Contagi e incendi, i due talloni d'Achille del presidente Bolsonaro

Contagi e incendi, i due talloni d'Achille del presidente Bolsonaro

L'opposizione ha presentato una mozione dove chiede l'impeachment del presidente brasiliano

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DIDA SAMPAIO / AGÊNCIA ESTADO - Jair Bolsonaro

AGI - Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha respinto con forza la nuova pressione esercitata dall'opposizione per metterlo in stato di accusa. "Non hanno niente da fare", ha dichiarato riferendosi ai promotori della richiesta d'impeachment depositata ieri alla Camera dai partiti di sinistra e alcuni gruppi di destra che lo ritengono responsabile di presunta corruzione nell'acquisto di vaccini contro il Covid-19 e di malagestione della pandemia.

La richiesta, tuttavia, appare destinata a scontrarsi contro i numeri alla Camera dove non troverà il necessario sostegno per passare. Ai movimenti di destra che hanno sostenuto il governo, ma che ora si sono uniti alla richiesta d'impeachment ingrossando le fila dell'opposizione, Bolsonaro si è rivolto con l'accusa di "ingrati" e "traditori".

"Guardate le accuse. Dicono che sono un genocida, che non indosso la mascherina", ha detto il presidente in riferimento alle sue violazioni delle normative vigenti per combattere il Covid-19, che ha già ucciso più di 520mila persone in Brasile. Secondo Bolsonaro, coloro che promuovono l'impeachment, accusandolo di 23 reati, "sono le stesse persone che vogliono che tornino quelli che c'erano prima".

Il capo di Stato ha quindi fatto riferimento all'ex presidente, Luiz Inacio Lula da Silva, in testa ai sondaggi per le elezioni del 2022, alle quali potrà presentarsi grazie alla decisione della Corte Suprema di annullare le condanne per corruzione a suo carico. Bolsonaro, intenzionato a correre per un altro mandato ma la cui popolarità è in calo, ha denunciato che la Corte Suprema "ha tolto dal carcere un ladro per diventare presidente con una frode" e ha ribadito la sua convinzione che il voto dovrebbe essere su carta e non elettronico per renderlo "affidabile" e "verificabile" e non "favorire frodi".

Un altro fronte sul quale il presidente è sotto attacco è quello ambientale. Nel mese di giugno sono stati registrati 2.308 incendi nella foresta amazzonica brasiliana, il 2,3% in più rispetto a giugno 2020. Si tratta di un dato molto preoccupante per la stagione secca che sta per iniziare. Il record precedente per questo mese risale al 2007, anno in cui si contarono 3.519 incendi.

Secondo gli esperti, un numero così alto di incendi è dovuto alla deforestazione in corso per fare spazio all'agricoltura e all'allevamento. Secondo gli ambientalisti, il presidente Jair Bolsonaro è favorevole all'avvio delle attività agricole in Amazzonia. "L'aumento degli incendi non è sorprendente, ma il risultato di azioni dirette che incoraggiano l'illegalità e indeboliscono gli organi di controllo, per esempio la riduzione del 60% del budget per il controllo degli incendi", afferma l'Ong Isa in una nota.

La deforestazione in Amazzonia ha registrato tre record annuali negli ultimi anni. Prendendo come riferimento il periodo agosto-luglio, fra il 2019 e il 2020 sono sttai 9.216 chilometri quadrati a essere colpiti (+34% in un anno).