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Von der Leyen: "Si dibatta sull'obbligo del vaccino" anti-Covid

Von der Leyen: "Si dibatta sull'obbligo del vaccino" anti-Covid

La presidente della Commissione europea: "Un terzo dei cittadini Ue non è vaccinato". Sulla variante Omicron: "Non ne sappiamo molto ma ne sappiamo abbastanza per essere preoccupati"

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©  Julien WARNAND / POOL / AFP
- Ursula von der Leyen

AGI - La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, apre all'obbligo vaccinale. O almeno a discuterne. "L'obbligo vaccinale è pura competenza degli Stati membri, non sta a me dare raccomandazioni ma la mia opinione personale è che due o tre anni fa non avrei pensato di assistere a ciò che vediamo oggi. Abbiamo questa orribile pandemia, abbiamo vaccini salvavita che non vengono usati in modo adeguato dappertutto, con un enorme costo per la salute pubblica", ha spiegato von der Leyen nella conferenza stampa in cui ha presentato la nuova strategia dell'Ue contro la pandemia di Covid e in particolare contro la variante Omicron.

"In Ue il 77% degli adulti è vaccinato, questo significa che un terzo non lo è. Sono 150 milioni di persone, e sono molte. Non tutti possono essere vaccinati. Penso che sia comprensibile e appropriato parlare dell'incoraggiamento, dell'obbligo, a vaccinarsi con un approccio comune", ha aggiunto. Al momento solo Austria e Germania hanno mostrato la volontà di imporre la vaccinazione a tutta la popolazione.

Von der Leyen, intanto, ha rilanciato l'allarme sul rischio rappresentato dalla variante Omicron. "Non ne sappiamo molto ma ne sappiamo abbastanza per essere preoccupati", ha spiegato.

"Dalla nostra esperienza con Delta sappiamo che è una corsa contro il tempo. Ci vorranno due-tre settimane per avere i dati sulla variante e dobbiamo fare del nostro meglio in questo tempo in attesa di sapere tutto", ha aggiunto. Se sarà necessaria la modifica dei vaccini "ci vorranno cento giorni per farlo", ha chiarito. La linea della Commissione è quella della prevenzione: "Speriamo per il meglio, ma siamo pronti al peggio". E la soluzione sono i vaccini. L'Unione ne ha abbastanza per soddisfare le richieste per i richiami.

"Avremo 360 milioni di dosi di vaccini mRna che ci verranno consegnate entro la fine del primo trimestre. Questo vuol dire che tutti i cittadini europei potranno avere una dose di richiamo", ha annunciato la leader Ue. E le dosi Pfizer-BioNTech per i bambini (5-11 anni), che sono state autorizzate dall'Ema la scorsa settimana, saranno disponibili dal 13 dicembre.