L'Europarlamento torna a Strasburgo dopo 14 mesi, ma a ranghi ridotti  

L'Europarlamento torna a Strasburgo dopo 14 mesi, ma a ranghi ridotti  

Plenaria in presenza per la prima volta dall’inizio della pandemia, ma arrivare all’appuntamento è una corsa a ostacoli

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© Frederick Florin/AFP -  Strasburgo, sede del Parlamento Europeo (Frederick Florin/AFP)

AGI - Il Parlamento europeo torna a riunirsi nella sua sede storica dopo i mesi dell'esilio pandemico, ma arrivare a Strasburgo non è mai stato così complicato, e la permanenza in Alsazia dell'affollata assemblea Ue mai meno scontata.

La cittadina nel cuore del vecchio continente, in piena Lotaringia medievale e poi contesa fino alla Seconda guerra mondiale fra Germania e Francia, è la sede istituzionale, una settimana al mese, del Parlamento europeo. Raggiungerla è però una sfida logistica: lontana da tutte le capitali, il suo aeroporto è poco servito e di solito ci si arriva in auto o treno da Bruxelles, Parigi o Francoforte. Ora le limitazioni dovute alla pandemia rendono l'impresa ancora più ardua.

Gli elevati costi del trasferimento mensile di persone e documenti da Bruxelles hanno sempre alimentato polemiche negli ambienti euroscettici e non solo, ma ogni tentativo di riportare tutte le sessioni plenarie dell'unico organismo elettivo dell'UE a Bruxelles dove hanno sede principale tutte le istituzioni e gli uffici è sempre stato rintuzzato dalla Francia, che non vuole perdere il prestigio e i guadagni di una importante seppur stagionale sede comunitaria.

Ma durante l'ultimo anno di pandemia e lavoro a distanza per tutti la sede francese è apparsa ancora più a rischio. Perché trasferire tutti in un luogo tanto scomodo da raggiungere quando la sede di Bruxelles ha dimostrato di funzionare perfettamente anche in mesi di piena pandemia e di sessioni virtuali?

La capitale alsaziana  ha rivendicato in varie occasioni la sua vocazione europea, proclamandosi ogni volta pronta a tornare ad accogliere i lavori del Parlamento, ipotizzando deroghe e giurando sulla sicurezza della situazione sanitaria alsaziana; lo stesso presidente francese Emmanuel Macron si è speso personalmente per ottenere garanzie sul ritorno dell'istituzione in Francia appena la situazione pandemica lo avesse permesso.

Fuga dalla quarantena

Ora finalmente, dopo oltre un anno di assenza,  gli eurodeputati tornano a Strasburgo. Quella che si inaugura stasera sarà però una sessione a ranghi ridotti: meno di un terzo dei 705 eletti ha dichiarato che ci sarà fisicamente, pochi gli assistenti e i funzionari al seguito e rigido lo schema delle norme da seguire. Molti fra deputati e dipendenti con sede a Bruxelles accorceranno la loro permanenza a meno di 48 ore per non incorrere nella quarantena obbligatoria al loro ritorno in Belgio.

Il presidente David Sassoli, che ovviamente sarà presente, ne ha fatto un punto d'onore simbolico: l'Europa ferita deve ripartire, presto avremo il passaporto vaccinale ma intanto bisogna dare un primo segnale di normalità tornando nell''emiciclo alsaziano. 

Molti e non solo "pandemici" gli argomenti in agenda, a partire proprio dal "Covid pass" Ue, che dovrebbe essere operativo il mese prossimo, e dalla questione bielorussa, dopo lo "sgarbo" senza precedenti del dirottamento di un aereo in volo fra due capitali europee.

Si parlerà della deroga ai brevetti sui vaccini, dei piani di ripresa presentati dai 27 per avere accesso al Next generation EU o "recovery fund", ma verrà anche annunciato il film vincitore del premio europeo Lux e si discuterà delle misure concrete per proteggere la biodiversità, da attuare entro il 2030.

A dimostrazione di quanto la presenza dell'Europarlamento è importante per la città, all'apertura della sessione partecipa anche la prima cittadina, la verde Jeanne Barseghian, eletta nel 2020.