Doppia versione sulla salute di Trump

Doppia versione sulla salute di Trump

I medici rassicurano: il presidente degli Stati Uniti, contagiato dal coronavirus, non ha più la febbre e continua a lavorare. Secondo una fonte, le condizioni di Trump sarebbero invece "preoccupanti". Ma lui twitta dall'ospedale: "Sto bene"

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Donald Trump

AGI - Donald Trump va "molto bene", non ha più febbre, continua a lavorare e fa ben sperare sul suo recupero: è la rassicurazione fornita dai medici dopo la prima notte trascorsa in un ospedale militare dal 74enne presidente americano, in seguito al seguito al contagio da Covid. Un ottimismo a cui si è unito il presidente che ha twittato per ringraziare l'"incredibile" staff medico grazie al quale ha detto di sentirsi bene. Ma a un mese esatto dalle elezioni presidenziali, i medici non si sono sbilanciati sui tempi entro cui Trump potrà lasciare il Walter Reed Medical Center e a seminare dubbi è arrivata la dichiarazione di una fonte che sostiene di essere a conoscenza delle sue condizioni e che ha dichiarato ai media Usa che queste sarebbero "preoccupanti" e che "le prossime 48 saranno cruciali" per la guarigione del titolare della Casa Bianca.

Appena 17 ore dopo l'ingresso di Trump in ospedale, il nutrito pool sanitario che lo ha in cura, tra cui il suo medico personale, Sean Conley, si è presentato ai giornalisti per il primo aggiornamento da quando è stato trasferito dalla Casa Bianca. I medici hanno sostanzialmente detto che il presidente è senza febbre da venerdì mattina, ha una tosse lieve, non ha bisogno di ossigeno (ha un livello di saturazione di ossigeno nel sangue del 96%). E hanno confermato che a Trump è stato somministrato un cocktail di anticorpi sperimentale (insieme a integratori alimentari: vitamina D, zinco e melatonina) e farà 5 giorni di ciclo con il remdesivir, uno dei tre farmaci riconosciuti a livello mondiale come efficaci e utilizzati nel pazienti Covid.

Il presidente è stato descritto come di buon umore e si sentirebbe come se potesse "uscire in qualsiasi momento". Ma perché allora è stato ricoverato? "Perché è il presidente degli Stati Uniti", ha tagliato corto Conley. Una sorte che non è toccata alla First Lady Melania, la quale fa la sua quarantena alla Casa Bianca, perché "sta andando alla grande e non ha mostrato alcun segno della necessità di un ricovero ospedaliero".

I dubbi sulla versione ufficiale

Era da poco terminato il briefing, quando una fonte (secondo l'Associated Press, il chief of staff della Casa Bianca, Mark Meadows) ha fatto filtrare al pool di giornalisti che seguono la Casa Bianca una versione del tutto diversa: "Gli indicatori vitali del presidente nelle ultime 24 ore sono stati molto preoccupanti e le prossime 48 ore saranno cruciali per quanto riguarda le sue cure. Non siamo ancora su un percorso chiaro verso il suo pieno recupero".

Incalzato dai giornalisti, Conley ha rifiutato di dire quale temperatura avesse il presidente quando aveva la febbre, se abbia mai avuto bisogno di ossigeno e quando è risultato negativo al Covid l'ultima volta. Non ha voluto chiarire se Trump abbia mai avuto bisogno di ossigeno supplementare, come ha sostenuto la Cnn, ma ha insistito sul fatto che in quel momento non era aiutato e neppure lo è mai stato in ospedale, pur non escludendo che questo sia avvenuto alla Casa Bianca. E non ha chiarito neppure esattamente da quando si sapesse che il presidente era contagiato, forse il giorno prima dell'annuncio, mercoledì sera (il 'tweet' di Trump è di giovedi').

I tweet dall'ospedale

Di certo, che il presidente potrebbe avere problemi con il Covid è evidente: alla sua cartella clinica risulta che pesa 101 chili, quindi è in sovrappeso, prende le statine per il colesterolo, ha 74 anni. E da venerdì circolavano voci, non confermate, che il presidente avesse difficoltà a respirare e che il livello di saturazione del suo ossigeno nel sangue fosse calato. Se così fosse (una situazione dunque in contrasto con la versione di "sintomi lievi" data dalla Casa bianca) si spiegherebbe il precipitoso ricovero, al Walter Reed, dove può essere monitorato con attrezzature all'avanguardia e curato più rapidamente in caso di problemi. Lui comunque di certo non molla: dal letto di ospedale, ha già scritto due 'tweet'. Uno per ringraziare i medici e gli operatori sanitari "incredibili" del Walter Reed Hospital. L'altro per incitare repubblicani e democratici all'accordo sul nuovo piano di stimoli economici post-Covid. "Gli Usa ne hanno bisogno". E poi assicura: "Sto bene".