L'appello di Martina, "sulla fame i Paesi passino da parole ad azioni”

L'appello di Martina, "sulla fame i Paesi passino da parole ad azioni”

Parla Maurizio Martina, numero 2 della Fao. “Lotta alla fame, lotta ai cambiamenti climatici e maggiore equità sono i tre nodi fondamentali"

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© Cristiano Minichiello / AGF  - Maurizio Martina 

AGI – “In questo pre vertice ci stiamo sforzando di impegnare i Paesi sulle azioni, coalizzando attori governativi e non governativi. Il tempo delle parole deve trasformarsi in un tempo di azioni. C’è urgente bisogno di un cambio di passo”: lo ha detto all’Agi Maurizio Martina, vice-direttore dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) al termine della prima giornata di lavori del pre vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi alimentari (UN Food Systems Pre-Summit), in corso a Roma fino al 28 luglio.  

Ripensare il sistema alimentare

Per salvare il Pianeta, il sistema alimentare globale va ripensato in chiave ecosostenibile, ponendo al centro tre grandi questioni sulle quali ci deve essere un impegno unico e forte della comunità internazionale.

“Lotta alla fame, lotta ai cambiamenti climatici e maggiore equità sono i tre nodi fondamentali, a maggior ragione dopo che la situazione si è aggravata a causa della pandemia” ha sottolineato l’ex ministro dell’Agricoltura italiano.

Il numero 2 della Fao cita un dato su tutti, emblematico del deteriorarsi della sicurezza alimentare mondiale come effetto diretto del Covid-19, che obbliga governi, sistema Onu ed altre realtà a mettere la ‘food security’ al centro delle priorità di azione. 

Nel mondo 120 milioni di persone malnutrite in più

In un anno è salito di 120 milioni il numero di persone malnutrite a livello mondiale, aggiungendosi ai 700 milioni che già prima della pandemia si trovavano in situazione di sofferenza alimentare.

La denutrizione e la malnutrizione hanno colpito soprattutto i Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America latina. “Si tratta di una frattura Nord-Sud che ha radici antiche, ulteriormente aggravata dalla pandemia” ha evidenziato Martina.

Raddoppiare gli sforzi

Di conseguenza vanno raddoppiati gli sforzi in un tempo minore, orientando le azioni sulla base di impegni precisi stabiliti dalla Fao e dal sistema Onu. “Lottare allo spreco di cibo, che avviene ogni giorno sia in fase di produzione che di consumo. E’ inaccettabile in un mondo in cui il numero di affamati aumenta” ha proseguito il vice-direttore dell’organizzazione Onu. Il secondo impegno riguarda il necessario rafforzamento di tutte le azioni di sostegno contro fame e povertà. Terza linea guida, che è anche uno dei principali obiettivi del pre vertice – presentato dal Segretario generale Onu Antonio Guterres come il ‘Summit dei Popoli’ – è la formazione di coalizioni di Paesi ed attori non statali uniti nel'azione su alcuni degli obiettivi precisi, tra cui il sostegno alla nutrizione di bambini e ragazzi, la trasformazione sostenibile dei sistemi alimentari locali.

“Purtroppo se dovessimo andare avanti di questo passo e non riuscire a cambiare marcia, falliremmo sull’Obiettivo numero 2, ‘Fame zero’, da raggiungere nel 2030. Se i trend rimangono invariati, avremo 660 milioni di affamati nel mondo” ha avvertito Martina.  

Il plauso all'Italia

Il numero 2 della Fao si complimenta con il governo italiano che “ha già assunto una funzione molto importante di guida”. Una leadership in materia di sicurezza alimentare globale emersa in occasione della presidenza del G20 – dallo scorso dicembre – e al recente vertice di Matera quando ha proposto una discussione specifica su questa tematica.

“E’ stata sempre l’Italia a promuovere la Food Coalition – la Coalizione alimentare lanciata alla fine dello scorso anno e alla quale hanno aderito più di 40 Paesi – e ad aver proposto un importante prossimo appuntamento, qui alla Fao, sul futuro del sistema alimentare coinvolgendo tutte le banche di sviluppo” ha anticipato Martina. “L’Italia si sta muovendo con la peculiarità che la contraddistingue e il governo sta mostrando grande sensibilità e determinazione nell’attuare una diplomazia alimentare forte” ha concluso il vice-direttore della Fao.