Un collaboratore di Biden rilancia le accuse al laboratorio di Wuhan

Un collaboratore di Biden rilancia le accuse al laboratorio di Wuhan

Per Jamie Metzl, la fonte più probabile della pandemia è l'uscita accidentale del coronavirus dal laboratorio della città cinese. "Lì si tenevano ricerche aggressive per arrivare a cure e vaccini"

esperto americano coronavirus uscito da laboratorio Wuhan

Laboratorio Wuhan

(AGI) -  "La fonte più probabile della crisi del coronavirus potrebbe essere la diffusione accidentale da uno degli istituti di virologia di Wuhan". A sostenere questa tesi, in un'intervista al Corriere della Sera, è Jamie Metzl, esperto di tecnologia e geopolitica che ha lavorato al dipartimento di Stato Usa, durante l'amministrazione Clinton, e come vicedirettore dello staff nella Commissione Affari Esteri del Senato sotto Joe Biden, ma che è anche membro della commissione di esperti sull'editing del genoma umano dell'Oms e ha fondato l'iniziativa OneShared.World.

E' una tesi che sostiene dal 2020 ma oggi, afferma, "la scienza mostra che Pechino mentiva nel dire che il virus provenisse dal mercato di Wuhan" tanto che "il mondo si sta svegliando". Secondo Metzl, se "non possiamo escludere la possibilità di un'origine in natura (è accaduto anche questo in epidemie passate, oltre che incidenti di laboratorio)", stavolta quella della 'fuga' "è l'ipotesi più valida perché sappiamo che il precursore del virus Sars-CoV-2 è stato trovato nei 'pipistrelli ferro di cavallo', che non si trovano a Wuhan" dove invece "è presente l'unico istituto cinese di virologia di livello 4, con la più ampia collezione di ricerche sui coronavirus dei pipistrelli".

"Il virus si è manifestato già perfettamente adattato alle cellule umane: in quell'istituto si tenevano ricerche aggressive, con il fine di arrivare a cure e vaccini. Ritengo altamente improbabile che lavorassero ad un'arma biologica", conclude l'esperto.