Germania: il ministro della Salute Spahn punta alla cancelleria

Germania: il ministro della Salute Spahn punta alla cancelleria

I media tedeschi svelano le manovre del ministro in vista del congresso della Cdu del 15 e 16 gennaio

Germania manovre Spahn cancelliere

© MICHELE TANTUSSI / REUTERS/POOL / DPA PICTURE-ALLIANCE VIA AFP - Jens Spahn

AGI – Tutti gli occhi dei palazzi di potere in Germania in queste ore sono puntati su Jens Spahn. Il ministro tedesco della Sanità avrebbe dato il via alle manovre per essere il prossimo candidato cancelliere dei cristiano-democratici. Lo scrivono, in particolare, lo Spiegel e la Bild: sull’onda di una popolarità in forte crescita, favorita in buona parte dalla sua gestione della crisi da coronavirus (tanto che secondo un recente sondaggio Kanter avrebbe superato persino i consensi di Angela Merkel), il quarantenne Spahn ha sondato presso molti ‘big’ della Cdu la possibilità di condurre lui la corsa alla cancelleria per le elezioni federali del 26 settembre.

La questione è scottante. Tra pochi giorni (il 15 e il 16 gennaio) si tiene il congresso nazionale del partito che fu di Adenauer e di Kohl, dove i 1001 delegati sono chiamati ad eleggere il successore di Annegret Kramp-Karrenbauer, che è dimissionaria sin dallo scorso febbraio.

I candidati ufficiali alla leadership della Cdu sono l’iper-liberista Friedrich Merz, il presidente della Commissione Esteri ed il governatore del Nord-Reno Vestfalia Armin Laschet. Spahn è in corsa solo come ‘secondo’ in ticket con quest’ultimo, nel senso che se sarà Laschet a vincere, il ministro alla Salute sarà il suo vice. In realtà le sue ambizioni sarebbero ben maggiori.

A quanto scrive lo Spiegel, Spahn avrebbe telefonato a numerosi tra deputati dei Laender, colleghi del gruppo parlamentare e funzionari cristiano-democratici per capire quale sia la loro posizione in merito ad una sua possibile candidatura alla successione di Frau Merkel. Il settimanale afferma anche esplicitamente che il giovane titolare del dicastero della salute si sarebbe mosso “indicando il suo status, nei sondaggi, di politico più popolare in Germania”.

Da parte sua la Bild cita un “capogruppo regionale” della Cdu secondo il quale il ministro alla Sanità “ha chiarito di essere aperto ad una candidatura per la cancelleria se fino a marzo i sondaggi fossero più favorevoli a lui che a Laschet”. L’altra manovra che viene attribuita a Spahn è quella di aver tentato di invertire il proprio ruolo con quello di Laschet nel ticket per diventare capo del partito, avendo incassato in questo senso l’appoggio non solo di alcuni giovani deputati Cdu, ma anche del vicesegretario Volker Bouffier. Un portavoce del ministero della Salute smentisce le presunte manovre di cui riferiscono Spiegel e Bild: “No, non è vero”.

La questione è intricata e accresce ancora di più la suspense in vista dell’imminente congresso: un po’ perché nei sondaggi Spahn batte di numerosi punti tutti i tre i candidati alla guida della Cdu (nessuno dei quali supera il 30% del favore degli elettori dell’unione cristiano-democratica), un po’ perché diversi esponenti di primissimo piano negli ultimi giorni hanno aperto a scenari nei quali il candidato al ‘Kanzleramt’ non necessariamente debba essere il capo del partito, non ultimi pesi da novanta come il capogruppo Ralph Brinkhaus e il presidente del Bundestag Wolfgang Schaeuble.

Evidente che sia parso un riferimento a Spahn, anche in considerazione della debolezza dei tre sfidanti Merz, Laschet e Roettgen. Superati, nel favore dei tedeschi non solo dal ministro alla Salute, ma anche da Markus Soeder – governatore bavarese e leader della Csu, il partito ‘fratello’ della Cdu – come possibile nuovo cancelliere: secondo un rilevamento diffuso ieri dall’emittente Ard, il 55% degli interpellati preferisce l’uomo forte della Baviera. 

Sempre per quel che riguarda la scelta di chi verrà mandato a correre come cancelliere, la leader uscente della Cdu Kramp-Karrenbauer ha affermato oggi “che è ancora tutto possibile”. Traduzione: niente automatismi, solo in primavera si deciderà chi correrà a prendere il posto oggi occupato per 16 anni da quella che Forbes continua a chiamare “la donna più potente del mondo”.