Rischio per le  libertà personali anche dopo  il Covid negli Usa, la denuncia del giudice  Samuel Alito

Rischio per le  libertà personali anche dopo  il Covid negli Usa, la denuncia del giudice  Samuel Alito

Per il giudice della Corte Suprema la libertà religiosa negli Usa rischia di diventare un diritto di seconda classe, nel corso della  la pandemia le chiese hanno subito un trattamento discriminatorio

usa corte suprema covid restrizioni 

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VANESSA CARVALHO / BRAZIL PHOTO PRESS VIA AFP - Usa, coronavirus
 

AGI - La pandemia sta comportando limitazioni "prima inimmaginabili" per le libertà personali. È il monito dal giudice della Corte Suprema Samuel Alito mentre aleggia lo spettro di un nuovo lockdown per il coronavirus negli Usa con l'insediamento alla Casa Bianca di Joe Biden.

"La tolleranza per visioni opposte è ormai una merce che scarseggia", osserva il togato del massimo organo giudiziario statunitense, durante una conferenza virtuale della 'Federalist Society', un'organizzazione conservatrice e libertaria che promuove la dottrina originalista nella giurisprudenza costituzionale.

"In certi ambienti la libertà religiosa è diventata in fretta un diritto non gradito", osserva, "per molti oggi la libertà religiosa non è una libertà amata. È spesso considerata solo una scusa per bigottismo e non viene tollerata anche quando non vi sono prove che faccia male a qualcuno".

"La domanda che ci poniamo è se la nostra società continuerà ad essere sufficientemente inclusiva per tollerare persone con credenze religiose poco popolari", prosegue Alito, reclamando per i cristiani lo stesso tipo di tutele di cui godono altre minoranza religiose, anche grazie a sentenze della Corte Suprema alle quali lui ha assertivamente partecipato.

Nominato dall'ex presidente George W. Bush nel 2006, Alito, 70 anni, ritiene che le restrizioni imposte per via del coronavirus, comunque la si veda, non debbano assolutamente restare in piedi quando la pandemia sarà passata. Alito denuncia un trattamento discriminatorio ai danni delle chiese alle quali sono stati imposti vincoli più stringenti di chiusura rispetto, ad esempio, ai casinò del Nevada o agli strip club. 

"La libertà religiosa rischia di diventare un diritto di seconda classe", insiste il giudice, lanciando un allarme anche sulla libertà di parola messa in discussione" quando si tratta di vedute non in voga. Ora "non si può neanche dire che il matrimonio è un'unione tra un uomo e una donna - lamenta - come fino a poco tempo fa la pensava la maggioranza degli americani. Ora è considerato estremismo".

Per Alito, "i giudici impegnati per il ruolo della legge hanno un dovere preciso: non fare compromessi sui principi e non razionalizzare ogni allontanamento rispetto a quello che sono chiamati a fare". Citando il padre degli originalisti, il giudice italo americano Antonin Scalia, scomparso nel 2016, Alito sottolinea come il Covid abbia fatto emergere alcune falle costituzionali ma come la Corte Suprema negli ultimi 15 anni abbia fatto "un buon lavoro nel proteggere la libertà di parola e di religione nonché "la struttura del governo creata dalla Costituzione". La conclusione di Alito è che la difesa della Costituzione e delle libertà individuali è la sfida che hanno davanti gli americani.