L'Europa saluta il V Day contro il Covid

L'Europa saluta il V Day contro il Covid

Parte la somministrazione delle prime dosi del vaccino. Per la presidente della Commissione Ue, Von der Leyen, momento  di unità e storia di successo ma parte dell'opinione pubblica resta diffidente

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© AFP - Il vaccino Biontech

AGI - In tutte le nazioni dell'Unione Europea è iniziata la campagna vaccinale contro il coronavirus, con la somministrazione delle prime dosi del siero di Pfizer/BioNTech. Per la presidente della Commissione Ue,  Ursula Von der Leyen,  il "V-Day" è un "toccante momento di unità e una storia di successo europa" che "ci aiuterà a riavere gradualmente indietro le nostre vite normali".

La campagna è iniziata ieri con un giorno di anticipo in Ungheria e Slovacchia e sabato è stata somministrata la prima dose anche in Germania, a una donna di 101 anni ospite di una casa di riposo. In Italia la prima persona a ricevere l'iniezione è stata un'infermiera ventinovenne dello Spallanzani, Claudia Alivernini. "Lo dico col cuore: vacciniamoci per noi, per i nostri cari e per la comunità" sono state le sue parole. Un'altra infermiera, Efstathia Kampissiouli, è stata invece la prima a vaccinarsi in Grecia, parlando di "un grande onore" e mostrando le dita nel segno della V: V come vaccino ma anche V come vittoria.

 In Spagna e in Francia sono invece stati due anziane ospiti di case di riposo le prime persone a ricevere il farmaco. La novantaseienne Araceli Rosario Hidalgo Sanchez, vaccinata in diretta tv, ha detto sorridendo di non aver sentito "nulla". A dare via al V-Day a Parigi è stata invece la settantottenne Mauricette, tra gli applausi del personale medico. "Abbiamo una nuova arma contro il virus: il vaccino", ha twittato il presidente transalpino, Emmanuel Macron.

Di un "raggio di luce nelle tenebre" ha parlato invece il primo ministro svedese, Stefan Lofven. Per il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, "il 27 dicembre del 2020 è un giorno storico: la vaccinazione è l'inizio della vittoria contro la pandemia nonché un punto di svolta". Kurz ha incontrato oggi a Vienna Theresia Hofer, la prima paziente vaccinata in Austria, una donna di 84 anni che ha detto di voler "finalmente rivedere i suoi figli, nipoti e pronipoti".

Oltre ai 27, anche Gran Bretagna, Usa, Russia, Cina, Arabia Saudita, Svizzera, Serbia e Singapore hanno iniziato la campagna vaccinale. Da Mosca è arrivata oggi la conferma che il presidente Vladimir Putin riceverà una dose dello Sputnik V di fabbricazione russa. E' invece in ritardo sulla tabella di marcia la Turchia, che dovrebbe iniziare domani salvo nuovi rinvii. 

Un'altra buona notizia arriva da AstraZeneca, il cui siero sarebbe in dirittura d'arrivo e si candida a diventare il terzo a essere distribuito in Europa dopo quelli di Pfizer/BioNTech e Moderna. L'amministratore delegato della casa farmaceutica, Pascal Soriot, ha annunciato di aver chiesto l'autorizzazione di emergenza alle autorità britanniche e ha assicurato di aver trovato una "formula vincente" che rende il farmaco "efficace al 100%". Nel vaccino di AstraZeneca sono riposte le speranze dei Paesi in via di sviluppo, dati i costi più moderati e la maggiore facilità di trasporto e conservazione rispetto alla concorrenza. La prima nazione a dare il via libera al siero sviluppato dall'azienda insieme all'università di Oxford potrebbe essere, la settimana prossima, l'India.

  C'è però un ostacolo da superare: la diffidenza di una parte consistente dell'opinione pubblica nei confronti del vaccino. In Francia, ad esempio, secondo un sondaggio del Journal du Dimanche ben il 56% dei cittadini non intenderebbe farsi iniettare il siero. Con numeri simili, un arginamento rapido del contagio sarà molto più complicato.

Tutti i Paesi europei riceveranno un numero di vaccini proporzionato alla popolazione. La Commissione Europea ha ordinato 300 mila dosi del vaccino di Pfizer/BioNTech, l'unico finora ad aver ricevuto la luce verde dell'Ema, ed entro la fine dell'anno ne saranno distribuite 12,5 milioni. Il V-Day sarebbe dovuto partire con la consegna, il 26 dicembre, di una prima partita non superiore alle 10 mila dosi, un quantitativo simbolico per avviare la campagna vaccinale. Se l'Italia, la Spagna e la maggior parte degli Stati membri hanno ricevuto 9.750 dosi, in linea con quanto previsto, la Francia ne ha però ricevuto circa il doppio: 19.500, mentre in Germania sono già giunte ben 151.125 dosi, 18 mila delle quali solo a Berlino.