"Via il Babbo Natale negro", e tutto il paese lo adotta

"Via il Babbo Natale negro", e tutto il paese lo adotta

Una decorazione natalizia sta spopolando a Lakewood, sobborgo di North Little Rock, Arkansas. I babbi Natale neri

usa babbo natale nero

AGI - Una decorazione natalizia sta spopolando lungo i vialetti di Lakewood, sobborgo di North Little Rock, Arkansas. Sono i babbi Natale neri: i pupazzi gonfiabili di Santa Claus dai tratti afroamericani, comparsi sul prato di quasi tutte le case. Tutto è iniziato alla vigilia della festa del Ringraziamento, quando Chris Kennedy, afroamericano di 33 anni, ha ricevuto una lettera firmata Babbo Natale in cui gli si intimava di "rimuovere il Babbo Natale negro dal giardino".

"Non provare - continuava la lettera, pubblicata dal Washington Post - a ingannare i bambini raccontandogli che sono un negro. Sono un caucasico, che per te significa uomo bianco, e lo sono sempre stato. La tua invidia per la mia razza non puo' essere una scusa per la tua disonestà". La lettera conclude con l'augurio che la famiglia Kennedy si trasferisca in un quartiere piu' vicino "alla vostra razza".

A novembre Kennedy, insieme alla figlia Emily di quattro anni, aveva decorato la casa come ogni anno. Sul prato erano comparsi un abete e un Babbo Natale con la pelle scura perchè Emily sentisse la tradizione più vicina a lei. Il giovane papà ha presentato denuncia e poi raccontato la storia su Facebook, chiedendosi se fosse il posto giusto per far crescere la figlia.

Tutta Lakewood si è mobilitata, non solo inondando di messaggi di solidarietà il profilo Facebook di Kennedy ma riempiendo di "black Santas", babbi Natale neri, i giardini delle case. Chip Welch è stato uno dei primi: "Quello che è successo - ha raccontato al Post - non rispecchia Lakewood, e di certo non rispecchia il paese in cui voglio vivere".

"Appena ho letto la notizia - ha aggiunto Paula Jones, nel direttivo del comitato di quartiere - mi sono chiesta dove potessi comprarne uno". Le richieste sono state cosi' tante che alcuni sono in lista di attesa, come Tim Giattina: "Quella lettera non ci rappresenta, e non rappresenta il Natale. Non c'è posto qui per il razzismo, e vogliamo dimostrarlo in ogni modo". Da parte loro, i Kennedy hanno riacquistato fiducia nel vicinato: "Dopo tutto quello che è successo, crediamo che questo sia davvero il posto giusto per far crescere Emily".