Morto Rush Limbaugh, star radiofonica e voce dei conservatori Usa

Morto Rush Limbaugh, star radiofonica e voce dei conservatori Usa

L'anchorman aveva 70 anni, dal 1988 conduceva un popolarissimo show. Inizialmente critico con Trump, ne aveva poi abbracciato le battaglie

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AGI -  Non risparmiava nessuno nei suoi attacchi, né le nazi-femministe, né gli ambientalisti pazzi né tantomeno i liberal-communisti. Rush Limbaugh, il 'Dottore della Democrazia' come si era autoproclamato, tra le voci più ascoltate dei conservatori, è morto a 70 anni per un tumore ai polmoni.

Commentatore politico, polemista, icona mediatica con una straordinaria influenza acquisita in decenni dietro il microfono, aveva contribuito a plasmare il partito repubblicano moderno e a definirne la strategia, in particolare negli anni in cui alla Casa Bianca c'erano i democratici Bill Clinton e Barack Obama. 

Inizialmente critico con Trump, ne aveva poi abbracciato le battaglie, in particolare quelle contro i media e l'establishment repubblicano; molto critico con i processi di impeachment al tycoon, nel 2019 e nel 2021, si era alleato con lui durante la pandemia, insistendo sul fatto che la malattia non fosse peggiore di un comune raffreddore.

Fatale un cancro ai polmoni

È morto per un cancro ai polmoni: aveva reso noto di avere il tumore a febbraio e a ottobre aveva ammesso che non c'era più nulla da fare.  Ad annunciare il suo decesso, è stata la moglie Kathryn, da quegli stessi microfoni del 'Rush Limbaugh Show' che per oltre 30 anni, tre ore al giorno, cinque giorni alla settimana, avevano ospitato le sue invettive:

"So che certamente non sono io la Limbaugh che volevate sentire oggi. Come voi, anch'io vorrei tanto che ci fosse Rush ora dietro questo microfono dorato ad accogliervi per altre tre ore eccezionali di trasmissione... Perdere una persona casa è terribilmente difficile, ancora di più se la persona amata è più grande della vita stessa. Rush sarà per sempre il più grande di tutti i tempi". 

Scrittore, giornalista, autore tv e commentatore politico, Limbaugh negli anni in cui Trump era alla Casa Bianca, si era molto avvicinato a lui, diventandone anche amico e compagno di gioco sui campi da golf; a sorpresa aveva ricevuto la Medal of Freedom nel febbraio dello scorso anno, in occasione del discorso sullo Stato dell'Unione, il giorno dopo l'annuncio del suo tumore.

"Non è una bella notizia ma quella buona è che lui è il più grande combattente mai visto", aveva commentato all'epoca il presidente americano, ringraziandolo "per decenni di devozione incondizionata al Paese". A un anno di distanza, tra i primi ora a celebrarne il ricordo, ai microfoni di FoxNews, è stato proprio l'ex capo della Casa Bianca: "Ha combattuto fino alla fine, è una leggenda, lo è veramente". 

Combattivo fino all'ultimo

Combattivo lo è stato fino alla fine, e non solo per la sua salute: aveva 'salutato' la conquista della Casa Bianca da parte di Joe Biden, sottolineando che non era stata "una vittoria né giusta né corretta". "Non saremo docili come siamo stati in passato e non ci faremo da parte, aspettando le prossime elezioni", aveva avvertito.

E all'indomani dell'assalto dei sostenitori di Trump a Capitol Hill, il 6 gennaio, aveva rifiutato di prendere le distanze: "Molti conservatori, social media, dicono che qualsiasi violenza e aggressione è inaccettabile, a prescindere dalle circostanze. Sono contento che Sam Adams, Thomas Paine, i ragazzi del Tea Party, gli uomini a Lexington e Concord non la pensino così".

Anche l'ex presidente George W. Bush gli ha tributato omaggio, parlando di "uno spirito indomabile con un grande cuore". "Sebbene fosse sfacciato, a volte controverso e sempre supponente, ha espresso la sua opinione come una voce per milioni di americani e ha affrontato ogni giorno con entusiasmo".

Proprio la sua lingua tagliente e ironica, come la sua capacità di rivolgersi alle masse "ignorate dalle elite", era stata ricordata da Rudolph Giuliani che un anno fa, all'annuncio della scoperta del tumore, lo aveva osannato come un "innovatore". 

L'omaggio di Trump

 "Il suo onore, coraggio, forza e lealtà sono insostituibili": così lo ha ricordato Donald Trump, in una nota, rendendo omaggio all'amico scomparso. "Rush era un patriota, un alfiere della libertà, e una persona che credeva in tutta la grandezza che il nostro Paese sostiene. Rush era un mio amico e di milioni di americana una luce guida con la capacità di vedere la verità e di creare immagini vivide in radio". "Ci mancherà molto", ha concluso l'ex presidente.