Boris Johnson resiste al pressing dei Labour, "no al lockdown in Inghilterra"

Boris Johnson resiste al pressing dei Labour, "no al lockdown in Inghilterra"

Il governo ha finora ignorato i consigli dei suoi consiglieri scientifici, secondo i quali il piano attuale non è sufficiente da solo a fermare la seconda ondata e dovrebbe essere introdotto un blocco generalizzato

Covid inghilterra no lockdown nazionale

Coronavirus, Londra

AGI - Niente lockdown in Inghilterra, neppure una chiusura di appena due o tre settimane che faccia da 'circuit breaker', interruzione del circuito, per rallentare la diffusione del Covid-19: lo ha detto Michael Gove, il cancelliere del ducato di Lancaster, ministro senza portafoglio e braccio destro del premier britannico, Boris Johnson.

Intervistato da Sky News, Gove ha detto che non dovrebbero esserci "restrizioni generali" in tutto il Paese (sia pure per un periodo limitato, come ha chiesto l'opposizione laburista) visto che il virus si sta diffondendo in maniera non omogenea, meno rapidamente in alcune aree rispetto ad altre.

Il governo del Regno Unito ha finora ignorato anche i consigli dei suoi consiglieri scientifici, secondo i quali il piano attuale non è sufficiente da solo a fermare la seconda ondata e dovrebbe essere introdotto un blocco generalizzato, un 'circuit breaker', appunto.

Poco dopo Gove, sempre a Sky News ha parlato uno dei consiglieri scientifici del governo, Sir Jeremy Farrar, ribadendo che il modo migliore per ridurre la trasmissione del contagio è introdurre un blocco a livello nazionale; e ha detto che, anche se il governo avrebbe dovuto agire a settembre, potrebbe ancora farlo in maniera efficace ma la cosa peggiore da fare è aspettare fino a novembre.