L'Ue trova l'accordo sul Recovery Fund, e l'acconto per l'Italia aumenta

L'Ue trova l'accordo sul Recovery Fund, e l'acconto per l'Italia aumenta

Il nostro Paese potrà ottenere subito un anticipo di 20-21 miliardi di euro sul totale di circa 209 miliardi previsti. Conte: "L'accordo è un'ottima notizia". L'Italia ha presentato una bozza di piano di utilizzo dei fondi

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commissione europea (Afp)

AGI - Parlamento e Consiglio Ue hanno raggiunto un accordo sulla Recovery and Resilience Facility, la cassa di sussidi e prestiti destinata direttamente ai Paesi membri nell'ambito del piano di ripresa economica Next Generation EU e che assegna all'Italia un totale di circa 209 miliardi di euro.

Giuseppe Conte saluta come "un'ottima notizia gli accordi sul bilancio pluriennale europeo e del Next Generation Eu", oltre a quello sul Recovery, e il presidente del Consiglio osserva anche che sul dossier Next Generation Eu "siamo in dirittura d'arrivo". 

Secondo l'accordo, i finanziamenti saranno a disposizione dei governi per tre anni e ne potranno richiedere un prefinanziamento fino al 13%, in aumento rispetto al 10% concordato a luglio dai leader, erogabile non appena saranno approvati i piani di ripresa e resilienza.

Eurodeputati e presidenza tedesca del Consiglio Ue hanno concordato che i piani nazionali, per essere ammissibili al finanziamento, dovranno riguardare sei ambiti politici di rilevanza europea: transizione verde, trasformazione digitale, coesione economica e competitività, coesione sociale e territoriale, reazione e preparazione alle crisi, politiche per le nuove generazioni.

La Recovery and Resilience Facility sarà a disposizione dei soli Stati membri che rispettano lo stato di diritto e i valori fondamentali dell'Unione europea, si precisa nel testo.

Almeno il 37% del budget assegnato a ogni Paese dovrà contribuire alla transizione verde e dunque alla riduzione di CO2 e gas serra. Almeno il 20% dei fondi assegnati sarà invece da investire in digitalizzazione.

Come suddividere i fondi

Secondo l'accordo concluso, i piani dovranno avere un impatto duraturo sui Paesi Ue, sia in termini sociali che economici. Durante l'attuazione dei piani, la Commissione europea - responsabile del monitoraggio - può essere invitata ogni due mesi dalle commissioni del Parlamento europeo per discutere lo stato della ripresa dell'Ue, gli obiettivi e le tappe fondamentali attuate dagli Stati membri.

Con l'accordo sul Recovery Fund concluso la notte scorsa, "abbiamo ottenuto un aumento del 30% del prefinanziamento del piano di Recovery" e "per l'Italia si passa dai 15 ai 20-21 miliardi, un risultato importante", ha detto Irene Tinagli, eurodeputata del Pd e presidente della commissione Affari economici del Parlamento europeo.

La quota del prefinanziamento della Recovery and Resilience Facility - passata dal 10% concordato dai leader a luglio al 13% stabilito in nottata - apre la strada a "un anticipo che consentirà ai Paesi di partire con gli investimenti", ha aggiunto Tinagli.

"Mi sono sentita molto orgogliosa di guidare la squadra negoziale del Parlamento costituita da persone di Paesi diversi e partiti diversi, ma tutti con lo stesso obiettivo", ha concluso in un intervento durante l'evento online "Nuovo bilancio e Next Generation EU: un piano europeo per far ripartire l'Italia" organizzato dal Parlamento europeo e dalla Commissione.

La bozza italiana

"L'Italia ha già mandato una bozza di piano di riforme e ora la analizzeremo", ha detto il commissario europeo al Bilancio Johannes Hahn. "L'obiettivo - ha ricordato Hahn - è quello di agevolare la ripresa del Paese, ma anche renderlo più resiliente".

A livello europeo "quello che serve adesso è la ratifica nazionale in tutti e 27 i Paesi Ue del pacchetto finanziario" che mette assieme il bilancio pluriennale europeo e il Recovery Fund "e bisogna ricordare che in 23 Stati membri è prevista l'approvazione del Parlamento nazionale", un processo che "normalmente chiede due anni", ma che ora dovrà avvenire "in settimane o al massimo in pochi mesi", ha sottolineato Hahn

"La Recovery and Resilience Facility apre la strada all'Europa non solo per ricostruire la sua economia dopo la pandemia, ma anche per trasformarla" ha commentato il commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni, dopo la conclusione dell'accordo tra Parlamento e Consiglio Ue sulla cassa di sussidi e prestiti.

"Desidero ringraziare la presidenza tedesca" del Consiglio Ue "e i negoziatori del Parlamento europeo per aver contribuito a realizzare questo solido accordo", scrive Gentiloni.

"Ora - aggiunge l'ex presidente del Consiglio italiano - abbiamo un'opportunità unica per mantenere i nostri impegni ambientali, per accelerare la transizione digitale, per aumentare le competenze e affrontare le disuguaglianze".

"La Commissione e le autorità nazionali devono collaborare per approvare rapidamente e quindi attuare efficacemente una serie di piani nazionali ambiziosi e credibili", auspica Gentiloni. "Mentre questo anno triste volge al termine, guardiamo avanti al 2021 con ottimismo e determinazione", conclude il commissario all'Economia.