Trump grazia Bannon e un imprenditore italiano, 143 gli atti di clemenza

Trump grazia Bannon e un imprenditore italiano, 143 gli atti di clemenza

Il presidente prima di lasciare la Casa Bianca ha concesso il "perdono totale" al suo ex consigliere e stratega. In totale 73 le persone graziate, tra cui l'uomo d'affari e playboy Tommaso Buti e il rapper Lil Wayne, 70 le pene commutate. Niente clemenza per Snowden e Assange

usa trump grazia bannon

© Drew Angerer/GettyImages/AFP -

AGI  - Dall'ex capo stratega della Casa Bianca Steve Bannon, al rapper Lil Wayne, dall'ex ingegnere di Google Anthony Levandowski all'imprenditore playboy italiano Tommaso Buti: è assai variegata la lista delle 73 persone che hanno ricevuto la grazia da Donald Trump nel suo ultimo giorno da presidente degli Stati Uniti, un numero al quale vanno aggiunte altre 70 persone che hanno goduto di una commutazione della pena.

Artefice della campagna elettorale che portò il magnate alla presidenza nel 2016, Bannon era stato accusato di appropriazione indebita di fondi raccolti per la costruzione di un muro anti migranti al confine tra Stati Uniti e Messico. Il 67enne ex direttore di 'Breitbart' era stato licenziato nell'agosto 2017 in seguito a una sua dichiarazione nella quale aveva contestato l'approccio dialogante adottato dalla Casa Bianca con la Corea del Nord.

Un perdono scontato

Il suo perdono era stato ampiamente anticipato dai media, che avevano parlato di un recente riavvicinamento tra lui e Trump, così come era atteso quello di Wayne, che rischiava fino a dieci anni di carcere per possesso illegale di un'arma da fuoco.

Ha "già pagato un prezzo significativo", secondo la nota della Casa Bianca, Levandowski, l'ex ingegnere di Alphabet che portò con sé i segreti industriali dell'auto elettrica di Google quando nel 2016 fondò la startup Otto, poi venduta a Uber. Condannato lo scorso agosto a 18 anni di prigione, Levandowski potrà ora, prosegue la nota, "mettere il suo talento al servizio della comunità".

L'imprenditore toscano

Quanto a Buti, la fine dell'inchiesta Usa sul crac della catena di ristoranti 'Fashion Cafe'' è una magra consolazione per l'imprenditore-playboy fiorentino, al quale la magistratura italiana ha inflitto lo scorso anno due condanne per bancarotta fraudolenta: cinque anni e dieci mesi per il fallimento di 'Sfere', la società collegata all'azienda di orologeria che portava il suo nome, e quattro anni e sei mesi per il crac del lussuoso locale fiorentino 'Nove'.

Nell'elenco non mancano figure vicine al presidente, come il consigliere Kenneth Kurson, arrestato per cyberstalking ai danni dell'ex moglie nell'ambito di un'inchiesta che Trump sostiene abbia ragioni politiche, ed Elliot Brody, dirigente finanziario della campagna elettorale repubblicana, condannato per aver aggirato le norme sui lobbisti in alcuni affari con soggetti cinesi e malesi.

I politici perdonati

Tra le personalità politiche di primo piano che hanno beneficiato della grazia figurano poi l'ex rappresentante repubblicano Rick Renzi, tre mandati alla Camera e due anni di condanna per corruzione e l'ex sindaco democratico di Detroit Kwame Kilpatrick, il cui mandato fu segnato da numerosi scandali. Numerose sono poi le commutazioni di lunghe pene detentive per reati non violenti legati agli stupefacenti.

I grandi assenti

Tra i grandi assenti figurano il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange, e la 'talpa' dell'Nsa, Edward Snowden, nonostante i numerosi appelli lanciati nei giorni scorsi. Non si è realizzato infine lo scenario, evocato più volte dai media, che avrebbe visto Trump perdonare se stesso. Il presidente uscente non ha adottato nessun provvedimento di clemenza nemmeno per il suo avvocato Rudolph Giuliani, come era pure stato ipotizzato da alcuni media.