Israele è più vicino a nuove elezioni anticipate

Israele è più vicino a nuove elezioni anticipate

La mozione per lo scioglimento della Knesset presentata dai partiti d'opposizione Yesh Atid e Meretz è passata per 61 voti a 54, aprendo la strada a un lungo iter che potrebbe portare al ritorno alle urne, le quarte in meno di due anni

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© Afp - Benjamin Netanyahu e Benny Gantz

AGI - Israele è un passo più vicino a nuove elezioni anticipate, le quarte in meno di due anni: la mozione per lo scioglimento della Knesset presentata dai partiti d'opposizione Yesh Atid e Meretz è passata per 61 voti a 54, aprendo la strada a un lungo iter che si potrebbe concludere con il ritorno alle urne tra marzo e giugno 2021.

A dare l'impulso decisivo è stato il partito Blu e Bianco di Benny Gantz, ormai ex alleato nel governo di coalizione guidato da Benjamin Netanyahu, che ieri ha annunciato il suo sostegno all'iniziativa degli ex alleati centristi. I due leader, seduti accanto sugli scranni del governo, si sono platealmente ignorati, guardando ciascuno dall'altra parte.

"Chiedo alla Knesset di votare in favore di questa mozione per permettere al popolo d'Israele di scegliere un governo che abbia a cuore sinceramente il suo benessere" è l'appello lanciato dal leader dell'opposizione, Yair Lapid, presentando il testo in aula. "Siamo qui perché è arrivato il momento di fermare la rabbia, l'odio e il malgoverno e finché lui è lì, non succederà", ha sottolineato, guardando a Netanyahu.

Nitzan Horowitz, a capo del partito di sinistra Meretz, non ha dimenticato di ricordare la 'responsabilità' di Gantz in questa situazione per aver acconsentito a fare un governo di unita' nazionale con il Likud nel maggio scorso. Spero che gli elettori abbiano imparato la lezione di non sostenere "cavalli di Troia che sputano loro in faccia", e' stato il commento mordente.

L'ex capo di Stato maggiore si era presentato unito con il centro-sinistra durante le ultime tre campagne elettorali ma dopo il voto di marzo ha voltato le spalle agli alleati, giustificando la scelta con la necessità di sbloccare l'impasse che durava da quasi due anni e dare un esecutivo al Paese nel mezzo dell'epidemia di Covid.

Insieme all'opposizione centrista (17 voti), si sono schierati i tre deputati di Meretz, i 5 parlamentari dell'ultra-nazionalista Yamina, il partito Yisrael Beiteinu di Avigdor Liberman (7), i due di Derech Eretz e i due ministri laburisti insieme alla deputata laburista Merav Michaeli; a loro si sono uniti i parlamentari della Lista Unita araba (11, senza i 4 deputati di Ra'am che si sono astenuti) e di Blu e Bianco (13 voti), raggiungendo 61 voti.

Gantz ieri, annunciando il voto a favore della mozione di sfiducia, aveva attaccato duramente Netanyahu ma poco prima di entrare in aula ha lasciato intendere che c'è spazio per evitare il ritorno alle urne e, in un gesto di apertura, ha rinviato di una settimana la presentazione di un disegno di legge sull'uguaglianza, duramente contestato dal Likud. Se Netanyahu approva il bilancio tutto andrà a posto.

Tutto ciò che puo' evitare le elezioni è benvenuto, la soluzione migliore è che il bilancio sia approvato e che questo governo continui a funzionare", ha sottolineato il ministro della Difesa. Proprio la legge di bilancio è il vero terreno di scontro tra le due anime dell'esecutivo: in base al complicato accordo per la coalizione raggiunto ad aprile scorso dai due ex contendenti, se il governo non riesce a passare il budget completo, Netanyahu ha mano libera nell'indire nuove elezioni senza dover passare a Gantz la premiership ad interim.

Stando ai sondaggi, entrambi hanno interesse a trovare un compromesso per evitare nuove elezioni: è probabile che il Likud rimanga primo partito in Israele ma con un numero di seggi inferiore rispetto ad ora, senza avere i numeri necessari per realizzare un esecutivo; da parte sua, durante l'esperienza di governo, Blu e Bianco è crollato nelle preferenze.

L'approvazione odierna non porta automaticamente alla caduta del governo: la mozione di sfiducia deve prima passare per una commissione interna e poi tornare in plenaria per altre tre letture. Solo allora la Knesset verrà sciolta e i deputati dovranno decidere la data delle nuove elezioni, da tenere tra marzo e giugno 2021.

Se la mozione invece non dovesse concludere l'iter, il governo ha fino al 23 dicembre per far passare il bilancio 2020; in caso contrario il Parlamento verrà automaticamente sciolto, con un ritorno alle urne fissato per il 23 marzo 2021, le quarte elezioni in due anni.