Twitter ha bandito Trump in modo definitivo

Twitter ha bandito Trump in modo definitivo

Il social network blocca del tutto il profilo privato e temporaneamente quello presidenziale del magnate: "Rischi di nuove istigazioni alla violenza". Il presidente pensa a una propria piattaforma: "Non saremo messi a tacere"

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© AFP - Donald Trump

AGI - Donald Trump è stato bandito definitivamente da Twitter, che ha prima chiuso in modo definitivo il suo profilo privato e poi ha sospeso quello presidenziale. Il magnate, che aveva nel social di Jack Dorsey il suo canale digitale preferito per rivolgersi ai suoi, grida alla lesione della libertà d'espressione e valuta la creazione di una piattaforma tutta sua. Wall Street non sembra aver preso bene la notizia, con il titolo della compagnia giù del 2% nelle negoziazioni afterhour. 

L'azienda di San Francisco ha spiegato la sua decisione evocando i rischi di "nuove istigazioni alla violenza" da parte del presidente Usa uscente, due giorni dopo i disordini dei suoi sostenitori che hanno invaso il Campidoglio per diverse ore. Il social network aveva già cancellato diversi tweet di Trump, che ha continuato a contestare la validità delle elezioni presidenziali, e aveva sospeso il suo account per dodici ore prima di riattivarlo nella giornata di ieri. Anche altre piattaforme - come Facebook, SnapChat e Twitch - hanno sospeso nei giorni scorsi il profilo di Trump a tempo indeterminato. Nessuno di questi blocchi è però significativo come quello attuato da Twitter, la rete sociale favorita di Trump sin da quando era in campagna elettorale nel 2016, un account che contava fino a oggi 88 milioni di follower.

"Le nostre regole di interesse pubblico esistono per consentire alle persone di ascoltare direttamente ciò che i funzionari eletti e i leader politici hanno da dire", ha aggiunto la società, "tuttavia, abbiamo chiarito per anni che questi account non sono completamente al di sopra delle nostre regole e che non possono utilizzare Twitter per incitare alla violenza, tra le altre cose".

Gli ultimi "cinguettii"

Sono stati due i tweet che hanno portato Twitter a prendere la decisione di rimuovere definitivamente l'account di Trump. Nel primo il magnate ha dichiarato: "I 75.000.000 di grandi patrioti americani che hanno votato per me, UNITED STATES FIRST e MAKE AMERICA GREAT AGAIN, avranno una VOCE DA GIGANTE in futuro. Non subiranno mancanze di rispetto o trattamenti ingiusti in alcun modo o forma!" Nel secondo, il presidente uscente ha annunciato: "A tutti quelli che me lo hanno chiesto, non andrò all'inaugurazione del 20 gennaio", riferendosi all'insediamento del presidente eletto Joe Biden.

Twitter ha ritenuto che questo annuncio "viene ricevuto da molti dei suoi seguaci come una conferma che le elezioni non erano legittime e come un'inversione del suo precedente impegno" per una "transizione ordinata" il 20 gennaio. Inoltre, quel tweet "può anche servire da incoraggiamento a coloro che potrebbero considerare atti violenti (mettendo in chiaro) che l'inaugurazione sarebbe un obiettivo 'sicuro', perche' non parteciperà", ha aggiunto Twitter.

"L'uso delle parole 'patrioti americani' (nel primo tweet) per descrivere alcuni dei loro seguaci viene anche interpretato (in rete) come sostegno a coloro che hanno commesso atti violenti a Capitol Hill", hanno continuato i responsabili della rete sociale. Infine, hanno indicato che la promessa che i suoi seguaci avranno una "VOCE GIGANTE in futuro" e che "non subiranno mancanze di rispetto" viene presa sulle reti come un segno che Trump "non intende facilitare un 'ordinata transizione" ma continuare" a sostenere, responsabilizzare e proteggere coloro che credono di aver vinto le elezioni ".

Quella adottatta da Twitter è una misura straordinaria, per anni il social network ha rifiutato di censurare i tweet di Trump considerando che erano di interesse pubblico dato il suo status di presidente, ma recentemente ha iniziato ad etichettarli con avvertimenti che contraddicevano fatti o dati ufficiali, soprattutto per quanto riguarda i risultati delle elezioni di novembre.

Le accuse di Trump: "Cospirazione per farmi tacere"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accusato Twitter di aver cospirato con i suoi nemici politici "per farmi tacere". "Twitter è andato sempre più in là nel vietare la libertà di parola, e questa sera i dipendenti di Twitter si sono coordinati con i Democratici e la Sinistra Radicale nel rimuovere il mio account dalla loro piattaforma, per zittirmi - e TU, i 75 milioni di grandi patrioti che hanno votato per me", ha detto in una serie di tweet dall'account ufficiale @POTUS. Twitter ha prima cancellato il post e poi sospeso anche l'account ufficiale della presidenza degli Stati Uniti.

"Usare un altro account per evitare la sospensione è contro le nostre regole - ha spiegato un portavoce di Twitter - Abbiamo quindi preso provvedimenti contro i recenti tweet sull'account @POTUS". La società ha fatto sapere che "gli account governativi come @POTUS e @WhiteHouse non verranno sospesi in modo permanente, ma adotteremo misure per limitarne l'utilizzo".

"Avevo previsto che ciò sarebbe accaduto", ha denunciato Trump in un successivo comunicato, annunciando che sta valutando la creazione di una sua "piattaforma". "Non saremo messi a tacere", ha aggiunto, "abbiamo negoziato con molti altri siti e presto avremo un grande annuncio".