Guterres propone l'invio di osservatori internazionali in Libia

Guterres propone l'invio di osservatori internazionali in Libia

Il segretario generale dell'Onu chiede di affidare il monitoraggio della tregua a un gruppo civili ed ex militari appartenenti a Unione Africana, Ue e Lega Araba.

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Antonio Guterres

AGI -  Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha proposto l'invio di osservatori internazionali in Libia per monitorare il rispetto del fragile cessate il fuoco raggiunto lo scorso 23 ottobre. La richiesta è contenuta in una lettera inviata al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, della quale France Presse ha preso visione.

Guterres suggerisce la creazione di un gruppo di monitoraggio che contenga civili ed ex militari membri di associazioni regionali come l'Unione Africana, l'Unione Europea e la Lega Araba. Guterres ha poi fatto appello a tutte le nazioni perché rispettino l'embargo sulla vendita di armi alla Libia e ha chiesto l'allontanamento di tutte le milizie straniere, tra le condizioni principali dell'intesa di pace. 

Sono 20 mila i miliziani stranieri ancora in Libia

"Chiedo a tutte le parti in causa nazionali, regionali e internazionali di rispettare quanto previsto dall'accordo di cessate il fuoco e assicurare la sua applicazione senza ritardi", si legge nella lettera di Guterres, che ha la data di martedì scorso. "Incoraggio - prosegue il testo - gli Stati membri e le organizzazioni regionali di sostenere la messa in opera del meccanismo di cessate il fuoco, anche fornendo osservatori internazionali sotto l'egida delle Nazioni Unite".

Il cessate il fuoco prevede che tutte le milizie straniere lascino il Paese in tre mesi. All'inizio di dicembre, secondo l'inviata Onu Stephanie Williams, restavano in Libia 20 mila tra militari stranieri e mercenari, in quella che Williams ha definito una "scioccante violazione della sovranità libica".

La tensione rimane alta

Nei caotici anni seguiti alla deposizione, nel 2011, del colonnello Muammar Gheddafi, Khalifa Haftar, il generale che controlla la Cirenaica, ha goduto dell'appoggio di Russia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. La scorsa estate l'offensiva di Haftar contro Tripoli era stata però respinta alle porte di Sirte grazie al decisivo sostegno della Turchia al Governo di Accordo Nazionale, guidato da Fayez al Serraj.

Proprio l'area intorno Sirte, secondo Guterres, dovrebbe essere la prima a vedere schierati gli osservatori internazionali, che dovrebbero accompagnare le forze libiche nell'assicurare che vengano rispettate le condizioni del cessate il fuoco e nella rimozione di mine e altri esplosivi. Gli osservatori, nella proposta del segretario generale dell'Onu, dovrebbero poi estendere le operazioni ad altre zone del Paese finché non potranno essere rimpiazzati da forze di sicurezza nazionali espressione di tutta la Libia.

Per quanto il cessate il fuoco sia stato in larga parte rispettato, rimane molto alta la tensione tra le fazioni che si contendono il Paese. Haftar ha di recente giurato di "cacciare l'occupante con la fede, le volonta' e le armi". Ankara ha risposto minacciando il "criminale di guerra" di rappresaglia in seguito a qualsiasi iniziativa militare.