Dai soldi di Gheddafi agli elicotteri kazaki, tutti i guai giudiziari di Sarkozy

Dai soldi di Gheddafi agli elicotteri kazaki, tutti i guai giudiziari di Sarkozy

Al via il processo per corruzione nei confronti dell'ex presidente francese. Si tratta di un caso senza precedenti nella storia della V Repubblica ma "l'affaire Azibert" non è affatto l'unica grana con la legge nel passato dell'ex capo di Stato

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© Patrick Kovarik/AFP - Gheddafi e Sarkozy nel 2007

AGI - Occhi puntati sul tribunale di Parigi per l'attesa apertura del processo per il caso Azibert: per la prima volta nella storia della V Repubblica un ex presidente, il 65enne Nicolas Sarkozy, viene processato per corruzione. Ma 'l'affaire Azibert' è solo uno dei diversi guai giudiziari che negli ultimi anni hanno visto coinvolto l'ex capo dello Stato di centrodestra, in carica dal 2007 al 2012 - sia come imputato che come coimputato, persona informata dei fatti o testimone - e per alcuni dei quali è già stato prosciolto.

L'affare Azibert

Sulla base di intercettazioni telefoniche di conversazioni tra Sarkozy e il suo storico legale Thierry Herzog, l'ex presidente è stato posto in custodia cautelare il 1 luglio 2014 dall'ufficio anti-corruzione, quindi formalmente incriminato per corruzione attiva, traffico d'influenza attivo e violazione del segreto professionale. Tramite il suo avvocato, Sarkozy ha cercato di ottenere informazioni dal magistrato Gilbert Azibert in merito all'inchiesta sul possibile finanziamento libico della campagna 2007, promettendo in cambio un incarico di prestigio a Monte Carlo. L'inchiesta è conclusa e la Corte di cassazione ha convalidato le registrazioni telefoniche. Nel maggio 2016 la corte di appello di Parigi ha cancellato alcuni atti dell'inchiesta, ritardando la prospettiva di un processo per i tre. Lo scorso 18 giugno la Corte di cassazione ha respinto i vari ricorsi presentati da Sarkozy, Herzog e Alibert. Due questioni prioritarie di costituzionalità formalizzate dalla difesa dell'ex presidente sono state anch'esse respinte, aprendo la strada al processo. 

Finanziamenti illegali dalla Libia

Da aprile 2013 la giustizia francese indaga su finanziamenti illegali del regime libico di Muammar Gheddafi a sostegno della corsa all'Eliseo di Sarkozy nel 2007. Una clamorosa vicenda politico-giudiziaria fatta scattare dal sito d'informazione indipendente Mediapart, che ha rivelato l'esistenza di un taccuino nel quale erano segnati gli estremi di tre versamenti a suo favore. Un taccuino che era in possesso dell'ex ministro del Petrolio libico, Choukri Ghanem, ritrovato morto annegato a Vienna nell'aprile 2012. Centinaia di documenti e testimonianze, sospetti e prove hanno fatto emergere un vero e proprio "sistema Sarkozy", una rete di personalità francesi e libiche coinvolte direttamente e indirettamente nella vicenda libica, ormai tutte identificate. Un caso complesso che racchiude interessi politici, diplomatici ed economici, con numerose zone d'ombra e incertezze che le indagini hanno chiarito. Dopo essere stato ascoltato dalla polizia giudiziaria finanziaria, il 21 marzo 2019, l'ex presidente è stato incriminato per corruzione passiva, finanziamento illegale di campagna elettorale e occultamento di appropriazione indebita di fondi pubblici libici.

La Campagna 2012 e l'affare Bygmalion

Nel febbraio 2017 Sarkozy è stato rinviato a giudizio per finanziamento illegale della campagna elettorale del 2012, per aver consapevolmente sforato il tetto delle spese consentito di 22,5 milioni di euro, spendendone altri 20,5. La vicenda è nota come "affaire Bygmalion", che coinvolge altre 13 personalità e la società di comunicazione Bygmalion, che ha emesso fatture false a carico del partito di Sarkozy, l'Ump (Unione per un movimento popolare). L'ordinanza di rinvio a giudizio contestata dall'ex capo di Stato francese è stata validata dal Consiglio costituzionale il 17 maggio 2019.

Le spese del partito

Nel marzo 2015 Sarkozy è stato ascoltato come testimone assistito, statuto intermediario tra il semplice testimone e l'incriminazione, nell'inchiesta su circa 400 mila euro di penalità che Sarkozy avrebbe dovuto pagare per il superamento del tetto delle spese autorizzate durante la campagna elettorale 2012. Della somma si era fatta carico la direzione del suo partito, l'Ump. Il caso si è chiuso con un non luogo a procedere generale.

La commessa del Kazakistan

La giustizia francese si sta interessando a un contratto da 2 miliardi di euro siglato tra il Kazakistan e l'azienda francese Eurocopter in merito all'ordine di 45 elicotteri, oggetto di una presunta retrocommissione, ovvero una fattura gonfiata per dare una commissione più importante all'intermediario della vendita. Sarkozy, in qualità di capo dello Stato, ha partecipato alla negoziazione di questo contratto internazionale. L'inchiesta in corso deve determinare se c'è stata una qualunque forma di corruzione e se l'ex presidente è stato eventualmente coinvolto.

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© Julien Mattia/Anadolu via AFP
Nicolas Sarkozy arriva in tribunale

L'affare Karachi

È la parte finanziaria delle vicenda Karachi che minaccia Sarkozy, con la possibilità di una sua audizione in qualità di testimone assistito. Il caso riguarda contratti di armamento firmati dal governo Edouard Balladur con Arabia Saudita e Pakistan nel 1995. All'epoca Sarkozy era ministro del Bilancio e portavoce di Balladur alla campagna per le presidenziali del 1995, presumibilmente illegalmente finanziata da fondi collegati a questi contratti. Ad agosto 2016 Sarkozy ha beneficiato di un'archiviazione, cancellata a novembre 2018, quando la giustizia francese ha rilanciato l'inchiesta su questo caso.

I sondaggi dell'Eliseo

Nell'inchiesta aperta sui sondaggi ordinati durante la sua presidenza (dal 2007 al 2012), Sarkozy potrebbe essere coperto dall'immunità presidenziale. Sono già stati incriminati il suo consigliere all'epoca dei fatti, Patrick Buisson, che avrebbe tratto vantaggio economico dalla vendita di sondaggi all'Eliseo, l'ex direttrice di gabinetto Emmanuelle Mignon e Claude Guéant.

I viaggi in jet

Si e' conclusa con un non luogo a procedere l'inchiesta sui viaggi in jet privati di Nicolas Sarkozy, fatturati alla società Lov Group del suo amico Ste'phane Courbit. Voli presi dall'ex presidente per andare a Doha, negli Stati Uniti e a Abu Dhabi, costati circa 300 mila euro, nell'ambito di un progetto sulla creazione di un fondo d'investimento, Columbia, naufrago dopo l'incriminazione di Courbit nel caso Bettencourt.

Il caso Bettencourt

Accusato di "abuso della posizione di vulnerabilita'" dell'erede della L'Oreal, Liliane Bettencourt, nell'ottobre 2013, Nicolas Sarkozy ha beneficiato di un non luogo a procedere per "insufficienza di prove".

L'arbitraggio Tapie

Nel processo a carico dell'ex politico Bernard Tapie e di altre cinque persone per il sospetto arbitraggio concesso nel 2008 - 403 milioni di euro per chiudere il litigio col Credit Lyonnais sulla vendita di Adidas - Nicolas Sarkozy, che ha ricevuto più volte Tapie all'Eliseo, si è rifiutato di essere ascoltato come testimone.

L'Africa denuncia all'Aia

Nell'ottobre 2017 una quindicina di associazioni della società civile di diversi paesi africani hanno denunciato Nicolas Sarkozy alla Corte penale internazionale dell'Aia, accusandolo tra l'altro di essere responsabile dell'uccisione di Gheddafi nel 2011 e di ingerenza in altre crisi africane, tra cui quella in Costa d'Avorio nel 2010-2011.