L'India chiude il caso Marò, ora li valuterà la giustizia italiana

L'India chiude il caso Marò, ora li valuterà la giustizia italiana

La Corte suprema di New Delhi ha chiuso tutti i procedimenti nei confronti di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, dopo il risarcimento da oltre un milione di euro ai parenti dei pescatori del Kerala uccisi nel 2012

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© AFP -  Maro'

AGI - La Suprema corte dell'India ha chiuso tutti i procedimenti ancora aperti contro i marò italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di avere ucciso due pescatori del Kerala nel 2012. La Corte ha chiesto che l'Italia avvii immediatamente un processo contro i due militari. La chiusura del procedimento, all’origine di una lunga controversia fra India e Italia, è stata decisa dopo che l’India ha accettato l’arbitrato internazionale del Unclos (United Nations Convention on the law of the sea), che ha la giurisdizione sui militari della Marina italiana. La scorsa settimana, riferiscono i media locali, la stessa Corte aveva accettato di chiudere i procedimenti in cambio di un risarcimento di 100 milioni di rupie, pari a oltre un milione di euro, ai parenti delle vittime.

La soddisfazione di Di Maio

"Chiusi tutti i procedimenti giudiziari in India nei confronti dei due marò pugliesi, il 44enne Salvatore Girone e il 54enne Massimiliano Latorre. Grazie a chi ha lavorato con costanza al caso, grazie al nostro infaticabile corpo diplomatico. Si mette definitivamente un punto a questa lunga vicenda". E' il testo di un messaggio che il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, ha postato sul suo profilo Twitter dopo che i media indiani hanno diffuso la notizia sulla decisione della Corte suprema di chiudere i procedimenti contro Girone e Latorre, accusati di avere ucciso due pescatori del Kerala nel 2012. "Si chiude il caso con l’India. Un successo della diplomazia italiana", ha twittato il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, che si era occupato della vicenda quando era premier.

Girone e Latorre dai pm di Roma 

Si chiude così la 'fase internazionale' di una vicenda che aveva portato all'arresto da parte della polizia indiana dei due fucilieri di marina italiani, imbarcati sulla petroliera italiana Enrica Lexie come nuclei militari di protezione. I militari italiani sono accusati di aver ucciso il 15 febbraio 2012 al largo della costa del Kerala, stato dell'India sud occidentale, Valentine Jelastine e Ajeesh Pink, due pescatori imbarcati su un peschereccio indiano.

Resta comunque aperta la fase 'nazionale': Latorre e Girone, accusati di omicidio volontario per la morte due pescatori in India, saranno ascoltati dai pm di Roma nelle prossime settimane a piazzale Clodio. Per questa vicenda i pm avevano aperto un procedimento dal 2012. Il procedimento è affidato al sostituto procuratore Erminio Amelio, che in questi mesi ha analizzato gli atti inviati dal Tribunale internazionale dell'Aja - che nel luglio del 2020 ha deciso in favore dell'Italia la competenza giurisdizionale - per poi procedere alla conclusione delle indagini che potrebbe arrivare in estate.
I due fucilieri della Marina furono ascoltati dai pm capitolini una prima volta 3 gennaio del 2013 quando fecero ritorno in Italia per alcuni giorni. Sempre nel 2013 su incarico della procura fu effettuata anche una perizia sul computer e su una macchina fotografica che si trovavano a bordo della Enrica Lexie, la nave dove erano in servizio i due militari. 

La moglie di Latorre

I due sottufficiali non hanno commentato, in linea con le direttive dei vertici militari. A parlare è stata la moglie di Latorre, Paola Moschetti:  “Ringrazio tutti voi per quanto avete fatto in questi lunghi anni, per l'affetto ed il sostegno che ci avete donato. Grazie di cuore", ha scriutto su Facebook, “a chiusura della lunga e dolorosa parentesi indiana mi resta un dubbio.... Considerato che sarà la procura di Roma a stabilire se vi sono prove sufficienti a portare a processo Massimiliano. Sarà la magistratura italiana a stabilire se è colpevole oppure innocente. Quel che mi chiedo ora è questo... Se mio marito è innocente - conclude la moglie del marò - così come il suo compagno di sventura Girone e saranno entrambi riconosciuti tali, come è giusto che sia, cosa ha pagato lo Stato italiano all'India?”.