Non solo paura e sdegno sui social per l'assalto a Capitol Hill

Non solo paura e sdegno sui social per l'assalto a Capitol Hill

Le conversazioni crescono molto rapidamente, quasi 100 mila condivisioni su Twitter. Prevalente disapprovazione ma in molti esprimono gioia. Tra i politici italiani osserviamo un bilanciamento nell’utilizzo dei social

AGI - Il Congresso americano è sotto attacco, preso d’assalto dai sostenitori di Donald Trump durante la riunione per ratificare l'elezione di Joe Biden a nuovo presidente degli Stati Uniti. La folla dei manifestanti ha aperto le barriere protettive messe in atto dalla polizia e poi ha addirittura fatto irruzione nelle aule. Il bilancio è pesante, cinque morti (quattro manifestanti e un agente di sicurezza), e una ferita profondissima all’immagine e alla democrazia. Il mondo assiste incredulo e preoccupato.

In Italia sui social la curva delle conversazioni si è impennata in concomitanza con lo svolgimento dei fatti e la condivisione delle informazioni sui principali media mainstream. In poche ore si sono superate i 35mila post, generando quasi 100mila condivisioni. Un’escalation di annunci, dubbi, paure, concentrate sull’assalto al Parlamento americano, in grado di distogliere completamente l’attenzione dell’audience sul Covid, i vaccini e le discussioni all’interno della maggioranza che sostiene il Governo.

Oltre al commento real time dei fatti, I temi al centro della discussione sono stati Trump, gli spari, il coprifuoco, Biden e le vittime accertate. Paura, sgomento, sentiment inequivocabilmente negativo, contenuti ad alto tasso emotivo con paura (2%), tristezza (9%), disapprovazione (54%), rabbia (19%).

Ma non manca chi solidarizza con i manifestanti che hanno fatto irruzione, pubblicando contenuti sui social con il 7% di ammirazione, e il 6% persino di gioia. Un disordine collettivo, un problema di ordine pubblico, un episodio senza precedenti recenti nelle democrazie occidentali che tuttavia sulle principali piattaforme social media provoca divisioni e diverse interpretazioni.

Nelle ultime ore su Twitter si è persino imposta una discussione sulla morte di Carlo Giuliani, il manifestante che prese parte alle proteste del movimento no-global, rimasto ucciso durante i fatti del G8 di Genova nel 2001, in uno scontro con i carabinieri. Il nome Carlo Giuliani è entrato tra i trending topics innescando una forte polemica, proprio perché in queste ore si fanno paragoni con la morte di Ashli ​​Babbitt veterana dell'aeronautica californiana supporter di Donald Trump.

 

Analizzando le conversazioni dell’audience tra le frasi più usate troviamo oltre ad “attacco alla democrazia”, “limitiamoci a chiamarli criminali”, anche “spero accada in Italia” rilanciando una frase di Vittorio Sgarbi pronunciata in una trasmissione televisiva, che sta diventando virale.

Restringendo l’analisi alle conversazioni dei politici italiani notiamo un insolito bilanciamento dei commenti e dell’utilizzo dei social tra centro-destra e forze che sostengono il Governo: abituati a osservare un utilizzo quotidiano e frequente da parte di Lega e Fratelli d’Italia, in questo caso sono il Partito Democratico, Italia Viva e il Movimento 5 Stelle ad essere i più attivi, sebbene con delle differenze al loro interno.

I riferimenti a Donald Trump nei contenuti pubblicati da esponenti del Movimento 5 Stelle sono praticamente assenti, concentrandosi sull’attacco alle istituzioni e alla democrazia. mentre molti esponenti del PD identificano nel Presidente americano attualmente in carica, il mandante dei disordini.

Toni decisamente diversi da parte di Lega e Fratelli d’Italia, con prese di posizioni più sfumate e un approccio ai fatti di Washington completamente differente.