Negoziati sul clima, BoJo in cerca dell'accordo in extremis

Negoziati sul clima, BoJo in cerca dell'accordo in extremis

Negli ultimi giorni dei negoziati per il clima di Glasgow le speranze che si trovi un accordo per limitare il riscaldamento globale a un aumento di 1,5°C rispetto ai valori preindustriali si sono decisamente affievolite

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© EyePress News / AFP 
- Il premier britannico Boris Johnson alla stazione di Glasgow

AGI - Ultima decisiva giornata dei negoziati a Glasgow, al vertice Onu per il clima. Negli ultimi giorni le speranze che si trovi un accordo per limitare il riscaldamento globale a un aumento di 1,5°C rispetto ai valori preindustriali si sono decisamente affievolite.

Nonostante il summit si sia concentrato su 'nodi' molto simili a quelli degli anni precedenti, come il progressivo abbandono dei combustibili fossili a favore delle rinnovabili o la ricerca di un consenso per regolamentare i mercati del carbonio, questa volta il grande ostacolo sembra essere anche il finanziamento: i Paesi più poveri vogliono più soldi e più a lungo di quanto i Paesi ricchi siano disposti a concedere.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Gutteres, ha avvertito che il limite di 1,5 °C, considerato come quello massimo per evitare le conseguenze più catastrofiche del cambiamento climatico, è "attaccato alle macchine di supporto vitale".

L'agenda per oggi è aperta e i lavori, per la verità, potrebbero anche slittare e chiudersi nel week-end (come accadde a Parigi). Il governo britannico ha più volte insistito nella volontà di chiudere i lavori entro il termine prescritto e, nelle ultime ore, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per il Green Deal, Frans Timmermans, ha detto di aver rilevato una “dinamica positiva” e una crescente sensazione tra i leader che "si voglia arrivare a un accordo”.

Ma, dal dire ai fatti, "c'è molto lavoro da fare", ha confermato lo stesso presidente della Cop26, Alok Sharma, pur assicurando di apprezzare "quanto si stiano impegnando le delegazioni" e che hanno affrontato una "sfida monumentale" per raggiungere una conclusione credibile.

Il premier Boris Johnson presumibilmente farà un ultimo tentativo in extremis per non far fallire il summit che è stato annunciato come l'ultima possibilità dell'umanità di allontanare la minaccia di un devastante cambiamento climatico.