'offerta di vaccini. "Nessuno dovrebbe avere dubbi sul fatto che stia arrivando un'ondata di Omicron e temo che sia chiaro che due dosi del vaccino semplicemente non sono sufficienti per darci il livello di protezione di cui abbiamo bisogno", ha detto. 

Ma è la sua situazione personale che si sta facendo complicata.

Il partygate

Da giorni è nel mirino delle critiche per il 'partygate' (i party degli uomini di governo mentre il resto dell'Inghilterra era chiusa in casa) e il premier comincia ad essere contestato anche all'interno del suo partito. Adesso la foto, pubblicata dal Sunday Mirror, mina decisamente le affermazioni fatte finora secondo cui non ci fu alcuna festa a Downing Street durante il lockdown 2020. Nel momento in cui si fece il gioco, il 15 dicembre, il regime anti-covid impediva qualsiasi mescolanza sociale tra le famiglie, sempre che non fosse necessario per motivi di lavoro.

Per quanto il 'quiz' fosse virtuale (lo staff era stato invitato per raccogliere fondi per beneficenza, un paio di settimane prima) e decine di persone si fossero registrate per partecipare online, alle 18:30 del giorno convocato molti membri dello staff decisero di partecipare dal N.10. Secondo il tabloid, in alcuni uffici dinanzi ai computer si affollarono fino a 24 persone.

Tra i partecipanti, uomini del gabinetto del premier, dell'Unità politica e dell'ufficio stampa che risposero alle domande su argomenti che andavano dalla storia di Downing Street ai testi delle melodie natalizie. La foto è stata pubblicata nella stessa settimana in cui un altro video trapelato mostra i collaboratori più stretti del premier scherzare - più o meno nello stesso periodo dell'anno scorso - su una festa a Downing Street.

L'insoddisfazione dei Tory

A tutto questo si aggiunge l'insoddisfazione di diversi deputati conservatori per l'imposizione di nuove misure anti-covid (l'uso obbligatorio delle mascherine nei luoghi chiusi e il green pass per entrare a spettacoli o eventi con un pubblico numeroso). La ribellione potrebbe esplodere ad horas: martedi' alla Camera dei Comuni saranno infatti messe ai voti le nuove restrizioni contro la variante Omicron; e sebbene il Parlamento dovrebbe dare il 'via liberà grazie al sostegno dell'opposizione laburista, oltre 50 deputati conservatori potrebbero votare contro le nuove restrizioni. 

Non è detto che il numero dei 'ribelli' non cresca ancora e allora sarà la più corposa ribellione interna da quando BoJo è al governo. E non basta perchè giovedi', si terranno elezioni suppletive, nel North Shropshire, da più parti considerate un referendum su Bojo e dove i conservatori non sono favoriti, tutt'altro. Insomma, giornate complicate per il premier. Sarà forse per questo che stasera ha deciso di parlare al Paese.