La Corte costituzionale tedesca ha respinto i ricorsi contro il Quantitative Easing

La Corte costituzionale tedesca ha respinto i ricorsi contro il Quantitative Easing

Erano stati presentati da Peter Gauweiler, ex esponente della Csu, e dal fondatore dell’Afd, Bernd Lucke. Sono stati dichiarati “irricevibili” e immotivati, dai giudici di Karlsruhe

corte costituzionale germania respinge ricorsi quantitative easing

L'interno del Bundestag, Berlino

AGI - La Corte costituzionale tedesca ha respinto ulteriori ricorsi contro l’acquisto di titoli di Stato attraverso la Banca centrale europea, il cosiddetto Programma Pspp. I ricorsi presentati da Peter Gauweiler, ex esponente della Csu, e dal fondatore dell’Afd, Bernd Lucke, sono stati dichiarati “irricevibili” e immotivati, a quanto hanno comunicato i giudici di Karlsruhe. La querelle riguarda il programma di acquisto di obbligazioni lanciato nel 2015 e volto a stimolare l’economia.

Un anno fa, nel maggio del 2020, la Corte di aveva sentenziato che il programma era parzialmente incostituzionale ed aveva chiesto alle autorità monetarie di dimostrare la proporzionalità di tali acquisti: in caso contrario, alla Bundesbank veniva vietato di partecipare agli acquisti. 

In pratica, nel mirino c’era il “bazooka” lanciato da Mario Draghi quand’era presidente della Bce: per la corte costituzionale, la Banca centrale europea varando quel programma rischiava di andare oltre il proprio mandato.  Nel luglio successivo, il Bundestag aveva poi certificato con una larga maggioranza che i requisiti della sentenza di Karlsruhe erano stati implementati.

Nondimeno, Lucke e Gauweiler non si erano dati per vinto: con il loro ricorso, hanno indotto la Corte a dare una valutazione riguardo al rispetto della sentenza precedente. Oggi i giudici costituzionali in sostanza affermano che il Bundestag e il governo federale non hanno superato il proprio mandato nel mettere in atto la sentenza del maggio 2020