L'Ue non includerà l'Irlanda del Nord nei controlli sull'export dei vaccini 

L'Ue non includerà l'Irlanda del Nord nei controlli sull'export dei vaccini 

Contrariamente alla intenzione iniziale, la Commissione "non fa scattare la clausola di salvaguardia", che le avrebbe consentito di derogare in via eccezionale al protocollo per i vaccini

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Boris Johnson, Ursula von der Leyen

AGI - Niente clausola di salvaguardia, nessuna deroga agli accordi relativi all'Irlanda del Nord, raggiunti nel quadro della Brexit. La Commissione europea ha dichiarato che non includerà l'Irlanda del Nord nel meccanismo di controllo delle esportazioni di vaccini annunciato in precedenza, dopo che le critiche britanniche l'accusavano di compromettere gli accordi sulla Brexit.

La decisione arriva dopo la pubblicazione di una versione con omissis del contratto siglata dalla Ue con AstraZeneca e l'annuncio di un meccanismo che permette a Bruxelles di bloccare l'export di vaccini prodotti su territorio Ue per affrontare la carenza delle forniture. "La Commissione garantirà che il Protocollo Irlanda/Irlanda del Nord non sia influenzato", ha annunciato l'esecutivo Ue, in un comunicato. Contrariamente, quindi, alla sua intenzione iniziale l'Unione "non fa scattare la clausola di salvaguardia", che le avrebbe consentito di derogare in via eccezionale a questo Protocollo per controllare il flusso dei vaccini.

Brexit garantisce confini aperti tra Ue e Irlanda del Nord

L'accordo sulla Brexit garantisce confini aperti tra Ue e Irlanda del Nord, senza controlli sulle merci esportate. L'articolo 16 del Protocollo sull'Irlanda del Nord, parte dell'accordo, permette però a Bruxelles e Londra di scegliere di sospendere qualsiasi punto considerino causa di "difficolta' economica, sociale o ambientale". Bruxelles aveva annunciato che avrebbe fatto scattare la clausola, con la conseguente introduzione di controlli al confine delle 'due Irlande' con l'obiettivo di evitare che forniture di siero entrassero per vie traverse nel Regno Unito.

Il premier britannico, Boris Johnson, aveva subito espresso "grave preoccupazione" sulle intenzioni della Ue in una telefonata con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che a suo volta - poco dopo in un tweet - ha annunciato di aver "concordato" col capo del governo di Londra "sul principio che non dovrebbero esserci restrizioni all'esportazione di vaccini da parte delle aziende che stanno adempiendo alle responsabilità contrattuali", ha scritto von der Leyen.

La presidente della Commissione Ue ha anche parlato con il premier irlandese, Micheal Martin, che ha poi accolto con favore la decisione di Bruxelles, definendola "uno sviluppo positivo viste le molte sfide che affrontiamo nel contrastare il Covid-19". La minaccia Ue di usare la clausola di salvaguardia era stata definita "giustificata" dal deficit di forniture di dosi, ma secondo la Bbc la marcia indietro della Commissione non ripara comunque quello che per molti è già un grave vulnus.

In passato, era stata Bruxelles ad ammonire Londra sul rispetto del Protocollo irlandese, delineato con fatica durante i negoziati sulla Brexit. Ora è stata la Ue a dare l'impressione di essere pronta a minare con leggerezza l'accordo, peraltro senza consultare uno Stato membro come la Repubblica d'Irlanda, rafforzando anche l'impressione del caos che circonda la campagna vaccinale europea.